BIM, linguaggio universale per la filiera smart building

Il BIM - Building Information Modeling si sta affermando come strumento per integrare conoscenze e competenze. Un linguaggio comune per un’edilizia smart

BIM linguaggio smart

Il BIM è molto più che uno strumento: è un linguaggio universale che si sta diffondendo per progettare gli immobili del presente e del futuro. Un linguaggio che ha nell’integrazione un punto fermo: a partire dalla gestione dei dati, dalla fase di pianificazione fino alla realizzazione dell’immobile.

Non solo: un progetto ideale di Building Information Modeling integra competenze professionali diverse, che spaziano dall’architetto al system integrator.

Oltre a essere un modello virtuoso è anche vincente: ne sa qualcosa la Minnucci & Associati, prima società italiana a vincere il Building Smart International Awards 2018, prestigioso premio internazionale nella sezione “Operation & Maintenance using Open Technology”. Il riconoscimento è stato aggiudicato alla società romana per il progetto pilota di applicazione delle metodologie BIM per la stazione ferroviaria Napoli Centrale. Questo premio ha avuto positive ripercussioni per la società, che si è vista aggiudicare da Italferr, società di ingegneria del gruppo FS Italiane, la prima gara per l’affidamento dei supporti alla progettazione in BIM.

Progettare in BIM conviene

BIM Building Information ModellingIl Building Information Modeling è pronto a diventare lo strumento gestionale di riferimento per gli operatori della filiera immobiliare, ma non solo. Infatti, trova impiego oltre che nel settore edile per la progettazione e costruzione anche nel facility management. In edilizia è adottato da architetti, ingegneri, professionisti degli impianti tecnici, che grazie a questo strumento software possono raccogliere, combinare e collegare tutti i dati rilevanti di una costruzione, il tutto in modo digitale. Non solo: la costruzione virtuale è visualizzabile come un modello geometrico 3D, permettendo così una più completa capacità di analizzare e migliorare il costruito.

“Se viene osservato un appropriato livello di standardizzazione, i dati BIM possono costituire la base della gestione dei dati end-to-end, dalle fasi di pianificazione e costruzione a quelle successive relative alla gestione e manutenzione dell’edificio” ha affermato in una nota stampa il responsabile Global BIM Center of Competence di TÜV SÜD, Tobias Schmidt, e il Business Line Manager Civil engineering di TÜV Italia, Massimo Pugliese, ha sottolineato nella stessa come negli appalti pubblici, inoltre, vi sia un progressivo adeguamento dell’utilizzo della tecnologia BIM. Dal 2019 avrà inizio l’obbligo d’impiego per la progettazione di opere di importi superiori a 100 milioni di euro fino a estenderlo a tutte le opere di qualsiasi importo nel 2025.

Strumenti e competenze integrate, perché conviene adottare il BIM

Mancano pochi anni alla data e già oggi per essere competitivi occorre adeguare le proprie competenze e strumenti. Certo, gli strumenti Building Information Modelling richiedono degli investimenti iniziali sensibili, ma se si vuole imprimere una svolta al settore edile, da anni in crisi, uno degli strumenti principali può essere proprio questo. “Non si tratta di soluzioni rivoluzionare, ma di sicura utilità per il miglioramento dei processi della filiera e quindi nella fase di progetto, in quelle costruttive e successivamente in quelle di manutenzione” ha segnalato Pugliese.

E qui sta un punto forte del concetto di BIM: l’integrazione delle competenze. Lo sottolineava bene Paola Gabrielli, architetto e socio Politecnica, una delle società più avanzate in Italia in progettazione integrata. “Gli architetti non possono più lavorare da soli, perché l’edificio deve essere visto come un unico organismo complesso e completo. Partiamo quindi insieme, nel senso che siamo tutti in un unico edificio e quindi io posso interagire in modo veloce con l’ingegnere meccanico al mio fianco, con chi si occupa di ambiente o con lo strutturista.”

Dal BIM al cloud

Il mondo guarda avanti. E lo fa anche l’Agenzia del Demanio, avviando il piano per la riduzione del rischio sismico, programmando la riqualificazione sismica degli immobili statali con fondi per 950 milioni di euro. Nello stesso è previsto che, per alcuni bandi aventi come oggetto, il rilievo architettonico, impiantistico, strutturale la progettazione definitiva ed esecutiva, è richiesto l’uso del BIM, per “acquisire un livello di conoscenza immobiliare più evoluto e completo, facilitando le successive attività di progettazione e manutenzione programmatica degli immobili”.

La visione integrata sarà, quindi, sempre più importante anche per gli sviluppi relativi alla progettazione di smart building.

Una conferma arriva dalle operazioni di mercato in atto. Una delle più rilevanti l’ha messa a segno la multinazionale californiana Autodesk, realtà affermata sul BIM e che da oltre 20 anni sostiene building Smart International, l’organizzazione che sviluppa e gestisce lo standard IFC, la più importante in termini di interoperabilità per la condivisione e lo scambio di dati BIM. È recente la firma all’accordo definitivo per acquisire PlanGrid, un fornitore di software per la produttività delle costruzioni, per 875 milioni di dollari. Questa acquisizione consentirà alla multinazionale di offrire una piattaforma di costruzione più completa e basata su cloud.

Il software PlanGrid consente a contraenti generali, subappaltatori e proprietari di industrie commerciali, civili e di altro tipo di lavorare insieme durante il ciclo di vita del progetto di costruzione.
Lo stesso CEO Autodesk Andrew Anagnost ha rilevato che c’è “un’enorme opportunità per semplificare tutti gli aspetti della costruzione attraverso la digitalizzazione e l’automazione”.

Andrea Ballocchi
Informazioni su Andrea Ballocchi 126 Articoli
Giornalista freelance, si occupa da anni di tematiche legate alle energie rinnovabili ed efficienza energetica, edilizia e in generale a tutto quanto è legato al concetto di sostenibilità. Appassionato praticante di ciclismo, è autore del libro “Una vita da gregario” (La Memoria del Mondo editrice, prefazione di Vincenzo Nibali) e di un manuale “manutenzione della bicicletta”, edito da Giunti/Demetra.