Stato dell’arte e futuro degli edifici intelligenti

edifici intelligenti

edifici intelligentiIl mondo sta diventando sempre più interconnesso grazie al “cloud” e alla crescita esponenziale dei dispositivi mobili e degli oggetti accessibili da remoto e, in questo contesto, i proprietari e i gestori dei moderni edifici intelligenti devono affrontare nuove sfide per creare ambienti confortevoli, sicuri e affidabili, massimizzando allo stesso tempo l’efficienza energetica nel rispetto delle normative vigenti.

Un mercato, quello del “Facility Management” che recenti studi hanno previsto potrà raggiungere quota 945,11 miliardi di dollari entro il 2025, con una crescita sempre più rapida.

Tra le prime 100 aziende annoverate dalla rivista Fortune, Honeywell è impegnata con i suoi 130.000 dipendenti a studiare e produrre tecnologie per affrontare le più ardue sfide globali come quelle dell’efficienza energetica, della produzione di energie pulite, della sicurezza, della globalizzazione e della produttività dei suoi clienti.

In particolare, delle tre grandi Strategic Business Group in cui è suddiviso il Gruppo – Aerospace, Performance Materials and Technologies e Automation and Control Solutions – è all’interno di quest’ultima che si colloca la Business Unit HBS (Honeywell Building Solutions) con la sua piattaforma di supervisione EBI R500, il sistema di Building Management che sfrutta la connettività degli edifici per ottimizzare la gestione e i processi decisionali, integrando i sistemi di sicurezza, comfort, safety e controllo dell’energia.

Ma, qual è oggi lo stato dell’arte e quale il futuro degli edifici intelligenti? Ne parliamo con Fabio Bruschi, Direttore Generale per l’Italia di Honeywell Building Solutions.

Fabio Bruschi, Direttore Generale per l’Italia di Honeywell Building Solutions«Gli edifici intelligenti sono la naturale evoluzione tecnologica di quelli tradizionali, dove il progresso digitale ha permesso l’adozione di sistemi di rilevazione dati, di elaborazione degli stessi in informazioni e di “decision making” impensabili fino a pochi anni fa. Questa evoluzione consente di valorizzare l’edificio, trasformandolo da centro di costo in fonte di profitto, sia economico, per la proprietà, sia esperienziale, per coloro che lo occupano a vario titolo, grazie proprio ai sistemi che consentono a chi gestisce l’edificio di prendere le decisioni più opportune in funzione di quello che avviene all’interno della struttura. Questo non solo negli edifici totalmente nuovi, che vengono progettati secondo i criteri dello “Smart Building” utilizzando piattaforme integrate di BMS, ma anche nelle ristrutturazioni di maggiore rilevanza, che costituiscono la maggior parte degli attuali interventi nel mercato immobiliare. In pratica, tutte le grandi ristrutturazioni di palazzi/uffici, centri commerciali, stazioni, aeroporti, siti con grande affluenza di pubblico, dove la Human Experience è importante, sono realizzate basandosi su criteri di Smart Building».

In questo contesto, qual è il ruolo dei sistemi integrati di gestione?

«Rendono un edificio “Smart”: questo vuol dire che si comporta come un essere intelligente, cioè valuta fatti e prende decisioni basati su di essi. Ciò è possibile solo avendo una panoramica di informazioni la più completa possibile, il che deriva dalla disponibilità di dati puntuali e integrati, ciò che in Honeywell chiamiamo “Integrations Of Things”: questo è il cuore di un BMS integrato».

Quali sono le principali caratteristiche di un sistema di gestione?

«Innanzi tutto, deve essere aperto, cioè poter integrare sottosistemi presenti e futuri, basati sui principali standard e protocolli internazionali e di più ampia diffusione sul mercato. In secondo luogo, deve permettere una gestione semplificata e automatizzata, grazie ad interfacce utente grafiche e intuitive, e deve avere la possibilità di automatizzare attività come la gestione degli incidenti, importante perché un qualsiasi operatore, anche non particolarmente esperto, di fronte ad un particolare evento (ad esempio, fumo in un piano dell’edificio) deve essere guidato da un’automatizzazione sicura, solida, consistente, per sapere immediatamente cosa fare in modo corretto. Quindi, ogni sistema efficace di BMS deve essere in grado di gestire gli accadimenti di emergenza in modo semplice, lineare e automatico. Infine, deve essere flessibile, deve poter crescere nel tempo in funzione delle esigenze e deve consentire un accesso da remoto, attraverso smartphone, tablet e APP che permettano sia all’utente di regolare i sistemi, sia al facility manager di ricevere gli eventuali allarmi per poter intervenire».

