Contabilizzatori di calore, un milione gli appartamenti ancora non a norma

Nonostante i termini per mettersi in regola siano già passati, oltre un milione di appartamenti in Italia non dispongono ancora di contabilizzatori di calore.

Termosifone

Sin nel 2013, all’interno del testo ufficiale della comunicazione della Commissione al Parlamento Europeo a Bruxelles, si parlava di energia e di come non andasse sprecata.
L’Europa non può permettersi di sprecare energia. – recita il testo – La realizzazione di un’Europa efficiente sotto il profilo energetico è un obiettivo dell’UE da lungo tempo, ripetutamente sostenuto dai suoi capi di Stato e di governo”.

L’Italia non è certo rimasta ferma a guardare: già con la UNI 10200 sono stati stabiliti i dettami per una corretta ed equa ripartizione delle spese di climatizzazione invernale e acqua calda sanitaria in edifici di tipo condominiale, provvisti o meno di dispositivi per la contabilizzazione dell’energia termica.

Sono poi arrivati il D.P.R. 59 e il decreto legislativo n. 141/2016 a imporre prima il 31 dicembre 2016, poi il 30 giugno 2017, come termine ultimo per l’installazione dei dispositivi di contabilizzazione del calore negli edifici serviti da impianto termico centralizzato. Le conseguenze per chi non si mette in regola? Multe comprese tra 500 a 2500 euro per i proprietari di immobili e condomini inadempienti.

Fino a sei milioni di contabilizzatori da installare

Oggi i dati Istat indicano in più di un milione gli appartamenti da adeguare a norma, per un totale di circa 6 milioni di contabilizzatori da installare.
Le ragioni che hanno portato a questa “reticenza” sono diverse: in parte la colpa può essere attribuita alle deroghe agli obblighi di legge legate alle relazioni di non convenienza economica della contabilizzazione da parte di progettisti e società specializzate, ma anche alla temporanea non operatività degli organi sanzionatori preposti.

Antonello Guzzetti_QUNDIS ItaliaIl 2016 è stato un anno nel quale la contabilizzazione ha ricevuto un forte impulso – ragionevolmente proprio per le prime scadenze imposte – ma il 2017 non si è dimostrato altrettanto vivace. L’anomalia riguarda dunque il mercato, che non è ripartito come previsto a giugno; in molti pensano che ci sarà una ulteriore accelerazione con l’arrivo delle prime sanzioni pecuniarie in caso di controllo da parte dei pubblici funzionari preposti.

Per tale ragione, arrivati a questo punto, l’unico consiglio ragionevole da seguire è pianificare i lavori per il 2018 sin da adesso, pur dovendo attendere la prossima primavera per potersi effettivamente adeguare a norma. È, quindi, essenziale richiedere l’immediata convocazione dell’assemblea di condominio così da iniziare a prestabilire a quale professionista dare l’incarico e contattare la società che dovrà poi installare le valvole termostatiche. Anche perché, in caso di mancata delibera da parte dell’assemblea di condominio, saranno i singoli proprietari degli immobili a dover pagare le possibili multe.
Non essendo più possibile correre ai ripari, bisogna fare in modo che il proprio impianto non sia a norma per il minor tempo possibile.

A cura di Antonello Guzzetti, Country Manager di Qundis in Italia

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