Energia futura: si leva il sole, non tramonta il petrolio

Crescono rinnovabili ed elettricità, il mix dell’energia in Cina si fa più green, ma i fossili resistono. Ecco lo scenario del World Energy Outlook 2017

Word Energy Outlook 2017

L’energia del domani farà più spazio al fotovoltaico, all’elettricità, a un mix energetico più green da parte della Cina, ma non è certo finita l’epoca del petrolio né tantomeno quella del gas.

Questa, in estrema sintesi, è l’immagine che emerge dal World Energy Outlook 2017 della Iea. Il report dell’International Energy Agency prefigura quattro cambiamenti fondamentali: il rapido calo dei costi delle tecnologie energetiche pulite, su tutte quella solare, il crescente processo di elettrificazione, il passaggio a un mix energetico più “pulito” del Dragone cinese, e la resilienza dello shale gas e del tight oil (“petrolio di giacimenti sigillati”) negli Stati Uniti.

La Iea parla di una rinascita della produzione di petrolio e gas dagli USA, e non è una buona notizia. Lo sono invece il forte calo dei costi delle energie rinnovabili che, insieme alla crescente elettrificazione, stanno cambiando il volto del sistema energetico globale e stanno modificando i tradizionali modi di soddisfare la domanda di energia, secondo il World Energy Outlook 2017. Altra buona notizia è quella relativa alla Cina, dove il fotovoltaico è destinato a guidare l’incremento di capacità; il fatto stesso che la Repubblica Popolare stia virando a una concezione energetica più green ha importanti implicazioni per i mercati energetici globali.

La domanda di energia sarà soddisfatta da rinnovabili e gas

Secondo quanto si legge nel WEO2017, nel corso dei prossimi 25 anni il crescente fabbisogno energetico mondiale sarà soddisfatto innanzitutto dalle fonti rinnovabili, oltre che dal gas naturale, poiché i costi in rapida decrescita trasformeranno l’energia solare nella fonte più economica di nuova generazione di elettricità.

La Iea rileva inoltre che la domanda globale di energia è destinata ad aumentare del 30% entro il 2040 e che “sono finiti gli anni di boom per il carbone”. Altro segnale da leggere positivamente è offerto dalle vendite di auto elettriche in aumento vertiginoso.

Torniamo però alle rinnovabili e al loro peso: il fotovoltaico è destinato a guidare l’incremento di capacità produttiva, spinto da Cina e India, mentre nell’Unione Europea sarà l’eolico la principale fonte di energia elettrica dopo il 2030.

Il solare sta avanzando nei mercati energetici globali proprio perché sta diventando la fonte più economica nella produzione elettrica in molti Paesi, tra cui quello cinese e indiano, i due Paesi dal consumo energetico più ampio al mondo: tra 2016 e 2040 la Cina richiederà 790 milioni di Mtep, l’India 1005 milioni. Negli USA la domanda addirittura decrescerà di 30 Mtep, mentre in Europa calerà addirittura di 200 Mtep. Per fare un confronto, la domanda energetica dell’intera Africa arriverà a 485 Mtep, quella di tutta l’area mediorientale a 480 Mtep.

Il petrolio non è affatto morto

Lo stesso direttore esecutivo della Iea, Faith Birol segnala che pur considerando l’aumento notevole di auto elettriche, anche grazie alle politiche incentivanti e ai costi in calo delle batterie, tutto ciò non sarà sufficiente ad affondare i combustibili fossili (“È prematuro scrivere il necrologio del petrolio”). La crescita della domanda di veicoli di trasporto su gomma, dei prodotti petrolchimici, di navi e aerei continua a spingere la domanda di petrolio.

Mentre le emissioni di carbonio si sono appiattite negli ultimi anni, il rapporto rileva che le emissioni globali di CO2 legate all’energia aumenteranno leggermente da qui al 2040, ma a un ritmo più lento rispetto alle proiezioni dello scorso anno. Tuttavia, questo non è sufficiente a evitare gravi impatti in termini di cambiamenti climatici.