Qual è il peso del software nella Building Automation?

ebi-r500-launch-screen«È di gran lunga la componente che dà il vero valore aggiunto a tutto il sistema di gestione di un edificio. Un BMS è soprattutto una piattaforma software, che integra sottosistemi costituiti da hardware eterogeneo e in continua evoluzione, in grado di raccogliere sempre più dati che diventano informazioni in grado di supportare decisioni solamente grazie alla piattaforma di supervisione BMS. Non a caso, dei 22.000 ingegneri che fanno ricerca e sviluppo nel Gruppo, metà sviluppano software. A maggior ragione oggi, dove stiamo assistendo a una nuova tendenza di mercato: l’Edging Intelligence. Si sta riproducendo nel BMS quello che è successo molti anni fa nei sistemi IT, composti da un frame centrale e da una serie di terminali senza intelligenza a bordo distribuiti in periferia. Attualmente la struttura del BMS sostanzialmente funziona ancora così, con una centrale che provvede all’elaborazione dei dati raccolti da sensori passivi. Si sta, invece, cercando di portare un po’ di intelligenza anche in periferia, sviluppando prodotti dotati di capacità elaborativa. Questo aiuta a velocizzare il processo decisionale, perché vengono trasmessi non più solo dati, ma informazioni che arrivano centralmente già parzialmente elaborate. Questo è il futuro del BMS». 

In questo futuro s’inserisce l’Internet of Things?

«L’loT è la copertura di campo, l’insieme dei sensori e dispositivi distribuiti negli edifici, in grado di rilevare una serie molteplice e diversificata di dati. Tutto connesso in rete. Ma senza integrazione di questi dati in un sistema di gestione dell’edificio unico hanno poco valore. Per questo, come già accennato, in Honeywell parliamo non tanto di Internet Of Things quanto di “Integration Of Things”. Grazie a questa integrazione è possibile massimizzare gli effetti benefici della Building Automation. Questo è molto collegato all’Edging Intelligence perché più si riescono ad avere dispositivi intelligenti in periferia, più è facile integrarli e prendere le giuste decisioni più rapidamente».

Come abbiamo già visto, connettività e utilizzo in mobilità delle informazioni sono altri due temi importanti. Come vengono sviluppati all’interno dei sistemi di gestione?

«Connettività e accesso remoto sono due aspetti della mobilità essenziali e ormai imprescindibili da un’efficace gestione degli edifici. Non è un caso che le APP siano una parte significativa della più recente versione della piattaforma Honeywell di Building Management “EBI”, la R500, che utilizza questa tecnologia per garantire edifici sicuri, protetti, confortevoli, produttivi ed energeticamente efficienti. Sempre di più, infatti, grazie alla crescente diffusione di dispositivi mobili come tablet e smartphone queste innovazioni permettono agli operatori di controllare e gestire gli edifici, migliorandone la “Human Experience”. A titolo di esempio, nella versione recentemente annunciata abbiamo incluso una serie d’innovazioni come la nuova APP che permette ai facility manager una migliore consapevolezza delle prestazioni e dell’operatività di un edificio. Grazie a questa APP, ricevono direttamente sul loro smartphone e tablet le notifiche su potenziali problemi e guasti nell’edificio prima che essi si verifichino e blocchino il corretto funzionamento dell’edificio stesso».

Un buon sistema di gestione può valorizzare economicamente un edificio?

«II valore di un edificio si misura su due piani. Il primo riguarda sicuramente il risparmio energetico che si può ottenere nella sua operatività, mentre il secondo coinvolge l’Human Experience percepita dai suoi utenti che, se migliorata, porta a una maggiore volontà di frequentazione, in termini sia di accesso, sia di durata, dei locali e che comporta indirettamente, ad esempio nei centri commerciali, un maggiore successo commerciale dei negozi presenti. Per questo è importante mantenere nel tempo questa esperienza, adottando servizi di manutenzione a valore, predittivi e proattivi, che ne mantengano inalterato nel tempo lo standard di funzionamento».

