Smart Home: l’Internet of Things entra dalla porta di casa

smart home - internet of things - Polimi

evento smart home Politecnico MilanoIl mercato della Smart Home cresce a doppia cifra e supera – in Italia – i 180 milioni di euro, la filiera resta quella tradizionale degli installatori e distributori di materiale elettrico, mentre le soluzioni più installate sono quelle relative alla sicurezza, al comfort e al riscaldamento.

Questo in sintesi quanto emerge dai dati dell’Osservatorio sull’Internet of Things del Politecnico di Milano.
Il tema dell’osservatorio è incentrato su “Smart Home: l’Internet of Things entra dalla porta di casa”, ma come sottolineato da Angela Tumino, Direttore dell'Osservatorio Internet of Things, “siamo solo agli inizi di questo processo, è come se fossimo entrati dal cancello della villetta”.

Il potenziale è enorme, perché la casa connessa si propone come il fulcro dell'ecosistema “internet delle cose”, capace di trainare dietro di sé diversi settori chiave del Made in Italy.

mercato della smart home
Fonte Osservatorio Internet of Things – Politecnico di Milano

 

“Tutto parte dalla casa, persona al centro ma con capacità di connettersi con il mondo” ha evidenziato Giovanni Miragliotta, Direttore dell'Osservatorio Internet of Things.

“La Smart Home è un tema affascinante ma anche molto complesso, è necessario considerare moltissimi aspetti: il consumatore finale che è ancora un po’ titubante non solo per le novità tecnologiche ma anche per la percezione della privacy; la maturità di un’offerta che presenta un’elevata eterogeneità di tecnologie e di protocolli di comunicazione che non agevola certo l’utente finale né nella scelta né nella usabilità delle tecnologie; una filiera composta da installatori e distributori di materiale elettrico e da “nuovi” canali come retailer, eRetailer e assicurazioni, e infine l’arrivo sul mercato italiano grandi player come Google e Amazon (Over the Top – OTT). A tutto questo si aggiungono le soluzioni sviluppate da startup con offerte in ambito sicurezza, gestione scenari e monitoraggio dei consumi energetici, spesso complementari a quelle dei brand affermati.

“Per aprire la porta all'innovazione è fondamentale offrire nuovi servizi ai consumatori: quelli più elementari come l’installazione, ancora indispensabile per una fetta importante della popolazione, e quelli evoluti che possano convincere gli utenti ancora scettici sul valore di una casa connessa” ha aggiunto Angela Tumino.

Il mercato della smart home

L'82% del mercato è ancora legato alla filiera tradizionale, quindi all’installatore, al professionista e al distributore di materiale elettrico, ma devono innovarsi per tenere il passo con nuovi attori dell’offerta e canali alternativi che rappresentano il 18%.

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Fonte Osservatorio Internet of Things – Politecnico di Milano

 

Crescono le soluzioni “Do It Yourself”, con un processo di installazione semplificato, anche se non tutti gli utenti sono in grado di fare a meno del tecnico: il 70% di chi ha acquistato prodotti connessi si è rivolto a installatori o piccoli rivenditori. 

Il 2016 ha visto l’arrivo dei prodotti per la Smart Home anche nel mondo della grande distribuzione, nei negozi del fai da te e soprattutto on-line. Sono nate infatti aree dedicate nei negozi di elettronica, che danno l’opportunità di iniziare a familiarizzare con la casa connessa.

Tuttavia il giro d’affari è ancora molto basso, in quanto i volantini promozionali dei retailer non bastano da soli per descrivere le caratteristiche innovative dei prodotti e soprattutto non riescono a evidenziare i benefici degli oggetti smart. Certo è che si stanno attrezzando con personale qualificato in grado di soddisfare le richieste e le esigenze. 

La filiera tradizionale deve evolversi e devo sparire le barriere. “Gli installatori e i costruttori edili dimostrano una conoscenza limitata di prodotti e servizi e hanno realizzato pochi progetti. Gli architetti hanno una buona consapevolezza, ma una conoscenza ancora superficiale. I produttori di domotica dovranno mettersi sempre più in gioco in prima persona e attribuire i giusti ruoli ai diversi attori coinvolti, facendosi carico delle attività di comunicazione per rafforzare il legame diretto con il consumatore finale” ha sottolineato Angela Tumino.

Ma cosa ne pensano i consumatori finale della Smart Home?

Un italiano su quattro possiede almeno un oggetto connesso nella propria abitazione come rivelato da un’indagine Doxa su un campione rappresentativo degli utenti Internet dai 25 ai 70 anni.

I consumatori italiani non ritengono ancora pronta e sufficientemente matura l’offerta tecnologica sulla Smart Home e questo si riflette anche sulla percezione di sicurezza, infatti il 67% dei potenziali acquirenti è preoccupato per i rischi di accesso o controllo degli oggetti connessi da parte di malintenzionati.

La Sicurezza si conferma al primo posto tra le preferenze dei consumatori con il 13%, seguita dalle applicazioni per la Climatizzazione con l’8% e il Riscaldamento sempre con l’8%. Interessante notare che a fronte di un mercato in larga parte legato alla Sicurezza, solo il 18% acquista oggetti smart con l’obiettivo principale di sentirsi più sicuro.
Infatti, un terzo degli intervistati immagina una Smart Home che consenta di tenere comodamente sotto controllo la propria casa o permetta di ridurre i consumi energetici.

smart home - osservatorio Politecnico di Milano
Fonte Osservatorio Internet of Things – Politecnico di Milano

I consumatori italiani, il 70%, considerano chiave la presenza di installatori e di piccoli rivenditori, ma in un prossimo futuro 1 consumatore su 2 intende in acquistare oggetti smart direttamente in negozio di elettronica.

“Le applicazioni Smart Home consentono di raccogliere dati sul funzionamento dei dispositivi connessi e sul comportamento delle persone nell’abitazione: questo sarà uno degli aspetti cruciali per lo sviluppo del mercato. È fondamentale prestare molta attenzione alla tutela della privacy e della sicurezza, perché i consumatori sono tendenzialmente restii a condividere i propri dati, a meno di ricevere in cambio vantaggi concreti” conclude Giulio Salvadori, Ricercatore dell'Osservatorio Internet of Things.

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Ingegnere elettrotecnico con esperienza come Project Manager presso un'importante multinazionale attiva nel settore dell'energia e dell'automazione. La curiosità verso le tecnologie innovative e le soluzioni all'avanguardia nel mondo delle energie (tradizionali e rinnovabili) mi ha portata a lavorare per 14 anni presso un importante editore di riviste tecniche di settore scrivendo di home&building automation, illuminazione, comfort, efficienza energetica e sostenibilità.