FIMI, una analisi dell’industria 4.0 nell’abitare Made in Italy

Forum Fimi

Forum FimiLa quinta edizione di FIMI – Forum per l’Internazionalizzazione del Made in Italy è stata l’occasione per presentare lo stato attuale e le prospettive per il futuro della evoluzione 4.0 tra le aziende dell’interior design italiano. Al centro del Forum, l’intreccio tra il settore dell’arredo e l’applicazione delle nuove tecnologie 4.0: una combinazione che ha dato una sferzata ai processi produttivi e all’offerta dei servizi dell’industria italiana.

 

Opinioni a confronto al FIMI

Detlef Braun, Member of the Executive Board di Messe Frankfurt, ha sottolineato la rilevanza di questo momento di confronto con i protagonisti del panorama industriale italiano: “L’arrivo della digitalizzazione ha posto le aziende di fronte a una sfida importante, ma anche a nuovi stimoli di fare business. Gli individui e le organizzazioni sono chiamati a cambiare mentalità, con implicazioni importanti sulla qualità del lavoro, dei compiti, sulle competenze personali e sui modelli di business. Per creare una cultura 4.0 nelle aziende è necessario focalizzarsi sull’obiettivo finale di questa trasformazione che conduce direttamente al concetto di ‘servitizzazione’. Si tratta quindi di un’opportunità che le aziende devono cogliere, per mantenersi competitive a livello internazionale”.

Forum FimiA seguire Giacomo Moletto, CEO di Hearst Italia e Western Europe, ha riportato al FIMI la sua esperienza in tema di Industria 4.0.
“La sfida che dobbiamo affrontare nel futuro implica mettere in discussione la visione, una grande curiosità e la voglia di imparare. Negli ultimi anni il settore in cui opero ha registrato cambiamenti radicali: parlando di content strategy, l’avanzamento in termini di innovazione riguarda trasformazioni epocali globali, che spingono sempre più verso una user experience personalizzata, vero tema dell’Industria 4.0”.
Carlo Alberto Carnevale Maffé, Professor of Strategy Bocconi University School of Management, e Gabriella Lojacono, Professore Associato del Dipartimento di Management dell’Università Bocconi, hanno poi esposto i dati emersi dallo studio “Science of Interior 4.0” realizzato attraverso un questionario a circa mille imprese italiane del settore del design e un’analisi di 20 best practice. Grazie alle esperienze di questi operatori si è ottenuta una panoramica di come l’Industria 4.0 stia cambiando in modo profondo il modo di produrre anche in Italia e di come le aziende del Paese siano consapevoli dell’importanza dei cambiamenti in atto e siano pronte ad agire di conseguenza.
Un dato importante emerso dalla ricerca riguarda la comunicazione al cliente finale e il suo coinvolgimento nel processo produttivo: è necessario raccontare il prodotto in un modo nuovo al consumatore che diventa ‘consumautore’, protagonista del passaparola di mercato e figura di rilievo per portare l’innovazione 4.0 nella filiera. La vera sfida consiste quindi nel progettare ‘customer experiences’ in funzione del consumautore.

L’importanza di fare sistema e di investire

Forum FimiPer affrontare la sfida dell’Industria 4.0, anche il mondo del design e le imprese di questo ambito confermano la grande necessità di fare sistema. Questa tematica, insieme all’importanza di investire, è stata al centro della conversazione avvenuta in occasione del FIMI tra Fabio Sattin, Socio Fondatore di PEP/Italian Design Brands, Marco Santino, Partner e Managing Director di Boston Consulting Group, e Roberto Maestroni, Senior Principal di Investindustrial.
Il design è uno dei motori di sviluppo del nostro Paese e l’Industria 4.0 nel design è una grande opportunità soprattutto per le piccole e medie imprese. – ha dichiarato Marco Santino – Queste possono superare alcuni dei vincoli che hanno e diffondere la cultura del bello raggiungendo nuovi clienti in maniera innovativa e con dei costi confrontabili e competitivi rispetto ad altri player”.
In sala alcune aziende di rilievo del mondo del design italiano (Poliform, Ratti, Castaldi Lighting e Ilcar di Bugatti) hanno portato le loro esperienze di applicazioni 4.0 già in atto nelle loro realtà confermandone le positive conseguenze.
Interessante infine il dialogo tra Giuliano Busetto, Presidente della Federazione ANIE, e il direttore d’orchestra Daniele Agiman, che hanno paragonato il mondo delle imprese al mondo della musica. “In un’azienda ogni comparto ricopre un ruolo ben preciso nel processo produttivo e il successo si raggiunge con la collaborazione di tutti i comparti. È necessario però che vengano riconosciute le competenze di ognuno. Come in un’orchestra: si crea una sinfonia perfetta riconoscendo l’esatto contributo di ogni singolo strumento musicale” riconosce Giuliano Busetto.

I risultati della ricerca “Science of Interior 4.0” e la galleria fotografica disponibili sul sito ufficiale del FIMI.

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