La rivoluzione dello shale oil and gas negli Stati Uniti continua grazie alla notevole capacità dei produttori di sbloccare nuove risorse in modo economicamente efficace. Entro la metà del 2020, gli Stati Uniti sono destinati a diventare il più grande esportatore di gas naturale liquefatto del mondo e un esportatore netto di petrolio entro la fine di quel decennio.

Ciò sta avendo un forte impatto sui mercati del petrolio e del gas; è in atto una sfida con i fornitori storici e provoca un importante riorientamento dei flussi commerciali globali, con i consumatori in Asia destinati a rappresentare oltre il 70% delle importazioni globali di petrolio e gas entro il 2040.

Spazio all’efficienza energetica, fine del boom del carbone

Rispetto agli ultimi 25 anni, il modo di soddisfare la crescente domanda energetica è cambiato moltissimo nel nuovo scenario, che vede in vantaggio il gas naturale, ma anche il rapido aumento delle rinnovabili e dell’efficienza energetica.

I miglioramenti proprio in termini di efficienza giocano un ruolo enorme nel ridurre la richiesta energetica che altrimenti sarebbe più che raddoppiata.

Nello scenario prefigurato le fonti energetiche rinnovabili soddisfano il 40% dell’aumento della domanda primaria e la loro crescita esplosiva nel settore energetico segna la fine del boom del carbone. Vero è che dal 2000, la capacità di produzione di energia elettrica da carbone è cresciuta di quasi 900 GW, ma da qui al 2040 se ne aggiungeranno “solo” 400 GW, per via degli impianti già in costruzione.

Ma se il carbone sembra imboccare il viale del tramonto, la domanda di petrolio continuerà a crescere fino al 2040, anche se in costante diminuzione. L’utilizzo di gas naturale aumenterà del 45% sempre nel periodo considerato. Infine, una considerazione sull’energia nucleare: pur diminuita rispetto a quanto previsto lo scorso anno, la Cina continua a guidare un graduale aumento della produzione, superando gli Stati Uniti entro il 2030 per diventare il più grande produttore di energia elettrica basata sul nucleare.

Rinnovabili, brilla il futuro

Le energie rinnovabili attraggono i due terzi degli investimenti globali in impianti elettrici entro il 2040, in quanto diventano, per molti paesi, la fonte meno costosa di nuova generazione.
Il rapido sviluppo del fotovoltaico, trainato da Cina e India, contribuisce a farla diventare la più importante fonte energetica a basse emissioni di CO2 entro il 2040, quando la quota di tutte le fonti rinnovabili raggiungerà il 40% della produzione energetica complessiva.

Nell’Unione europea, le energie rinnovabili rappresenteranno l’80% della nuova capacità e l’energia eolica diventerà la principale fonte di energia elettrica subito dopo il 2030, a causa della forte crescita onshore e offshore. Proseguiranno in tutto il mondo le politiche volte a sostenere la produzione di elettricità rinnovabile in tutto il mondo. Il report sottolinea che la trasformazione del settore energetico è amplificata dal ruolo che giocano e giocheranno milioni di famiglie, comunità e aziende.

La crescita delle energie rinnovabili non si limiterà al settore energetico, ma interesserà anche il comparto termico e della mobilità.
Infine, un accenno doveroso va fatto al processo di elettrificazione, in costante crescita. L’elettricità sarà in grado di soddisfare il 40% dell’aumento del consumo energetico finale al 2040.

Andrea Ballocchi
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Giornalista freelance, si occupa da anni di tematiche legate alle energie rinnovabili ed efficienza energetica, edilizia e in generale a tutto quanto è legato al concetto di sostenibilità. Appassionato praticante di ciclismo, è autore del libro “Una vita da gregario” (La Memoria del Mondo editrice, prefazione di Vincenzo Nibali) e di un manuale “manutenzione della bicicletta”, edito da Giunti/Demetra.