Casa e fonti rinnovabili, unione possibile in 5 mosse

Fotovoltaico, solare termico, eolico, geotermico, biomasse: le fonti rinnovabili entrano in casa per produrre energia e acqua calda, riscaldare e raffrescare

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Fonti rinnovabili a casa propria. Perché no? È un’ipotesi possibile e auspicabile visto quanto bisogno c’è di alternative ai combustibili fossili che permettano di produrre energia “verde”, ma anche di riscaldare, raffrescare casa e produrre acqua calda sanitaria. Ridurre le emissioni è un imperativo che riguarda tutti noi, come pure garantire efficienza energetica alle nostre abitazioni.

Secondo Enea (Rapporto Annuale Efficienza Energetica), il consumo energetico del settore residenziale è stato di 32,2 Mtep nel 2016 (ultimo dato disponibile). Il solo consumo per la climatizzazione, ovvero riscaldamento e raffrescamento, assorbe circa il 70% dei consumi finali. Da qui occorre partire per ridurre spese e il fabbisogno energetico. Andiamo allora a conoscere alcune delle più importanti opportunità offerte dal mercato.

Fotovoltaico e pompa di calore

L’abbinamento tra fotovoltaico e pompa di calore è un’opzione molto interessante: i due impianti sono complementari. L’impianto fotovoltaico produce energia elettrica disponibile per le esigenze della pompa di calore, che può riscaldare e raffrescare. Tutto questo permette di assicurare risparmi notevoli.

fotovoltaico rinnovabiliPer integrarli e garantire continuità di funzionamento, data la discontinuità del fotovoltaico nel produrre elettricità, il sistema deve essere connesso con la rete elettrica in bassa tensione ed eventualmente provvisto di sistemi ausiliari, come le batterie. Lo spiega bene Rse in una monografia dedicata in cui viene illustrata anche altre possibilità di accumulo alternative attuabili grazie alla conversione da energia elettrica in energia termica mediante la pompa di calore e il conseguente stoccaggio in serbatoi di accumulo, per un utilizzo in modalità differita.

Pensare di installare una pompa di calore è un’idea interessante anche perché ci sono gli ecobonus, ovvero le detrazioni fiscali al 65% garantiti per sostituire impianti di climatizzazione invernale con soluzioni dotate di pompe di calore ad alta efficienza.

Solare termico

Il solare termico consente un risparmio energetico sensibile grazie alla possibilità di riscaldare l’acqua calda per usi sanitari facendo riferimento all’energia solare, mediante un pannello sul tetto di casa, grazie a un circuito idraulico chiuso e un serbatoio di accumulo idrico.

L’impianto può essere di due tipi: o naturale o a circolazione forzata. Il principio di funzionamento è analogo: il trasferimento dell’energia termica dalla luce solare all’acqua attraverso un pannello. Ciò che cambia è che nel primo caso l’energia è accumulata nel serbatoio posto sulla sommità attraverso il moto naturale dell’acqua calda; nel secondo tipo di impianto circola un fluido che trasferisce l’energia al serbatoio che si trova in un locale domestico attraverso una pompa e una centralina elettronica. Le opzioni da considerare prima dell’acquisto sono diverse e comprendono il numero di persone abitano in casa, se lo spazio domestico è sufficiente a installare il serbatoio all’interno, l’eventualità di integrarlo con la caldaia. Il solare termico naturale costa meno, ma è più suscettibile di dispersione termica e l’impatto estetico sul tetto è considerevole. Il secondo conta su una maggiore resa e risparmio energetico, a fronte però di una maggiore spesa per l’acquisto, tra impianto e installazione, e la necessità di avere spazio in un locale della casa dove stabilire il serbatoio.

Come le pompe di calore, anche il solare termico gode di incentivi mediante conto termico.

Mini eolico / micro eolico

Per le esigenze domestiche anche l’energia eolica può fare la differenza. Parliamo del mini eolico, che in Italia ha una capacità potenziale di 400 MW. Ma l’impianto domestico è da considerare mini o micro? Non c’è una definizione-modello, ma potremmo indicare come impianti micro eolici quelli che hanno potenza nominale sotto i 20 kW mentre i mini eolici sono gli impianti tra 20 e 200 kW.

Gli impianti per generare energia dal vento a livello domestico sono principalmente due: ad asse verticale e l’impianto eolico ad asse orizzontale.
Circa la possibilità di collocare un impianto, è bene prima di tutto considerare se la zona in cui si vive risponda a requisiti minimi di ventosità: un riferimento di misura è l’Atlante eolico interattivo realizzato da Rse.

A proposito di incentivi, nell’atteso decreto rinnovabili FER 1 è prevista una misura incentivante per impianti eolici con potenza tra 1 e 100 kW. Ma occorrerà attendere l’approvazione prima di capire le reali possibilità.

Caldaie a biomassa

biomasse rinnovabiliAlternativa green alle soluzioni a combustibili fossili, le caldaie a biomassa sono più ecologiche rispetto a una versione a gasolio, ma possono permettere anche un risparmio anche del 30%. Sono alimentate a legna, cippato e pellet. Nel caso si scelga una caldaia policombustibile sono utilizzabili anche scarti del mais e della ulivocultura. In ogni caso il rendimento calorico è elevato.La qualità è un requisito fondamentale nella scelta dei prodotti da combustione, specie nel caso del pellet.

Anche nel caso delle caldaie a biomasse, nella valutazione all’acquisto è bene considerare l’esistenza di incentivi: dallo scorso anno a oggi la detrazione si è ridotta, passando al 50%. È valida – segnala l’Agenzia delle Entrate nella guida Ristrutturazioni edilizie: le agevolazioni fiscali – “per le spese sostenute per l’acquisto e la posa in opera di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili (fino a un valore massimo della detrazione di 30.000 euro)”.

Andrea Ballocchi
Informazioni su Andrea Ballocchi 135 Articoli
Giornalista freelance, si occupa da anni di tematiche legate alle energie rinnovabili ed efficienza energetica, edilizia e in generale a tutto quanto è legato al concetto di sostenibilità. Appassionato praticante di ciclismo, è autore del libro “Una vita da gregario” (La Memoria del Mondo editrice, prefazione di Vincenzo Nibali) e di un manuale “manutenzione della bicicletta”, edito da Giunti/Demetra.