Strategie green per l’economia italiana

green 2Invitati da Anie Confindustria a Palazzo Italia di Expo Milano, operatori dell’industria, rappresentanti delle istituzioni ed esperti di green economy hanno discusso delle proposte della Federazione nazionale delle imprese elettrotecniche ed elettroniche per il Green Act, il documento d’indirizzo strategico sull’economia "green" che il Ministero dell’Ambiente ha allo studio e che dovrebbe pubblicare a breve.
 
In tema di sviluppo sostenibile, l’industria elettrotecnica ed elettronica può assumere una posizione determinante per il raggiungimento degli ambiziosi obiettivi ambientali fissati dall’Europa per il 2030: 40% di riduzione di emissioni, 27% di produzione da fonte rinnovabile, 27% di efficienza energetica, traguardi che potrebbero essere confermati, se non resi ancora più ambiziosi, nell’imminente Conferenza sul clima (COP 21), prevista a Parigi alla fine del 2015.
 
Lo scenario di sviluppo che dovrà essere affrontato parla sempre più di economia digitale, integrata, connessa, smart, in un contesto dove prodotti, apparecchiature, soluzioni e tecnologie elettriche ed elettroniche svolgeranno un ruolo centrale. Per sfruttare questa opportunità, le imprese del settore sono costantemente impegnate nell’evoluzione “green” della propria offerta, con importanti investimenti in R&D, orientati soprattutto al miglioramento delle prestazioni energetiche e al “Ciclo Vita” globale di prodotti e soluzioni, con una particolare attenzione all’uso efficiente delle risorse, al recupero delle materie prime e, in generale, alla sostenibilità ambientale complessiva.
La legislazione comunitaria e nazionale condiziona da molti anni l’industria, ma le nuove e ambiziose sfide poste da questi vincoli sono viste non come restrizioni, ma come opportunità. Ma è necessario che queste regolamentazioni siano chiare, certe e semplici da applicare.
 
green 1Le politiche ambientali delle aziende Anie appoggiano, quindi, con convinzione il principio dell’economia circolare, un modello di progettazione, produzione, uso e consumo dei prodotti che pone al centro la sostenibilità del sistema, grazie al riutilizzo delle materie, principio che è stato tradotto in un’azione concreta, contribuendo a implementare operativamente un sistema RAEE nazionale organizzato secondo principi di efficienza ed economicità. Ma, sottolinea la Federazione, la circolarità dei prodotti deve cominciare dalla loro progettazione: devono essere appositamente disegnati per essere interamente recuperati.
 
Tra gli altri temi trattati nell’incontro: il contributo fondamentale delle fonti di energia rinnovabili nel sistema energetico nazionale; la mobilità sostenibile, con la creazione di condizioni ottimali per la diffusione delle vetture elettriche, meglio ancora se alimentate con fonti energetiche green, il miglioramento della rete di trasporto ferroviario e metropolitano e l’elettrificazione dei porti; l’efficienza energetica, a partire dagli edifici, ma senza dimenticare l’industria, che deve adottare strutture e tecniche produttive sostenibili e rispettose dell’ambiente. In sintesi, consumare meno, consumare meglio. Anie chiede, inoltre, l’istituzione di un vero e proprio Fondo nazionale per l’efficienza energetica (già previsto dal DL 102/2014, ma non ancora attivato).
 
green 3«Speriamo che il Green Act sia #lavoltabuona, per usare un’espressione ormai consolidata», ha commentato Claudio Andrea Gemme, Presidente di Anie Federazione. «Le imprese Anie sono già oggi pronte a rispondere alle molteplici sfide della sostenibilità, intesa in tutte le sue accezioni, ambientale innanzi tutto, ma anche economica e sociale. A chi ci governa chiediamo di creare le condizioni per continuare a fare, sempre meglio, il nostro lavoro».
 

 

 

 

 

 

 

 

 

Maurizio Gambini
Informazioni su Maurizio Gambini 267 Articoli
Ingegnere elettronico, giornalista pubblicista che da molti anni lavora nel settore della comunicazione tecnica.