Efficienza energetica: la diffusione degli edifici nZEB in Italia

In Italia ci sono 12,1 milioni di edifici residenziali a cui si aggiungono 1,5 milioni di edifici non residenziali e il 74% è stato costruito prima degli anni ’80

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stato conservazione edificiIn Italia ci sono 12,1 milioni di edifici residenziali a cui si aggiungono 1,5 milioni di edifici non residenziali e il 74% è stato costruito prima degli anni ’80 e solo il 32% risulta essere in ottimo stato di conservazione.

La maggior parte degli edifici è costituito da abitazioni mono e bifamiliari e quelli con almeno 9 abitazioni sono meno del 5% del totale.
Secondo un’indagine – effettuata dall’Energy&Strategy Group della School of Management del Politecnico di Milano –  gli edifici con sistemi ad alta efficienza nZEB (edifici a energia quasi zero) sono solo tra le 650 e le 850 unità (93% a uso residenziale)

Un numero decisamente basso. Tra l’atro sono quasi tutti situati in 3 regioni: Trentino Alto Adige, Lombardia e in misura minore Veneto.
Tuttavia nonostante in Lombardia scattata l'obbligatorietà, gli edifici nZEB costruiti a partire dal 1 gennaio 2016 solo il 3% del totale.

Diffusione edifici Nzeb
Forte Energy Efficiency Report

Nel rapporto con il termine nZEB si intendono gli edifici ad altissima prestazione energetica, nei quali il bilancio tra energia consumata e prodotta è prossima allo zero e sono minimi i consumi per il riscaldamento, la climatizzazione, l’illuminazione, la ventilazione e la produzione di acqua calda sanitaria.
Queste tipologie di abitazioni sono dotate di certificazioni cone CasaClima, PassivHaus e LEED.

Ma perché sono ancora poco diffusi?
Innanzitutto la prima barriera è l’economicità di queste soluzioni, infatti gli alti costi per la realizzazione non vengono compensati dal risparmio energetico; soprattutto in assenza di incentivi i tempi di ritorno degli investimenti sono tra 30 e 40 anni per gli edifici ad uso ufficio e oltre la vita utile della costruzione per una villetta residenziale.

Se le soluzioni tecnologiche e innovative sono ormai decisamente collaudate, purtroppo spesso non c’è un’adeguata conoscenza poiché non c’è una ricetta unica per realizzare un edificio nZEB.

Il fabbisogno di energia termica è soddisfatto generalmente dall’installazione di pompe di calore (ove possibile geotermiche) o impianti solari termici per la produzione di acqua calda sanitaria. 
Il fabbisogno elettrico è soddisfatto da un impianto fotovoltaico a volte accoppiato a un sistema di accumulo (storage).

Economicità degli edifici nZEB
Il risparmio energetico aggiuntivo – rispetto ad una soluzione standard di efficienza energetica – difficilmente permette tempi di rientro brevi per l'investimento

Siamo allora ancora lontani dalla sostenibilità economica?
“Purtroppo si se si analizzano in dati e la diffusione degli edifici nZEB può arrivare o da un obbligo normativo o da una sensibilizzazione del prezzo del mercato immobiliare. Ad oggi un edificio in classe A presenta un valore di mercato significativamente superiore a uno in classe G. Certo è che spesso è difficile isolare il contributo della sola efficienza energetica rispetto alle finiture e alle caratteristiche costruttive” ha commentato Vittorio Chiesa, direttore dell'E&S Group della School of Management del Politecnico di Milano.

La strada per il raggiungimento degli obiettivi europei di efficientamento energetico e riduzione delle emissioni è ancora lunga.

Informazioni su Alessia Varalda 610 Articoli
Ingegnere elettrotecnico con esperienza come Project Manager presso un'importante multinazionale attiva nel settore dell'energia e dell'automazione. La curiosità verso le tecnologie innovative e le soluzioni all'avanguardia nel mondo delle energie (tradizionali e rinnovabili) mi ha portata a lavorare per 14 anni presso un importante editore di riviste tecniche di settore scrivendo di home&building automation, illuminazione, comfort, efficienza energetica e sostenibilità.