Quali fattori guidano lo sviluppo delle auto elettriche?

L’ultima analisi di Bloomberg New Energy Finance prevede un notevole sviluppo delle auto elettriche e dell’e-mobility, grazie anche a una riduzione dei costi delle batterie a da paesi come la Cina

auto elettriche e colonnina ricarica

Se le auto elettriche si diffonderanno lo dovremo alla Cina. La Repubblica Popolare guiderà la transizione, dato che fino al 2025 il 50% delle vendite globali di veicoli elettrici si registrerà qui, calando poi, fino al 2030, al 39%. Lo si legge nell’ultima analisi di Bloomberg New Energy Finance (BNEF), intitolata Electric Vehicle outlook 2018.

Cosa significa questo su scala mondiale? Che le vendite di veicoli elettrici passeranno da 1,1 milioni nel 2017 a 11 milioni nel 2025 e poi a 30 milioni nel 2030 quando costituiranno una soluzione più conveniente rispetto alle automobili con motori a combustione interna. Così si arriverà entro il 2040 a una quota maggioritaria (55%) di auto nuove vendute e il 33% della flotta globale sarà elettrica.

E pensare che solo nel 2014 si contavano poche centinaia di migliaia di veicoli nel mondo, mentre già nel 2018 si arriverà a 1,6 milioni.

I fattori che guidano l’espansione delle auto elettriche

A concorrere al progressivo sviluppo c’è sicuramente il calo dei costi, in primis delle batterie agli ioni di litio, letteralmente crollati: negli ultimi sette anni, ravvisa BNEF, la diminuzione è stata del 79%.

I prezzi delle batterie agli ioni di litio sono crollati negli ultimi anni. La società di ricerca ha iniziato a monitorare i prezzi delle batterie EV già nel 2010, quando i prezzi medi di un pacco batterie erano di 1.000 dollari al kWh. Alla fine del 2017 i prezzi medi hanno raggiunto i 209 dollari al kWh, un notevole calo del 79% in sette anni. Anche la densità energetica media delle batterie EV sta migliorando intorno al 5-7% all’anno.

e mobilityI piani delle case automobilistiche internazionali sono tutti proiettati a elettrificare i propri veicoli nei prossimi dieci anni, con un aumento di modelli elettrici destinato a passare da 155 di fine 2017 a 289 entro il 2022. Le case automobilistiche cinesi stanno andando oltre, con aziende che prevedono di vendere solo veicoli elettrici dopo il 2025.

Tra l’altro lo sviluppo della mobilità elettrica non passa solo dalle auto, ma anche dai bus. Anzi, secondo BNEF l’avanzata degli e-bus sarà ancora più rapida di quella delle auto elettriche.

A ostacolare lo sviluppo c’è però la questione delle infrastrutture di ricarica, ancora limitate. Ma è solo una questione di tempo: con lo sviluppo dei veicoli la necessità di creare punti per “fare il pieno” in maniera diffusa sarà soddisfatta anche dalla possibilità di ricaricare in ambito domestico. In ogni caso, sostiene BNEF, le prospettive a lungo termine in termini di vendite di veicoli elettrici saranno influenzate dalla rapidità con cui le infrastrutture di ricarica si diffonderanno nei mercati chiave e anche dalla crescita della mobilità condivisa.

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E-mobility, la spinta della Cina

La Cina sta anche assumendo la leadership per quanto riguarda gli autobus elettrici: diverse importanti città cinesi, infatti, si stanno attivando per elettrificare completamente le loro flotte di bus entro il 2020 e in alcuni casi addirittura ancora prima.

Già l’anno scorso, il 21% delle vendite globali di veicoli elettrici erano concentrate in sole sei città della Repubblica Popolare, tutte però contraddistinte da restrizioni significative sull’acquisto e l’uso di nuovi veicoli con motorizzazioni tradizionali.
La spinta della Cina è generata tanto dalla politica industriale quanto dalla necessità di risolvere problemi di sicurezza ambientale o energetica. Ecco perché, segnala sempre Bloomberg New Energy Finance, sta costruendo un ecosistema di e-mobility, considerandolo un settore strategico significativo nei prossimi decenni.

Le politiche dicevamo: a livello nazionale, regionale e municipale, stanno trainando il mercato EV.

Gli incentivi verranno gradualmente eliminati entro il 2020, ma a partire dal 2019 le case automobilistiche saranno costrette a doversi confrontare col sistema di credito “New Energy Vehicle”. Simile al programma “Zero Energy Vehicle” attuato dalla California, il sistema in pratica richiede alle case automobilistiche di generare crediti attraverso la vendita di veicoli elettrici. Le case automobilistiche che non ne vendono abbastanza sono obbligate ad acquistare crediti dalla concorrenza.

Infine un altro fattore decisivo che può giocare la Cina è quello legato alle batterie: secondo un nuovo report BNEF dedicato, la crescita dei veicoli elettrici richiederà una drastica scalabilità nella catena di approvvigionamento delle batterie agli ioni di litio. La capacità di produzione di queste batterie oggi è di circa 131 GWh l’anno. Sulla base di impianti annunciati e in costruzione, è previsto che si supereranno i 400 GWh entro il 2021. Bene, il 73% della capacità globale sarà concentrata in Cina.

Andrea Ballocchi
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Giornalista freelance, si occupa da anni di tematiche legate alle energie rinnovabili ed efficienza energetica, edilizia e in generale a tutto quanto è legato al concetto di sostenibilità. Appassionato praticante di ciclismo, è autore del libro “Una vita da gregario” (La Memoria del Mondo editrice, prefazione di Vincenzo Nibali) e di un manuale “manutenzione della bicicletta”, edito da Giunti/Demetra.