Idrogeno green per mobilità green, passi in avanti

Il Politecnico di Milano mette a punto un progetto per produrre idrogeno dal biogas. Le case auto propongono nuovi modelli fuel cell. Ma Federchimica dice che…

Idrogeno green per mobilità green

Fare il pieno con l’idrogeno è ancora oggi una suggestione, soprattutto pensare a un’alternativa green alla produzione di quello che è l’elemento più abbondante nell’universo. Ma la ricerca si muove e una via per produrlo da una fonte verde, rinnovabile e non fossile si è trovata ed è promettente. 

Idrogeno da biogas, via al reattore

Anzi, per la precisione, è in fase di design il più grande reattore a membrane per generare idrogeno da biogas del mondo. C’è già un anno, il 2019, e un Paese, l’Italia (Verona) quale sede e un quantitativo fissato: 100 chilogrammi di idrogeno al giorno. “Il progetto Bionico dimostrerà di essere in grado di raggiungere un'efficienza complessiva fino al 72% – spiega il Politecnico di Milano, a capo del progetto, nel sito dedicato – separando l’idrogeno in situ, il metano nel biogas sarà convertito in idrogeno a una temperatura molto più bassa rispetto a un sistema convenzionale”. 
Progetto parte di Horizon 2020, Bionico comprende tra i partner, otto organizzazioni di sette Paesi differenti che oltre all’Italia conta su Spagna, Olanda, Gran Bretagna, Svizzera, Germania e Portogallo. 

L’auto a idrogeno si presenta

La produzione “pulita” di idrogeno potrà spianare la strada a una mobilità decisamente più sostenibile. Intanto diverse case automobilistiche si stanno muovendo, creando modelli capaci di muoversi spinti da motori alimentati da fuel cell: da Honda a Toyota a Hunday, sono diversi i colossi delle quattro ruote che hanno messo a punto delle versioni alimentate a idrogeno. Proprio il marchio coreano ha presentato i suoi piani e ha fatto sapere di esser pronta a lanciare nel 2018 a livello mondiale una fuel cell, capace oltretutto di un’autonomia da 800 chilometri con un pieno.

Si tratta, come ha fatto sapere la stessa Hyundai, della seconda generazione di SUV a idrogeno: migliorano prestazioni e autonomia e soprattutto la direzione della Casa coreana punta decisamente alla “linea verde”, volendo introdurre a livello globale, entro il 2031 modelli a zero o perlomeno a basse emissioni. Toyota, da parte sua, ha in catalogo la Mirai e intende portarla in Italia non appena ci sarà una rete di ricarica, a oggi ferma a una stazione a Bolzano.

Transizione all’idrogeno, sinergie mondiali…

Ma a livello internazionale la volontà di puntare alla transizione energetica verso un’opzione sostenibile c’è. Ne è un esempio l’iniziativa a livello globale denominata Hydrogen Council, ideata e promossa da realtà del calibro di Audi, Bmw, Daimler, Kawasaki, Honda oltre alle già citate Toyota e Hyundai, Alstom (che sta lavorando al primo treno commerciale ad H2), Total e Shell, Air Liquide (gas tecnici), solo per nominarne alcuni.

Avviata al World Economic Forum 2017, a Davos, la coalizione fa sapere di volere puntare decisi nello sviluppo e commercializzazione dell’idrogeno come combustibile, incoraggiare gli stakeholder a rafforzare il sostegno all’idrogeno. Progredire verso un'economia a basse emissioni di carbonio e sostenibile è un imperativo per la cui finalizzazione “è necessaria un'azione congiunta” fanno sapere in una nota congiunta. “Ecco perché invitiamo i governi e gli stakeholder della società chiave a riconoscere anche il contributo dell'idrogeno alla transizione energetica e lavorare con noi per creare un efficace piano di attuazione”.

…e iniziative nazionali

Intanto in Italia a gennaio è stata pubblicato in Gazzetta Ufficiale del 13 gennaio il decreto legislativo 257/2016, che recepisce la Direttiva 2014/94/UE sulla realizzazione di un’infrastruttura per i combustibili alternativi (Dafi), tra cui l’idrogeno, che ha ottenuto l’ok dal Consiglio dei ministri nel settembre 2016. Questo si traduce in un impegno nazionale a dotarsi di un certo numero di stazioni di rifornimento entro il 2025. Un passo importante, come testimoniano i primi passi verso una mobilità all’idrogeno nel cui solco passa l’approvazione della giunta del Comune di Venezia al protocollo d’intesa con “Fuel Cells and Hydrogen 2 Joint Undertaking” (FCH 2 JU) finalizzato allo sviluppo di applicazioni dell’idrogeno e delle celle a combustibile per la mobilità urbana sostenibile.  

Altro importante passo è quello della Regione Lazio che è parte integrante di 3eMotion, un progetto europeo mirato a sperimentare un sistema di trasporto pubblico basato su autobus a fuel cell fino al giugno 2022 in cui quello regionale sarà uno dei cinque siti europei a sperimentare bus alimentati a idrogeno (cinque mezzi), contando anche sulla creazione di una stazione di alimentazione. La Toscana, per parte sua, sarà la prima regione italiana in cui verrà testata la trazione ferroviaria a idrogeno, come è emerso in un recente convegno organizzato dalla stessa Regione.

Finora, però, è solo l’Alto Adige che, oltre a contare su diverse auto a idrogeno e cinque autobus con celle a combustibile, può contare sull’unica stazione di rifornimento in Italia.

C’è chi lamenta poca attenzione sul tema. Lo ha fatto di recente Federchimica durante un’audizione al Senato. Nella circostanza, la Federazione nazionale dell’industria chimica ha fatto presente la necessità di “un impegno costante da parte delle Istituzioni a garantire l’applicazione di misure di incentivazione equivalenti a tutti i carburanti alternativi, evitando sbilanciamenti e garantendo il principio di neutralità tecnologica”.

In particolare, riferendosi ai veicoli a idrogeno, secondo le associazioni, essi non godono degli incentivi previsti per i veicoli elettrici alimentati a batteria: una disparità di trattamento “immotivata”, sottolinea l’associazione, “anche considerato che, grazie all’idrogeno, è possibile alimentare veicoli al 100% elettrici con la tecnologia fuel cell, notevolmente più ecologica rispetto alla tecnologia dei veicoli elettrici a batteria”.

Andrea Ballocchi
Informazioni su Andrea Ballocchi 85 Articoli
Giornalista freelance, si occupa da anni di tematiche legate alle energie rinnovabili ed efficienza energetica, edilizia e in generale a tutto quanto è legato al concetto di sostenibilità. Appassionato praticante di ciclismo, è autore del libro “Una vita da gregario” (La Memoria del Mondo editrice, prefazione di Vincenzo Nibali) e di un manuale “manutenzione della bicicletta”, edito da Giunti/Demetra.