10 mosse per la Strategia Energetica Nazionale

La ricetta per fare ripartire la Strategia Elettrica Nazionale (SEN) e gli sforzi in chiave digitale richiesti alle aziende della filiera

La nuova strategia energetica nazionale

Si parla da tempo della necessità per l’Italia di una nuova Strategia Energetica Nazionale (SEN). Di essa si sta occupando anche Accenture, scelta da Snam e Terna per strutturare una proposta di riformulazione.

Un lavoro non facile, anche perché in certuni ambiti politici si vorrebbe una strategia di più ampio respiro, che abbracci anche l’ambiente. In attesa di sviluppi, Accenture ha illustrato la sua proposta in occasione della 17^ edizione dell’Osservatorio M&A Utilities.

La società ha identificato tre direttrici, le “3D”, su cui impostare la nuova Strategia Energetica Nazionale: Decarbonizzare, individuando un percorso per ridurre in maniera significativa le emissioni di CO2; Decentrare, favorendo la generazione distribuita e la crescita dell’installato rinnovabile e Digitalizzare, garantendo disponibilità di broadband per abilitare la digitalizzazione del settore.

10 mosse per vincere con il digitale 

Ecco il decalogo per indirizzare la definizione della nuova SEN, che traccia il perimetro entro il quale le aziende del settore dovranno evolvere, avvantaggiandosi in particolare dei benefici offerti dal digitale.

  1. Definire un processo partecipato: la diffusione delle tecnologie digitali porta all’abbattimento dei confini tradizionali, a favore di nuove collaborazioni. 
  2. Definire una visione di lungo periodo: il Paese ha bisogno di una strategia che guidi le azioni e gli investimenti delle imprese, coerentemente con le “3D”. Definita la visione è necessario tradurla in azioni e responsabilità identificate e aggiornate quando opportuno. 
  3. Monitorare il raggiungimento di obiettivi e milestone: il Governo non può limitarsi a definire ogni quattro anni una SEN 2.0, ma deve indicare il referente per monitorare le performance del sistema e le modalità di monitoraggio, per intervenire prontamente in caso di deviazioni dalla rotta tracciata.
  4. Selezionare e sostenere lo sviluppo delle tecnologie abilitanti. Vanno identificate e supportate le tecnologie e le infrastrutture con maggiore impatto sistemico. “Smart grid” e “meter multi commodity” sono esempi di infrastrutture di rete/meter che forniscono informazioni in tempo reale relative a energia elettrica e gas. 
  5. Cogliere le opportunità della trasformazione digitale: adottare tutte le tecnologie che possono ridurre i costi e i tempi di sistema.
  6. Favorire la realizzazione di smart community: la generazione di energia elettrica distribuita deve essere incentivata in modo omogeneo (o quanto meno non deve essere ostacolata), siano gli investitori singole imprese, condomini o villaggi. 
  7. Favorire lo sviluppo dell’efficienza energetica nel residenziale: le politiche sull’efficienza energetica sono state spesso più annunciate che realizzate. Il settore ha complessità proprie ma costituisce l’area con maggior ritorno sociale/ambientale sull’investimento. 
  8. Aggiornare le regole di partecipazione ai mercati dell’energia: modificare le regole di partecipazione e di dispacciamento, coerenti con gli obiettivi delle politiche energetiche, può aprire nuove opportunità di business e di ricavo per gli investitori in fonti rinnovabili/storage, compensando l’assenza di incentivi.
  9. Favorire l’adozione di sistemi di mobilità a basso impatto, anche per favorire lo sviluppo di un’industria nazionale. La policy può anche essere a zero costo di sistema (es. finanziata da oneri sui veicoli più inquinanti) per ridurre le emissioni del parco e favorire lo sviluppo delle infrastrutture di ricarica
  10. Porre al centro il consumatore: un sistema di incentivi e obblighi ben calibrato è fondamentale per guidare le scelte dei consumatori verso gli obiettivi della SEN 2.0 e quelli climatici.

L'efficienza parte dalla casa

A proposito di mondo residenziale, HomeServe ha presentato alcuni dati sulla casa intelligente, che vive buone prospettive di sviluppo, e apre la strada all'adozione di dispositivi e sistemi smart anche in contesti più ampi come il mondo commerciale e industriale.

Ad esempio l’Internet of Things inizia a entrare nelle nostre case, con uno scenario in rapida evoluzione: nel 2016 le soluzioni IoT per la smart home in Italia hanno superato i 180 milioni di euro (+22% rispetto al 2015) e, entro la fine del 2017, ci saranno 8,5 miliardi di “connected things” a livello globale. Ad acquistare maggiormente questi dispositivi le famiglie, che copriranno il 63% del mercato IoT nel 2017, con l’attivazione di 5,2 miliardi di oggetti connessi in rete. 

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