Fotovoltaico, accumulo termico e pompe di calore: una ricetta vincente

Più efficienza energetica e comfort nei sistemi di riscaldamento e produzione di acqua calda grazie all'integrazione tra fotovoltaico, accumulo termico e pompe di calore

Fotovoltaico accumulo termico e pompe di calore ricetta vincente

Dai grandi passi avanti tecnologici nella conversione elettro-termica e nell'autoconsumo a un’altrettanto adeguata, consapevole e sicura progettazione di impianti integrati. Il progressivo abbattimento dei confini tra mondo elettrico e termotecnica aumenta la complessità degli interventi, soprattutto nelle riqualificazioni, ponendo ai professionisti interessanti sfide legate all'efficace abbinamento tra rinnovabili – fotovoltaico in primis – sistemi di accumulo termico e pompe di calore

Proprio di corretta integrazione tra pompa di calore e fotovoltaico, negli impianti di riscaldamento e produzione di acqua calda sanitaria, ha parlato Nicola Piccinelli della società ING Srl, in occasione del convegno “Autoconsumo e sviluppo tecnologico per il fotovoltaico del futuro”, promosso da P.M. Service e Italia Solare a Brescia.

Se il concetto di “elettrificazione” degli edifici è ormai una realtà, supportata da direttive europee, normative italiane, incentivi fiscali e maggiore sensibilità del cliente finale, diventano fondamentali, nel quotidiano, la conoscenza delle tecnologie a disposizione e, ancora di più, il loro corretto impiego in fase di progettazione termotecnica”. Partendo dal presupposto che non esistono soluzioni valide in assoluto, dalla partnership tra installatori e studi di progettazione possono nascere proposte incentrate sui fabbisogni del contesto applicativo, fortemente ancorate alle peculiarità tecniche e climatiche del luogo, senza perdere di vista il comfort e il “portafogli” di chi occupa gli edifici, siano essi residenziali, commerciali o per il terziario.

I 5 step per integrare correttamente fotovoltaico e pompe di calore 

Dalla teoria alla pratica, 5 step nella progettazione possono “spianare” la strada ai professionisti verso risultati tangibili in efficienza energetica, risparmio economico e feedback positivi dall'utente. Secondo Piccinelli, un lavoro “eseguito bene e non passibile di lamentele e reclami” è dato dallo scrupoloso adempimento di ciascuno dei seguenti passaggi:

  • rilievo dello stato di fatto;
  • analisi dei consumi e studio di fattibilità;
  • progettazione esecutiva;
  • esecuzione delle opere;
  • monitoraggio dei consumi. 

Non ci resta che calare il tutto nel caso reale di una villetta bifamiliare, oggetto di recente riqualificazione targata ING. “Abbiamo ottenuto l'incarico grazie a un nostro partner elettricista, a sua volta contattato dal cliente finale per l'installazione di una pompa di calore – spiega Piccinelli -. Tuttavia analizzando lo stato dell'abitazione, priva di isolamento termico e di impianto fotovoltaico, abbiamo capito come l'intervento, se non strutturato adeguatamente, potesse generare inconvenienti non da poco”.

Green HousePrimo passo, dunque, quello di presentare al cliente un audit energetico chiaro che tenesse conto di: involucro inadeguato, generatore a gasolio, due scaldacqua a metano, radiatori in ghisa e storico dei consumi. Il quadro iniziale che alla pompa di calore preferiva un meno oneroso abbinamento tra caldaia a condensazione e impianto fotovoltaico, è stato invece “ribaltato” dal committente, che ha apprezzato la diagnosi e accettato un intervento più complesso. La proposta, realizzata in collaborazione con l'installatore, prevedeva la realizzazione del cappotto, l'installazione di contabilizzatori per differenziare i consumi dei due appartamenti, la posa e messa in opera di un impianto fotovoltaico da 9 kW e l'integrazione con due bollitori per acqua calda sanitaria e una pompa di calore.

Quanto alla distribuzione tramite radiatori in ghisa, Nicola Piccinelli tiene a sottolineare che “tutto dipende dalla dispersione termica, il rifacimento del cappotto ci ha consentito di tenere i vecchi radiatori, che possono così funzionare anche a basse temperature”.

Discorso a parte merita la pompa di calore, selezionata al termine di un'attenta analisi dei player sul mercato, a partire dai produttori che offrono macchine progettate e realizzate, sin dal principio, per applicazioni di riscaldamento. “Abbiamo scelto una pompa di calore piuttosto ingombrante, ma c'è un motivo: la forte umidità che caratterizza gli inverni della pianura padana comporta costanti sbrinamenti su scambiatore ed evaporatore esterno alla macchina. La soluzione adottata possiede lamelle più distanti tra loro, che aumentano le dimensioni ma abbassano nettamente i consumi rispetto ad altre pompe di calore più compatte attualmente sul mercato” spiega il progettista.

Ultimo punto, quello dei benefici tangibili di questo intervento di riqualificazione: in tre anni di monitoraggio dei consumi elettrici e termici dell'impianto, il cliente è passato da una spesa annuale di 5.042 euro a 1.092 euro, superando, con risparmi del 78% le iniziali aspettative del 60%

Un adeguato intervento di isolamento termico consente di sfruttare al meglio le potenzialità dei sistemi integrati con rinnovabili

Fotovoltaico e pompe di calore “pagano” anche negli edifici per il terziario

sole fotovoltaicoAll'interessante case history sul residenziale, il responsabile commerciale di ING affianca un secondo intervento, effettuato presso la sede della CGIL di Cremona. Anche in questo caso, dall'iniziale richiesta della sola installazione di un impianto fotovoltaico, si è passati all'integrazione di tale tecnologia con pompa di calore e alla riqualificazione completa dell'impianto di distribuzione interna.

Dopo il necessario adeguamento di copertura e sottotetto, sono stati installati un impianto fotovoltaico da 35 kW, sfruttando al meglio gli spazi ridotti a disposizione, e due pompe di calore ad alta efficienza; a seguire, l'ottimizzazione di tutti i sistemi di distribuzione interna e la riqualificazione del sistema di illuminazione con tecnologia LED. La bolletta annuale della sede cremonese del sindacato si attesta oggi intorno ai 20mila euro, contro i precedenti 31mila, a ulteriore conferma delle potenzialità di questa integrazione tra fotovoltaico e pompe di calore. 

“Il monitoraggio dei consumi, una volta ultimati i lavori, rimane uno degli aspetti fondamentali della nostra attività, insieme alla corretta valutazione dei requisiti progettuali – conclude Piccinelli -. La consapevolezza dei vantaggi concreti dell'integrazione tra tecnologie efficienti porterà il cliente a compiere nuovi investimenti. Per questo non dimentichiamo la rendicontazione finale, anche a distanza di qualche anno, che tenga conto dei dati di partenza e dei risultati ottenuti grazie all'intervento”. 

Il “matrimonio” tra fotovoltaico, accumulo termico e pompe di calore funziona solo con attenta valutazione dello stato e dei fabbisogni del contesto applicativo da parte di progettisti e installatori

Maria Cecilia Chiappani
Informazioni su Maria Cecilia Chiappani 113 Articoli
Copywriter e redattore per riviste tecniche e portali dedicati a efficienza energetica, elettronica, domotica, illuminazione, integrazione AV, climatizzazione. Specializzata nella comunicazione e nella promozione di eventi legati all'innovazione tecnologica.