Come incrementare la produzione fotovoltaica?

inverter omron per migliorare la produzione fotovoltaica

inverter omron per migliorare la produzione fotovoltaicaIl comparto del fotovoltaico, dopo la bolla speculativa dell’inizio del decennio, ha subito un profondo ridimensionamento in seguito al termine degli incentivi e solo ora, grazie al miglioramento delle tecnologie e alla riduzione dei costi dei componenti, sta riprendendo vigore: in questo contesto, fondamentale è adottare ogni possibile strategia per incrementare la produzione fotovoltaica.

In questo processo di efficientamento degli impianti spesso ci si trova nella necessità di sostituire componenti, come gli inverter, di aziende che non sono più presenti sul mercato. Occorre, quindi, affidarsi a produttori qualificati, che possano fornire apparecchiature in grado di integrarsi nell’impianto esistente, migliorando la produttività di tutto il sistema. È il caso dell’inverter di Omron senza trasformatore che, grazie al circuito ZCC (Zig Zag Connecting Chopper Converter), può sostituire inverter con trasformatore in impianti con moduli a film sottile che richiedono la messa a terra del polo negativo.

Un’interessante esperienza in questo senso è stata fatta da Solarit, azienda con sede a San Pietro in Gù (PD) che si rivolge a progettisti e installatori come fornitore qualificato di componenti ed applicazioni fotovoltaiche, quando si è trovata a dover sostituire l’inverter centralizzato con trasformatore e polo negativo a terra di un impianto da 70,20 kW di proprietà di un’azienda agricola, allacciato in rete nel 2011 in regime di Conto Energia e Scambio sul Posto.

Una situazione apparentemente normale, ma che si è rivelata particolarmente critica in quanto il produttore di moduli a film sottile presenti sull’impianto non è più presente sul mercato. Infatti, come spiega Eleonora Denna, Product Marketing Manager di Omron: «Una delle peculiarità dei moduli a film sottile è legata, a parità di potenza installata rispetto ai moduli mono e poli cristallini, alla presenza di capacità parassite piuttosto elevate, che provocano una maggiore corrente di dispersione, specialmente al crescere del grado di umidità ambientale, situazione che rischia di attivare il controllo d’isolamento dell’inverter, il quale, per sicurezza, smette di produrre energia fino al ristabilirsi delle condizioni standard. Le prove per la dichiarazione di compatibilità, svolti in collaborazione con il produttore di moduli, verificano che la capacità parassita prodotta abbia valori sufficientemente bassi da limitare questo fenomeno. Purtroppo, in questo caso non è stato possibile eseguire i test a causa dell’impossibilità di dialogare col produttore di moduli e, quindi, dichiarare la compatibilità».

È stato, di conseguenza necessario sostituire l’inverter, rispettando i requisiti della messa a terra del polo negativo e il mantenimento del numero di moduli per stringa: 26 stringhe da 10 moduli ciascuna. La soluzione è stata quella di installare un inverter KP100L prodotto da Omron, che, come racconta Filippo Agriman, responsabile tecnico/commerciale di Solarit, «è l’unico Inverter di questa taglia tuttora presente sul mercato che può sostituire inverter con trasformatori, pur non essendone dotato, in quanto il circuito ZCC garantisce la messa a terra del polo negativo, senza nemmeno richiedere l’aggiunta di un grounding kit o la rilavorazione in fabbrica del dispositivo». 

In mancanza dei presupposti necessari a rilasciare la dichiarazione di compatibilità da parte di Omron, si è deciso di procedere con una prova sul campo, che dopo 30 giorni di attività, ha evidenziato come la produzione della sezione di impianto servita dai tre inverter di stringa Omron sia del 10% superiore rispetto a quanto ottenuto con il vecchio inverter centralizzato.

 

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