Quale linguaggio per dispositivi connessi nella casa intelligente?

european-utility-weekPresentato a Barcellona in occasione dell’European Utility Week (15-17 novembre 2016) il nuovo linguaggio per i dispositivi connessi che, a livello europeo, consentirà di gestire la domanda di energia nella casa intelligente.

Nato grazie all’impegno delle Associazioni Energy@home e EEBus e integrato all’interno del protocollo SPINE (Smart Premises Interoperable Neutral-messages Exchange), il nuovo linguaggio è stato applicato come dimostratore a un energy manager che sovrintende il funzionamento di una serie di apparecchi connessi (un grande elettrodomestico, un caricatore di auto elettrica, un inverter per pannelli fotovoltaici e un contatore intelligente), simulando quindi lo scenario di una casa intelligente del futuro.

Come spiega Marco Signa, Direttore di Energy@home: «Si parla molto di Internet of Things, se ne avverte il fascino, ma non si deve dimenticare che questa rivoluzione annunciata potrà essere veramente tale se sarà alla portata degli utenti, quindi se i dispositivi tecnologici, anche di marche diverse, parleranno fra loro. Da qui la necessità di un linguaggio comune europeo, base imprescindibile per sviluppare le grandi potenzialità di un mercato come quello dei prodotti e dei servizi connessi. È questo il motivo per cui Energy@home è impegnata da anni a fianco delle aziende, degli Enti e delle istituzioni nella creazione di un’infrastruttura di servizio aperta, condizione per creare un’esperienza per l’utente semplice e omogenea fra i servizi della casa».

Applicabile a diversi protocolli, come SPINE ad esempio, il linguaggio permette la comunicazione fra apparecchi connessi, anche di marche diverse, e con un energy manager domestico, che, grazie a questo scambio d’informazioni, sarà in grado di ottimizzare l’impiego dell’energia, tenendo conto della disponibilità di fonti energetiche rinnovabili (inclusa l’autoproduzione con i pannelli fotovoltaici) o delle migliori tariffe del mercato.

Si tratta, secondo Signa, di un passo fondamentale a favore dello sviluppo delle tecnologie innovative per la casa intelligente, la cui adozione e diffusione troppo spesso è stata ostacolata dalla frammentazione degli standard: «Nel campo delle telecomunicazioni mobili, la condivisione del linguaggio ha permesso passi da gigante; ed è questo il modello cui ci ispiriamo per immaginare la casa connessa del futuro, dove la tecnologia sempre più complessa, nella sua concezione e realizzazione, dovrà essere sempre più semplice nell’utilizzo».

 

Maurizio Gambini
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Ingegnere elettronico, giornalista pubblicista che da molti anni lavora nel settore della comunicazione tecnica.