Consumare meglio per spendere meno con l’energy manager

Andrea Angelini, esperto di efficienza energetica Jump Facility, spiega come fare risparmio energetico in azienda anche grazie al digital management

efficienza energetica con digital management

Consumare meglio per spendere meno è un obiettivo possibile per aziende attraverso l’energy management. La gestione dell’energia e l’ottimizzazione dei consumi si raggiunge attraverso una serie di azioni e interventi mirati all’efficienza energetica e alla consapevolezza di chi opera nelle imprese.

L’innovazione tecnologica fa parte degli strumenti che l’esperto di gestione energetica adotta per centrare l’obiettivo e la digital management è parte integrante del processo di digitalizzazione delle imprese.

Andrea Angelini esperto di digital managementLo sa bene Andrea Angelini, consulente di efficienza energetica ed innovazione tecnologica per Jump Facility, un network di professionisti ed imprese che lavorano insieme per supportare le aziende nell’aumento delle performance e l’ottimizzazione dei costi in tutto il comparto servizi (no-core aziendale). Tematica che verrà affrontata e approfondita a Illuminotronica 2018.

Da dove si parte per fare efficienza energetica in azienda?

Il punto di partenza è risparmiare energia sì, ma a parità di capacità produttiva. Fare efficienza energetica è un concetto valido tanto alla grande azienda quanto alla PMI. Una miglior resa energetica ottenuta contando su un minor costo della produzione è il fine cui devono tendere le imprese. Ma questo passa da una consapevolezza sulle azioni che permettono di centrare questo scopo; l’ottimizzazione è legata prima di tutto a conoscere bene ciò che si sta facendo e avere un parametro utile per migliorare lo stato dell’arte.

In pratica, come si traduce?

Più che tradursi, passa dalla volontà del titolare d’azienda di avere una conoscenza precisa dell’origine di tutti i suoi consumi. Ciò è possibile installando un sistema di monitoraggio, senza il quale non potrà mai fare un ragionamento scientifico mirato al risparmio energetico consapevole. Occorre investire un po’ di tempo e risorse per conoscere ciò che accade in azienda e mettere in pratica azioni per l’efficienza energetica avendo una piena consapevolezza di come e quanto si consuma per quanto si sta producendo.

Le soluzioni per riuscirci sono molte, grazie all’aiuto offerto dall’innovazione tecnologica. Le migliori sono quelle che hanno in sé la possibilità di apprendimento, offrendo dei parametri di riferimento rispetto ai quali ci si può regolare per questo. Si parla così di digital management, ovvero la gestione di un flusso di informazioni che riguardano i consumi dei motori, dei componenti elettromeccanici utilizzati. Chi conosce il processo produttivo, con questi dati ha in mano elementi utili per intervenire in maniera ottimale.

Nei consumi complessivi vi sono anche, per esempio, quelli relativi a una singola unità, che può essere il compressore dell’impianto di climatizzazione, rimasto acceso inavvertitamente nel weekend, producendo così sprechi inutili. Questo vale per l’illuminazione come per i servizi accessori al comparto produttivo.

Nell’ambito dell’ottimizzazione delle risorse è parte integrante la manutenzione degli impianti delegati alla produzione, sotto forma di monitoraggio da remoto o di manutenzione predittiva, rese entrambe possibili grazie all’adozione di sistemi intelligenti. Ciò che permette di evitare, per esempio, interventi scorretti e dispendiosi.

Si possono quantificare i risparmi ottenuti?

Digital mamagementDove si introduce un sistema di monitoraggio che consente di ragionare sul ciclo produttivo, le informazioni acquisite e analizzate hanno permesso di produrre un risparmio minimo del 3-4%, che su consumi pari a qualche centinaio di MWh diventa importante.

Ci sono poi sistemi impiegati indipendentemente dal ciclo produttivo e che intervengono sull’alimentazione generale e su questa riescono a ridurre gli sprechi.
L’utilizzo di energia in uno stabilimento è infatti dovuto a consumo di energia “funzionale”, necessaria ai carichi per lavorare, e di energia “non funzionale”, inutile e generata dalle perdite e dalle distorsioni presenti sulla rete di alimentazione. Sono armoniche, picchi di corrente, sovratensioni, micro-interruzioni, generazione di energia reattiva, ecc..Maggiore è quest’ultimo tipo di energia, peggiore è la Power Quality, cioè la qualità della potenza, e più gravose diventano le condizioni di lavoro dei vari carichi elettrici.

