Dalla mobilità elettrica ci sono vantaggi per tutti

Daniele Invernizzi, Ev-Now!, illustra i benefici offerti dalla mobilità elettrica, sia in termini di infrastrutture che di veicoli. Ma serve un impegno corale

Parlare di auto elettrica è un po’ come ripensare a “Ritorno al Futuro”, il celebre film anni Ottanta. Un’idea fantascientifica che diviene possibile grazie all’intuito e alla ricerca scientifica. Oggi, grazie all’innovazione tecnologica e ancora una volta alla ricerca applicata su scala industriale, la mobilità elettrica è una realtà con cui ormai ci dobbiamo e ci dovremo sempre più confrontare.

Perché ho citato quel cult cinematografico? Perché ancora oggi molti di noi ricordano quel gioiello di auto, la DeLorean, opportunamente attrezzata per fare il salto nel tempo. Beh, un esemplare di quella vettura così futuristica è stata convertita in elettrica.

Daniele InvernizziProprio così: un’idea altrettanto geniale che ha visto il contributo di Ev-Now!, “una piccola realtà associativa composta da tecnici e ingegneri che opera nella mobilità elettrica da una decina d’anni” spiega Daniele Invernizzi – presidente e co-founder di questo Ente privato di ricerca, sviluppo e promozione della mobilità elettrica – che, attraverso l’omonima fondazione e i relativi marchi eCarsNow! ed eBoatsNow!, progetta e prototipa il retrofit elettrico di vetture e imbarcazioni, ovvero la sostituzione del motore endotermico in ragione di un motore elettrico con alimentazione a batterie attraverso una capillare attività di rete.

“Creiamo un indotto di aziende che si fidano e collaborano con noi e con le quali seguiamo dei progetti concreti” spiega Invernizzi, raccontando la prima esperienza di Ev-Now! proprio con la conversione elettrica della DeLorean. Un’operazione di… copertina appositamente pensata per Wired. Ma l’impresa è stata reale e lo stesso Invernizzi ha percorso il tratto di strada da Milano a Roma con quell’auto. “Mi muovevo senza colonnine, certamente ci siamo dovuti organizzare”.

Da lì sono partiti i primi progetti, tra cui quello voluto e sviluppato da Fondazione eV-Now! e Loginet in partnership con Autogrill e Nissan per Villoresi Est (nei pressi di Lainate, in provincia di Milano), modello esemplare dell’innovazione sostenibile. “Quando arrivi alla stazione di servizio, il primo logo che si vede non è quello di Autogrill, ma il nostro”sottolinea con un certo orgoglio, evidenziando che in Villoresi Est è presente una loro colonnina di ricarica ultra-rapida installata cinque anni fa. Da lì c’è stata la replica a Dorno Est (Pavia) e altri promettenti esempi e sviluppi.

“Noi facciamo supervisione, parliamo con l’azienda e creiamo la possibilità di svolgere il lavoro in poco tempo” rilevando appunto in quel “Now!” l’obiettivo perentorio, sinonimo di “fatto subito”.

Da lì arriva la collaborazione con Tesla, per l’installazione del primo Super Charger d’Italia per creare quella che viene definita dall’azienda di Elon Musk, la rete di ricarica per veicoli elettrici più rapida del mondo, con i Super-Caricatori pronti a fare il pieno di ogni Tesla in pochi minuti anziché ore. Da lì lo sviluppo di charger veloci e di un’infrastruttura che sta portando avanti anche Enel. “Tutti i nostri lavori parlano di eccellenza e sono frutto dell’impegno d’ingegneri, di tecnici, di installatori che hanno voluto andare più in là, che mettono impegno e autentica passione nel loro lavoro”.

Veniamo a quel “Now!” ovvero alla possibilità concreta di trasformare in presente idee che paiono provenire dal futuro. Oggi cosa manca perché si sviluppi su larga scala la mobilità elettrica?

mobilità elettrica AutogrillC’è bisogno che vi siano tanti modelli Villoresi Est e Dorno Est. Mi spiego: le colonnine di ricarica ultra rapide devono essere presenti in autostrada.

La gente si ferma a fare il pieno tradizionale, a bersi un caffè e deve vedere la possibilità reale di ricaricare rapidamente l’auto elettrica e domandarsi perché lo stesso viaggio non lo si poteva fare con un veicolo non più a benzina o diesel. Quindi l’approccio alla rete deve essere pensato perché siano installate prima le infrastrutture e solo dopo i veicoli, non il contrario.

L’energy company, l’energy manager o il provider energetico hanno il compito di provvedere, per creare grandi esempi. L’autostrada è il corridoio d’Italia e nelle stazioni di servizio devono essere previste le infrastrutture di ricarica rapide; così diviene reale ricaricare l’auto in una ventina di minuti, giusto il tempo di una sosta.

