L’esperto: risponde Impianti a Livelli

La classificazione a Livelli degli impianti elettrici consente agli installatori di sviluppare i progetti tenendo conto delle necessità dell’utilizzatore, il tutto offrendo un servizio a norma. Ecco alcuni dubbi in tal senso che gli installatori possono avere e come risolverli.

impianti a livelli

impianti a livelliLa realizzazione di Impianti a Livelli

Risponde Impianti a Livelli (Associazione Componenti e Sistemi per Impianti CSI) 

La classificazione a Livelli degli impianti elettrici consente agli installatori di sviluppare i progetti tenendo conto delle necessità dell’utilizzatore, il tutto offrendo un servizio a norma.
Ecco alcuni dubbi in tal senso che gli installatori possono avere e come risolverli.

A causa della potenza elettrica richiesta, pari a 6 kW, per alimentare un alloggio di superficie inferiore a 70 m2 e dotato di una cucina con piano induzione devo prevedere di realizzare l’impianto conformemente a quanto previsto dal livello 2 della norma?

Può essere realizzato un impianto di livello 1 infatti la norma prevede che per abitazioni fino a 75 m2 la fornitura di potenza impegnabile sia di 3 kW, ma nulla vieta di prevedere un impianto dimensionato per una potenza superiore.
Il limite minimo della potenza impegnabile espressa dalla norma dipende soltanto dalla superficie dell’appartamento e non dal livello dell’impianto.

Con sempre più frequenza si legge su capitolati tecnici l’obbligatorietà legislativa di installare scaricatori di sovratensione (SPD) nell’impianto elettrico di unità abitative. Quale è l’articolo di legge che impone di installare gli SPD?

Non vi è nessun articolo di legge che obbliga all’installazione di SPD in qualunque luogo. L’obbligo legislativo prevede di eseguire un impianto in conformità alla regola dell’arte e la stessa legge indica che un impianto fatto secondo le Norme CEI è fatto a regola dell’arte.
Secondo quanto indicato dal Capitolo 37 della CEI 64-8 ricordiamo che gli SPD sono obbligatori per il livello 3 (come riportato nella tabella A) e consigliati per i livelli 1 e 2 .

 

Nella tabella A del capitolo 37 della norma CEI 64-8 in merito alle 4 funzioni domotiche che l’impianto deve gestire per arrivare al livello 3 non è indicata la videocitofonia, posso considerare tale sistema come un impianto domotico?

Nelle note a commento della tabella A oltre alle 9 funzioni domotiche elencate si legge che tale elenco è esemplificativo e non esaustivo. Per ottenere il livello 3 deve essere prevista un’integrazione fra 4 sistemi domotici: l’impianto videocitofonico attuale può essere a tutti gli effetti ritenuto domotico in quanto utilizza una comunicazione a due fili e di tipo digitale. Tale impianto per essere integrato con gli altri sistemi deve comunicare con loro.
Un esempio può essere il terminale videocitofonico che consente anche di comandare le luci, gestire i carichi, attivare o disattivare impianti antifurto, oppure il touch screen dell’impianto di automazione che diventa il posto interno videocitofonico.

Nota bene: La rubrica fornisce solo indicazioni informative di carattere generale e le risposte non sono sostitutive di pareri resi da professionisti a clienti.

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