I benefici per l’edilizia dall’innovazione energetica

Una ricerca del Politecnico di Milano per Engie evidenzia i benefici economici e ambientali ottenibili puntando su soluzioni di innovazione energetica

Efficienza e innovazione energetica leve edilizia

29 miliardi di euro. Non è la cifra stimata della prevista “stangata” della manovra di bilancio, ma la somma prevista dei benefici ottenibili con l’innovazione energetica negli edifici italiani. Più precisamente, è la stima del volume d’affari per le imprese della filiera dell’efficienza energetica calcolate quali ricadute ottenibili in uno scenario “ottimistico”. Uno scenario che prevede un aumento del volume d’interventi del 50% rispetto allo scenario inerziale per il settore residenziale e del 100% per il settore non residenziale, innanzitutto ascrivibili agli effetti della nuova SEN (Strategia Energetica Nazionale).

Il calcolo l’ha fatto l’Energy & Strategy Group del Politecnico di Milano in una ricerca condotta per la società energetica Engie in occasione del forum “Building the future: la rivoluzione energetica ed ambientale degli edifici”.

Lo stesso scenario prevede anche un’importante ricaduta rilevante anche in termini occupazionali, con circa 123mila posti di lavoro generabili nel 2018-2022 e quasi 5 miliardi di euro in termini di maggiori entrate fiscali per lo Stato. C’è poi un’ulteriore ricaduta positiva: è quella ambientale, stimabile a regime a circa 5,4 mln t/anno di emissioni evitate di CO2: tanto per fare un confronto, corrispondono all’emissione annua di circa 2,7 milioni di autovetture.

Efficienza e innovazione energetica, l’analisi

Ma partiamo dall’oggetto e obiettivo dello studio, ovvero fornire una stima degli impatti economico-ambientali che derivano dall’implementazione delle soluzioni d’innovazione energetica in diverse tipologie di edifici, residenziali e non. La ricerca ha compreso l’80-85% del parco edifici italiano, costituito da:

  • 12,2 milioni di edifici residenziali (villette e appartamenti)
  • 56mila scuole
  • 65mila uffici
  • 26mila alberghi

Per raggiungere l’obiettivo dello studio si è proceduto a mappare lo “status energetico” degli edifici attualmente presenti sul territorio italiano e le soluzioni tecnologiche d’innovazione energetica che permetterebbero una significativa efficienza energetica dell’attuale parco edifici nazionale.

Edifici residenziali

Concentriamoci ora sul complesso immobiliare residenziale.

Dal quadro emerge una prevalenza di edifici in classe G, ovvero la più scarsa, con oltre il 41% del totale, mentre gli edifici A e A+ corrispondono a poco più del 2% e aggiungendovi la classe B si raggiunge il 7,4%. L’89% del costruito è antecedente agli anni Novanta.

Da qui si evidenziano i problemi per il patrimonio immobiliare ad uso residenziale e non, rappresentati dalla infima classe energetica in cui si trova la maggior parte degli stabili, oltre alla difficoltà di mappare gli edifici.

Posto questo, sono stati previsti i benefici ottenibili installando soluzioni d’innovazione energetica a sostituzione di impianti e infrastrutture esistenti. Stiamo parlando di caldaia a condensazione e termostato intelligente, illuminazione LED, fotovoltaico, serramenti con telaio in PVC e triplo vetro e cappotto termico.

Ipotizzando di implementarne uno, diversi o tutti i benefici variano, naturalmente, ma sono sempre significativi: per esempio, considerando un appartamento nel Nord Italia sarebbero evitate emissioni di CO2 variabili da 598 kg, solo con la sostituzione della caldaia, a 1587 kg, considerando l’implementazione completa.

benefici da innovazione energetica

La diffusione dell’innovazione energetica

Tali benefici, in maniera proporzionale, sono riscontrabili in tutte le categorie. Nel caso di adozione di soluzioni più e meno “invasive”, i tempi di ritorno dell’investimento sono tendenzialmente maggiori rispetto alla sola adozione della caldaia o della pompa di calore, tuttavia “permettono di conseguire miglioramenti significativi in termini di comfort abitativo e di valore ed attrattività dell’immobile”, sottolineano gli analisti, aggiungendo che tali interventi consentono un sensibile miglioramento della classe energetica dell’edificio.

fotovoltaico su villettaGli ecobonus, sia pure nelle varie forme per i differenti tipi di immobile considerato, sono necessari per rendere gli interventi interessanti, economicamente parlando. Anche il tasso interno di rendimento (IRR) associato agli investimenti risulta ampiamente positivo, “tuttavia rappresenta tipicamente una condizione necessaria ma non sufficiente per lo sviluppo del comparto dell’efficienza energetica in Italia”.

Si arriva poi alla considerazione degli impatti della diffusione delle soluzioni di innovazione energetica negli edifici in Italia, con diversi scenari. Risulta evidente il “salto in avanti che il Paese potrebbe compiere in termini di risparmi energetici, sostenibilità ambientale e crescita economica, grazie al supporto di provvedimenti normativi volti a promuovere la diffusione delle soluzioni di innovazione energetica, superando le barriere normative, finanziarie e culturali che ad oggi ne ostacolano la diffusione su scala più ampia. Provvedimenti normativi riguardanti non solo, ma anche, incentivi a supporto delle soluzioni di innovazione energetica. Incentivi che consentono di “internalizzare”, a beneficio del consumatore che affronta l’investimento, le esternalità positive (ambientali, economiche ed occupazionali) degli interventi”.

Andrea Ballocchi
Informazioni su Andrea Ballocchi 70 Articoli
Giornalista freelance, si occupa da anni di tematiche legate alle energie rinnovabili ed efficienza energetica, edilizia e in generale a tutto quanto è legato al concetto di sostenibilità. Appassionato praticante di ciclismo, è autore del libro “Una vita da gregario” (La Memoria del Mondo editrice, prefazione di Vincenzo Nibali) e di un manuale “manutenzione della bicicletta”, edito da Giunti/Demetra.