Elettricità e rinnovabili, il traino delle imprese

In Europa sono i privati a trainare gli investimenti in rinnovabili, rileva l’Irex Report 2019. L’Italia mostra un ruolo attivo nella smart energy

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C’è una nuova evoluzione in atto nel settore delle rinnovabili a livello europeo. Sono i privati a trainare gli investimenti in fonti green e non più a seguito di politiche incentivanti. Dalle grandi utility ai prosumer, il quadro sta cambiando, favorito anche dalla digitalizzazione.

Anche in Italia si nota un’attenzione a fotovoltaico, eolico & C. Un esempio: un quarto circa delle imprese impiega solo elettricità “verde”. Ma c’è anche un certo dinamismo su smart energy e smart mobility.

Sono solo alcune delle tendenze evidenziate dal mercato che trovano spazio nell’Irex Annual Report 2019 di Althesys.

L’industria europea guarda alle rinnovabili

Alle fonti rinnovabili si è indirizzata da tempo l’industria elettrica europea. Da una parte il nuovo quadro di politica energetica con il Clean Energy Package, approvato da pochi giorni dal Parlamento Europeo che ha approvato il nuovo regolamento e ha dato il via alla nuova direttiva sul mercato elettrico. Il che significa un ruolo più attivo dei consumatori europei chiamati al ruolo di prosumer nella transizione energetica e nuovi obiettivi UE per il 2030 in termini prima di tutto di energie rinnovabili che dovranno contare almeno per il 32% nel mix energetico e un obiettivo di efficienza energetica di almeno il 32,5%.

Così, l’industria punta a fotovoltaico, eolico e alle altre fonti rinnovabili, mossa anche dalle potenzialità di nuove aree di business. Secondo quanto si legge in Irex, le venti maggiori utility europee hanno già pianificato 78 GW di nuova capacità rinnovabile entro il 2025.

Rinnovabili in Europa, il ruolo di eolico e fotovoltaico

elettricita e rinnovabili traino delle impreseGià l’anno scorso su 20,7 GW di nuova capacità installata nell’UE28 ben il 95% è stata rinnovabile. “L’eolico ha prevalso con 10,1 GW (49%) seguito dal solare con 8 GW (39%). Questi investimenti sono stati compiuti sia dai player pure renewable che dalle maggiori utility”.

Per quanto riguarda il fotovoltaico, nel 2018 in Europa si è registrata alla installazione di nuova capacità per 8 GW, facendo segnare un +36% rispetto al 2017 e le prospettive sono di una crescita ancora più sensibile nei due anni successivi per l’avvicinarsi alla scadenza del 2020.

A sostenere la crescita del fotovoltaico c’è stata anche la fine dei dazi all’import in Europa di pannelli e celle fotovoltaiche cinesi, decretata dalla Commissione Europea. “Questo ha contribuito ad accelerare il trend calante dei costi d’investimento. Buona parte di queste riduzioni si sono già registrate nel 2018, ma ulteriori cali sono attesi per il 2019”, segnala ancora Althesys.

Ma a rendersi evidente è la spinta dei privati che non attendono più le scelte politiche e gli incentivi per muoversi sul fronte rinnovabili. Lo evidenzia proprio il rapporto, segnalando che una parte attiva sono proprio i consumatori, anzi i prosumer: saranno loro, insieme ad aggregatori, comunità energetiche ad avere un ruolo chiave negli scenari futuri, favoriti dallo sviluppo congiunto di digitalizzazione e storage. La digital energy sta quindi facendosi sempre più spazio.

Il ruolo delle rinnovabili in Italia

In tutto questo scenario l’Italia registra un certo dinamismo: nel 2018 gli investimenti sono stimati in 11,3 miliardi di euro per 10,8 GW e 178 operazioni.
A livello politico il Governo, attraverso il Mise, ha presentato la proposta di Piano nazionale integrato per l’energia e il clima“che conferma nella sostanza gli obiettivi e le misure della SEN 2017”.

Ma anche in questo caso le dinamiche di sviluppo delle rinnovabili vedono giocare un ruolo concreto dal settore industriale: nel nostro Paese un quarto circa (23%) delle cento più grandi imprese per fatturato utilizza unicamente elettricità da rinnovabili. Un buon segnale, anche se il 42,3% dichiara una quota di fonti rinnovabili inferiore al 50%, ma intanto va segnalato che quasi tutti i maggiori venditori di energia elettrica hanno politiche di marketing o offerte commerciali centrate su fotovoltaico, eolico & C.

In Italia crescono smart energy e smart mobility

Un’altra tendenza che si è confermata anche lo scorso anno è lo sviluppo della smart energy: si contano nuove iniziative e l’Italia si dimostra particolarmente attiva.

Nelle 178 operazioni citate poco sopra, la smart energy registra l’11% delle iniziative, realizzate per lo più in energy storage e nella smart mobility. La stessa Althesys spiega che“tra le attività innovative, sta iniziando a svilupparsi, soprattutto sulla scorta di esperienze estere, la gestione della domanda, con la fornitura di servizi che contribuiscono all’ottimizzazione del sistema elettrico. Su questo fronte, alcuni operatori hanno realizzato sistemi di accumulo a batterie abbinati a impianti di generazione già esistenti, sia in Italia che all’estero.”

Il comparto della smart mobility è cresciuto. Si registrano diversi accordi di collaborazione tra operatori energetici, industrie del settore automobilistico e player tecnologici riguardanti, in particolare, l’installazione di colonnine di ricarica, servizi di manutenzione, noleggio di veicoli e sviluppo di mobile app.

Sempre nel nostro Paese prosegue il processo di convergenza tra il settore delle rinnovabili e quello dell’efficienza energetica. Nell’Irex si evidenzia che i grandi player energetici e le utility sono entrati con decisione nel mercato, anche grazie al meccanismo della cessione dei tax credit per gli interventi di efficientamento energetico. Alcuni dei maggiori gruppi italiani lo scorso anno hanno concluso cinque acquisizioni di società ESCo attive nel nostro Paese.

Andrea Ballocchi
Informazioni su Andrea Ballocchi 135 Articoli
Giornalista freelance, si occupa da anni di tematiche legate alle energie rinnovabili ed efficienza energetica, edilizia e in generale a tutto quanto è legato al concetto di sostenibilità. Appassionato praticante di ciclismo, è autore del libro “Una vita da gregario” (La Memoria del Mondo editrice, prefazione di Vincenzo Nibali) e di un manuale “manutenzione della bicicletta”, edito da Giunti/Demetra.