Domotica e sicurezza in una unione perfetta

RISCO Group propone un approccio integrato e personalizzabile per consentire installazioni di ogni tipo e dimensione e soddisfare le esigenze: domotica e sicurezza viaggiano sul cloud

proposta domotica e sicurezza Risco Group

Fino a poco tempo fa sicurezza e domotica viaggiavano su due binari distinti. Ora stiamo assistendo a una vera integrazione tra le due tecnologie con aziende che hanno sempre fatto sicurezza che adesso si affacciano nel mondo della domotica… e ovviamente viceversa.

Ne abbiamo parlato con Alberto Marchesan, Sales Manager NordEst Italia di RISCO Group, azienda che storicamente propone prodotti e soluzioni nell’ambito della sicurezza, progettate con un approccio integrato e personalizzabile per consentire installazioni di ogni tipo e dimensione e soddisfare le esigenze.

RISCO Group Alberto MarchesanPerché un’azienda come RISCO, ha ritenuto opportuno proporre una propria offerta Domotica?

Oggi l’introduzione dell’IoT ha superato il concetto originario di domotica che vedeva l’interazione di diversi sistemi che, comunicandosi tra loro dei dati, davano vita a scenari o automatismi per l’aumento del benessere, del comfort e la riduzione dei consumi.

L’esigenza sempre più crescente è quella di interagire con la propria casa, sia attraverso l’esecuzione di comandi, sia potendo visualizzare ciò che accade in ogni istante, e tutto ciò è aiutato dalla ormai capillare diffusione di terminali smart che introducono esigenze e possibilità nuove, e da una tecnologia dal costo sempre più accessibile.

Il focus di RISCO, che fa delle soluzioni di sicurezza il suo core business, è utilizzare l’integrazione tra diversi sistemi per elevare il livello di sicurezza e di confort del consumatore finale, nel contesto in cui risiedono le nostre soluzioni, sia esso residenziale o commerciale.

Come si compone l’offerta di RISCO Group nell’ambito della domotica?

L’offerta, partendo sempre dalla realizzazione dell’impianto antintrusione, spazia dalla possibilità di integrare un sistema di verifica video dell’allarme – che può essere implementato con l’ausilio di telecamere IP professionali connesse direttamente alla rete, senza passare necessariamente attraverso un’unità recorder – a cui si affianca l’offerta Smart Home, che prevede la possibilità di installare dispositivi e attuatori radio Z-Wave, per comandare ad oggi luci, tapparelle, prese comandate e termostati. L’offerta è poi destinata ad ampliarsi con l’integrazione di sistemi videocitofonici su IP, serrature smart, e quant’altro la tecnologia possa offrirci in termini di servizi volti alla sicurezza e al self-monitoring.

La scelta di un utilizzo di una tecnologia radio è dettata in primis dal fatto che spesso l’installatore viene coinvolto a impianto elettrico ultimato o comunque già esistente. La soluzione radio garantisce flessibilità e nessun intervento invasivo a livello di muratura nell’abitazione, pertanto è applicabile a qualsiasi contesto residenziale esistente.

Il funzionamento passa attraverso un dispositivo che connesso al router di casa fa da HUB per le periferiche in campo e da Gateway verso il mondo esterno.

La vera integrazione viene poi realizzata a livello software su Cloud ed è accessibile solo a installatori specializzati.

Per RISCO è appunto il Cloud il valore aggiunto, elemento di congiunzione tra diversi sistemi che possono dialogare tra loro superando il concetto di integrazione fisica e permettendo flessibilità e ampliamenti d’offerta altrimenti non realizzabili se non sostituendo o aggiornando le macchine in campo.

Il Cloud può quindi essere considerato il motore di questi servizi: c’è però un “alone di mistero” attorno a questa tecnologia, poiché i non addetti ai lavori lo vedono come una entità vulnerabile agli attacchi di tipo informatico, e con essa ai propri dati personali. È davvero così?

cloudUn aspetto innegabile è dato dalla attuale diffidenza verso sistemi che dialogano in rete in quanto questo viene visto come un punto debole, vulnerabile soprattutto se associato ad un sistema di sicurezza che in quanto tale non può permettersi falle. Questa incertezza è dovuta anche alla risonanza mediatica che hanno avuto in passato diversi attacchi a server di importanti organizzazioni note al grande pubblico, che possono portare ad una immediata conclusione che tutto ciò che è collegato in rete è vulnerabile.

Sicuramente in primis si dovrebbe distinguere i concetti di rischio reale e rischio percepito ed entrambi dovrebbero essere contestualizzati all’ambito delle informazioni o alle conseguenze di un’ipotetica intrusione, e da quante risorse si mettono in campo per realizzarla.
Noi oggi viviamo in una società fortemente digitalizzata dove tutti i nostri dati (anagrafici, fiscali, bancari, sanitari) risiedono su macchine connesse in rete e spesso siamo noi stessi a utilizzare servizi di storage o utilizzare la casella email per salvare dati e foto personali non percependo spesso alcun rischio nella quotidianità.

In generale comunque sulla sicurezza in ambito Cloud si potrebbe aprire un dibattito che difficilmente porterebbe a una convergenza di vedute anche perché non è possibile ricondurre il discorso a un fattore comune in quanto la differenza sostanziale non la fa il Cloud in quanto tale (che di per sé può essere ricondotto ad una macchina remota che eroga un servizio), ma come quella piattaforma è stata implementata e protetta, in termini di autenticazione, di attacchi informatici ma anche di tentativi fisici di intrusione: ricordiamoci che il Cloud viene in generale rappresentato come una nuvola ma, in realtà è un sistema di macchine fisiche, residenti in un datacenter che può essere oggetto di manomissione e di prelievo forzato di dati. La questione quindi non può essere generalizzata ma andrebbe approfondita caso per caso.

Per quanto ci riguarda il Cloud di RISCO è in Hosting sulla piattaforma MICROSOFT Azure che è considerata garanzia di sicurezza e efficienza, l’unica ad oggi certificata a livello EN, mentre tutte le comunicazioni a livello software sono criptate con protocollo SSL3 e l’autenticazione sul Cloud è a 3 fattori, analogamente a quanto avviene per le transizioni in ambito bancario, il che ci assicura il massimo livello di sicurezza ad oggi realizzabile.

Questo articolo è incluso nel Focus Domotica di ElettricoMagazine.

Informazioni su Alessia Varalda 985 Articoli
Ingegnere elettrotecnico con esperienza come Project Manager presso un'importante multinazionale attiva nel settore dell'energia e dell'automazione. La curiosità verso le tecnologie innovative e le soluzioni all'avanguardia nel mondo delle energie (tradizionali e rinnovabili) mi ha portata a lavorare per 14 anni presso un importante editore di riviste tecniche di settore scrivendo di home&building automation, illuminazione, comfort, efficienza energetica e sostenibilità.