Guida sulla contabilizzazione del calore

contabilizzazione del calore con valvola termostatica

contabilizzazione del calorePer rispettare gli impegni assunti nel quadro del protocollo di Kyoto sui cambiamenti climatici, nel 2006 l’UE si è impegnata ufficialmente a tagliare del 20% il consumo annuo di energia primaria entro il 2020. Ridurre gli sprechi energetici è quindi un obiettivo prioritario dell’Unione.

Considerando che gli immobili rappresentano ben il 40% del consumo finale di energia, gli Stati membri sono incentivati a mettere a punto una strategia di lungo termine per mobilizzare gli investimenti nella ristrutturazione di edifici residenziali e commerciali, migliorandone la prestazione energetica. L’Unione è convinta che gli investimenti nell’efficienza energetica possano contribuire alla crescita economica, all’occupazione, all’innovazione e alla riduzione della precarietà energetica delle famiglie.

Direttiva 2012/27/UE sull’efficienza energetica

Nell’ottobre del 2012 il Parlamento europeo ha approvato la Direttiva 2012/27/UE sull’efficienza energetica, divenuta l’atto legislativo più rilevante su questo tema per tutti i Paesi dell’Unione, i quali hanno poi dovuto recepirne i contenuti entro il primo semestre del 2014. Questa Direttiva afferma che l’Unione si trova di fronte a sfide senza precedenti, determinate da una grande dipendenza dalle importazioni di energia, dalla scarsità di risorse energetiche e dalla necessità di superare la crisi economica.

L’Italia ha recepito la Direttiva Europea nel luglio 2014 con il Decreto Legislativo n. 102, che conferma la data del 31.12.2016 quale scadenza per l’adeguamento degli impianti

Non solo: l’efficienza energetica contribuisce a ridurre le emissioni di gas serra e, di conseguenza, i cambiamenti climatici. Anche il tema dei finanziamenti è fortemente rimarcato dal Consiglio europeo, convinto che gli Stati membri debbano incoraggiare il ricorso a strumenti di finanziamento per promuovere gli obiettivi della direttiva, ricorrendo a contributi o sanzioni in caso di mancato rispetto delle disposizioni della 27/2012. 

Nella Direttiva la contabilizzazione del calore è trattata all’articolo 9 (“Misurazione”): “Nei condomìni e negli edifici polifunzionali, riforniti da una fonte di riscaldamento/raffreddamento centrale o da una rete di teleriscaldamento o da una fonte centrale che alimenta una pluralità di edifici, sono installati contatori individuali per misurare il consumo di calore o raffreddamento o di acqua calda per ciascuna unità, se tecnicamente possibile ed efficiente in termini di costi. Nei casi in cui l’uso di contatori individuali non sia tecnicamente possibile o non sia efficiente in termini di costi, per misurare il riscaldamento sono usati contabilizzatori di calore individuali (i ripartitori dei costi del calore, n.d.r.) per misurare il consumo di calore a ciascun radiatore.” In sostanza la direttiva obbliga l’utilizzo della contabilizzazione diretta (cioè un contatermie per ogni unità abitativa) nel caso in cui questo intervento sia tecnicamente possibile, ad esempio negli edifici di nuova costruzione. Nel caso invece di condomìni con riscaldamento centralizzato di tipo verticale si parla di contabilizzazione indiretta, cioè con installazione di ripartitori di calore e valvole termostatiche su ogni radiatore.

Decreto Legislativo n. 102 luglio 2014

L’Italia ha recepito la Direttiva Europea nel luglio 2014 con il Decreto Legislativo n. 102, che conferma la data del 31.12.2016 quale scadenza per adeguamento degli impianti. Infatti entro quella data la contabilizzazione individuale dovrà già essere stata implementata in tutti gli edifici, nonostante l’applicazione delle sanzioni previste sia stata sospesa fino al 1.1.2017.

Difficilmente ci saranno proroghe. Il decreto del nostro governo altro non fa che recepire una direttiva comunitaria, pertanto l’Unione ne farà valere i termini con tutti i suoi poteri. Si legge infatti nelle premesse della Direttiva 2012/27/UE: “Poiché l’obiettivo della presente direttiva, vale a dire raggiungere l’obiettivo di efficienza energetica dell’Unione pari al 20% entro il 2020, non può essere conseguito in misura sufficiente dagli Stati membri senza l’adozione di ulteriori misure di efficienza energetica e può essere conseguito meglio a livello di Unione, quest’ultima può intervenire in base al principio di sussidiarietà sancito dall’articolo 5 del trattato sull’Unione europea”.

Contabilizzazione del calore: a che punto siamo?

contabilizzazione del calore con valvola termostaticaCon la crisi che ha colpito il settore dell’edilizia dal 2008 in poi, le nuove costruzioni continuano a rappresentare la minoranza degli edifici nel nostro paese. Con riferimento ai condomìni di tipo residenziale (circa un milione in Italia, in cui vivono 14 milioni di famiglie), il parco immobiliare è costituito principalmente da edifici costruiti prima degli anni ’80, con una grossa percentuale di fabbricati realizzati negli anni ’60 e ’70.

Non sorprende quindi che all’efficientamento degli edifici più vecchi venga attribuita un’importanza strategica.

Occorre in primo luogo introdurre sistemi di misurazione individuale dell’energia utilizzata per il riscaldamento: solo così si può dare la possibilità di un monitoraggio continuo dei consumi e generare maggior consapevolezza negli utenti. In secondo luogo, l’utente deve essere messo in grado di intervenire per modificare il proprio comportamento, regolando il prelievo di energia termica per la propria unità abitativa.

Una volta avuta la possibilità di misurare il consumo individuale e regolare l’erogazione del calore, il condominio potrà prendere in considerazione interventi per migliorare l’isolamento e la coibentazione dell’involucro edilizio. Infatti, senza la misurazione e la regolazione individuali del prelievo energetico, il beneficio di un costoso intervento di coibentazione sarebbe limitato. Coibentare tramite cappotto termico senza avere la possibilità di regolazione individuale del calore significherebbe, in molti casi, obbligare i residenti ad aprire le finestre per mitigare il calore interno. Proprio il tipo di comportamento che la direttiva europea vuole evitare. 

La contabilizzazione del calore indiretta è utilizzata principalmente negli impianti di riscaldamento a colonne montanti (distribuzione verticale). Si tratta della tipologia più diffusa perché utilizzata fino al 1980, realizzata con montanti verticali che distribuiscono il fluido termovettore ai radiatori dei vari appartamenti posti sui diversi piani. La contabilizzazione indiretta si realizza mediante l’installazione su ciascun radiatore dei ripartitori, che misurano il calore emesso dai corpi scaldanti in maniera indiretta. 

Autore: Ing. Robero Colombo direttore generale di Brunata Srl per ElettricoMagazine 

 

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