L’utilizzo di un sistema di gestione integrato può facilitare l’ottenimento delle certificazioni di efficienza degli edifici?
«Certamente. EBI R500, ad esempio, è certificato LEED e grazie alla connessione in tempo reale con i sensori di campo, all’immediata elaborazione e all’integrazione con il dispositivo “LEED Dynamic Plaque” consente all’edificio di verificare istantaneamente la rispondenza ai parametri di efficientamento energetico dettati da LEED. Grazie ai risparmi ottenuti da un’efficace gestione delle risorse energetiche dell’edificio, molti nostri clienti hanno ottenuto un maggior comfort per gli utilizzatori e risparmi energetici che sono valsi certificazioni LEED e BREEAM. Per esempio, la Torre Unipol di Bologna ha ottenuto il certificato LEED Gold grazie a risparmi energetici di circa il 30% rispetto a un edificio della stessa tipologia».

Quali nuove opportunità possono offrire i sistemi di gestione ai progettisti degli impianti tecnici?

«Con un BMS innovativo, integrato, flessibile e ben studiato, il progettista è sicuro di fornire un ottimo servizio ai propri clienti, fornendo un sistema che permette di risparmiare, che ha un’ottima User Experience, che aumenta, in ultima analisi, e conserva nel tempo il valore dell’edificio».

Quali sono i servizi che affiancano la vostra proposta?

«Honeywell è in grado di seguire il progetto durante tutto il suo ciclo di vita. Abbiamo ingegneri che assistono i progettisti nella realizzazione del progetto, del computo e delle specifiche. Abbiamo un team di Project Manager in grado di gestire in parte, in toto, in modalità chiavi in mano la realizzazione dell’impianto. Abbiamo, infine, e direi è un aspetto fondamentale, una struttura service capillare e di grande esperienza, che assicura ai sistemi realizzati le massime prestazioni durante tutto il ciclo di vita di un edificio. E sono in particolare questi servizi che stanno avendo una profonda evoluzione. Accanto ai tradizionali servizi “break & fix” abbiamo, infatti, i cosiddetti “Outcomes Based Services”, basati su un sistema di monitoraggio remoto connesso fra Honeywell e cliente grazie al quale possiamo: rilevare segnali precoci di possibili anomalie e intervenire in modo predittivo e proattivo, prima che il sistema presenti malfunzionamenti; analizzare le prestazioni puntuali dell’edificio, in modo da ottimizzarle; dare al management un eccellente cruscotto di valutazione dei risparmi e del comfort dell’intero edificio».

Dagli Smart Building alla Smart City: come si sviluppa questo percorso?

«La Smart City è sicuramente un insieme di Smart Building, quindi la consapevolezza culturale di dovere realizzare e migliorare gli edifici in questa ottica è alla base delle Città intelligenti. Tuttavia, questo può non bastare. Per traghettare le città odierne verso concetti che esaltino la “Citizen Experience”, minimizzando consumi e sprechi, occorre idealmente una convergenza contemporanea di intenti fra cittadini e dirigenti politici. Più spesso l’una è precedente e concausa dell’altra, ma dobbiamo, comunque, sostenere con forza questa convergenza. La pianificazione in ambito cittadino dei servizi alla comunità può partire dai principi ispiratori degli Smart Building, e portare a livello urbano i concetti di sicurezza integrata, di risparmio energetico, di mobilità, di accesso alle informazioni sempre ed ovunque. Credo che la politica, intesa come i manager della città, debba prendersi carico e responsabilità di questa evoluzione. Abbiamo bisogno di politici che siano dirigenti illuminati e visionari, che sappiano capire le esigenze di oggi e preparare le infrastrutture urbane per soddisfare quelle di domani».

Maurizio Gambini
Informazioni su Maurizio Gambini 267 Articoli
Ingegnere elettronico, giornalista pubblicista che da molti anni lavora nel settore della comunicazione tecnica.