Quali sono le azioni che possono sbloccare questa situazione?

Serve una politica che sia in grado di farsi consigliare dai tecnici e che poi imponga alle società autostradali, entro tre anni, di installare le colonnine nelle stazioni di servizio lungo tutto lo Stivale a persone e società con le giuste competenze. Altrimenti il rischio è che chi cerca una colonnina per la ricarica rapida debba recarsi al di fuori dell’autostrada. Nel Paese in cui è stata inventata la stazione di servizio autostradale questo mi pare illogico. Non parlo d’imposizione pura e semplice, perché i gestori hanno il desiderio di installarle, ma serve una decisione politica strategica su questo argomento, con le parole e i referenti giusti per poterla attuare.

La digitalizzazione dell’energia quanto potrà essere utile per lo sviluppo della mobilità elettrica?

La digitalizzazione non è altro che una somma di elettroni gestiti e veicolati in modo efficiente. Sarà quindi vero il contrario: ovvero sarà l’auto che aiuterà a stabilizzare la rete, fungendo da vaso comunicante e riversare l’energia in eccesso e richiederla quando necessario.

La rete elettrica, quindi, considera le auto elettriche come una risorsa incredibile, fungendo da sistemi di accumulo su ruote.

Le utility, invece, considerano la mobilità elettrica come uno strumento strategico e un sistema per ampliare la rete, stabilizzarla, ricavarne informazioni, attingere energia quando serve.

Nello stesso modo si dovrà ripensare il sistema stesso di produzione energetica, non più affidandoci alle grandi centrali tradizionali, ma realizzando piccole realtà locali, efficienti e se possibile al 100% da fonti rinnovabili.

Decentralizzare ed efficientare le fonti energetiche porterà a un guadagno per lo stesso operatore e per tutti.

ricarica elettrica Autogrill
Come entra in gioco, invece, l’intelligenza artificiale nell’e-mobility?

Entra in gioco rendendo efficiente la guida, permettendo di contare su veicoli più sicuri, quindi riducendo nettamente gli incidenti, con vantaggi non solo per la salute, ma anche in termini di minori spese sanitarie. La politica, anche in questo caso, deve comprendere gli innegabili vantaggi offerti da questi aspetti anche per garantire e tutelare le persone e migliorare la loro qualità di vita.

E poi progressivamente l’intelligenza artificiale (AI) prenderà il nostro posto alla guida, partendo da questo concetto: siamo troppo intelligenti per guidare, dobbiamo avere la possibilità di fare altre attività meno ripetitive. Un ulteriore passaggio sarà quella di gestire il trasporto e gli stessi veicoli, con vantaggi in termini logistici e non solo. Questo non significa che farà perdere posti di lavoro a chi oggi lavora guidando. Ma le stesse persone potranno specializzarsi in altre attività.

La tecnologia non è democratica: cerca sempre il massimo efficientamento e la guida autonoma punta proprio su questo. Quindi mi immagino in un futuro non certo lontano la possibilità di movimentare merci in guida autonoma e non solo. Sarà una possibilità reale entro una ventina d’anni.

A proposito di infrastrutture di ricarica: in che direzione si sta andando, a livello di standard?

È stato scelto per l’Europa il Combo2 (Combined Charging System), ovvero un connettore ibrido che ha una parte in corrente alternata e una in continua. Si stanno svolgendo eccellenti sperimentazioni comprese tra 150 e 250 kW, addirittura 350 kW, che si traducono in ricariche da una manciata di minuti con batterie adeguate a supportare queste ricariche.

Stiamo andando, quindi, verso una standardizzazione vera di una ricarica in continua; e presenta l’ulteriore vantaggio – con il serbatoio elettrico – di ricaricarsi anche quando l’auto è inutilizzata, vuoi per lavoro o nel tempo libero. In modalità lenta è un’opzione interessante, per esempio, quando si è impegnati a far la spesa. È un’opportunità per i gestori, che possono contare sul valore aggiunto di offrire ai propri clienti di “fare il pieno” mentre si è impegnati a fare altro.

Da una parte diviene un vantaggio per supermercati, ristoranti, alberghi, dall’altra deve divenire un obbligo, già oggi esistente in caso di ristrutturazioni sopra i 500 metri quadri, di installare una stazione di ricarica.

Andrea Ballocchi
Informazioni su Andrea Ballocchi 65 Articoli
Giornalista freelance, si occupa da anni di tematiche legate alle energie rinnovabili ed efficienza energetica, edilizia e in generale a tutto quanto è legato al concetto di sostenibilità. Appassionato praticante di ciclismo, è autore del libro “Una vita da gregario” (La Memoria del Mondo editrice, prefazione di Vincenzo Nibali) e di un manuale “manutenzione della bicicletta”, edito da Giunti/Demetra.