Uno studio recente di Leonardo Energy condotto in 8 paesi su 16 settori industriali, ha concluso che il costo industriale della bassa qualità della potenza è di non molto inferiore al 4% del fatturato.
Introducendo specifici dispositivi che lavorano sulla riduzione delle perdite conseguenti, mediante appunto sistemi smart, e gli analytics generati su un determinato lasso di tempo, si riescono ad attuare risparmi variabili dal 4 al 7%».

In termini di risparmi, l’illuminazione ha la sua importanza. In base alla sua esperienza, c’è una soluzione tecnologica innovativa in questo senso?

Un’alternativa ai LED che garantisce risultati altrettanto ottimali in termini di prestazioni e di risparmio energetico a parità di luce emessa, sono le lampade a induzione magnetica. La tecnologia non è nuova, ma è oggi all’attenzione per i suoi innegabili vantaggi, il primo dei quali è la vita media davvero lunga: si parla di 90/110mila ore.

Ciò è permesso dalle caratteristiche costruttive, che garantiscono per esempio anche un più elevato indice di resa cromatica, e un’efficienza che si mantiene costante alle varie temperature di colore. Oltre alla durata, offre vantaggi anche per il benessere: infatti, è perfettamente rispondente alla norma EN 62471 sulla sicurezza fotobiologica, in quanto appartiene al Gruppo di Rischio RG0, cioè “assenza rischi”. Inoltre non causa problemi di abbagliamento, un indubbio vantaggio. Oltre all’indubbio vantaggio di garantire livelli di luce con almeno il 50% in meno di potenza consumata rispetto alle lampade a scarica di gas.

La consapevolezza dei consumi, è un tema che desta interesse?

Non come si dovrebbe. Quello che noto è la mancanza di convinzione sugli obiettivi raggiungibili tramite pratiche di efficienza.

C’è bisogno di maggiore conoscenza sulla necessità di adottare determinati sistemi di monitoring in grado di analizzare e intervenire in maniera mirata.

È aumentato invece il ricorso a un professionista che intervenga per fare efficienza energetica, anche se in questo caso c’è ancora molto da fare. Manca a mio avviso la sensibilità che permetta di far capire all’imprenditore che grazie ai sistemi di controllo è possibile ridurre consumi e spese e che tali risparmi consentono di ripagare ampiamente l’investimento in efficienza».

iotL’Internet of Things e la sua capacità di far comunicare gli oggetti, integrando soluzioni e processi, come contribuirà a migliorare la possibilità di fare efficienza energetica in ottica digital management?

Certamente. Aiuterà anche nel passaggio del monitoraggio sinottico a quello intelligente, attraverso determinati software che recepiscono tutte le informazioni utili ad ampio raggio e che, grazie anche alla loro capacità di auto apprendimento, permettono di andare ad agire su più fronti e consentire risparmi sensibili, migliorando il ciclo produttivo e anche il benessere aziendale.

C’è un aneddoto utile a far comprendere meglio il ruolo di un professionista di energy management all’interno dell’azienda?

Penso che il miglior esempio sia quello di un’impresa bolognese che si è rivolta a me per migliorare l’efficienza energetica. Una volta adottati determinate soluzioni e interventi mirati, e potendo cogliere i benefici ottenuti, il titolare dell’azienda mi ha ringraziato e si è pentito di non aver approfittato prima di quanto permetta la tecnologia di fare.

Andrea Angelini sarà uno degli esperti chiamati a dialogare su efficienza energetica e digital management a Illuminotronica al talk show “Energy management: consumare meglio per spendere meno”.

Andrea Ballocchi
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Giornalista freelance, si occupa da anni di tematiche legate alle energie rinnovabili ed efficienza energetica, edilizia e in generale a tutto quanto è legato al concetto di sostenibilità. Appassionato praticante di ciclismo, è autore del libro “Una vita da gregario” (La Memoria del Mondo editrice, prefazione di Vincenzo Nibali) e di un manuale “manutenzione della bicicletta”, edito da Giunti/Demetra.