Energy manager, la formazione è fondamentale per affrontare il futuro

L’evoluzione del mondo dell’energia richiede agli energy manager competenze puntuali per affrontarla in modo adeguato. Da qui nasce la proposta di FIRE

Il mondo dell’energia vive un’evoluzione importante non solo in termini di produzione ma anche di gestione. L’esigenza di aumentare il grado di efficienza energetica, unita alle nuove tendenze evolutive che vanno verso la digital energy, la produzione da fonti rinnovabili unita a un sempre maggiore spazio per l’energy storage pongono nuove sfide a enti e aziende. Qui entrano in gioco i professionisti, gli energy manager, figure principali che possono permettere di affrontare al meglio la transizione energetica.

Francesco Belcastro responsabile formazione FireMa per riuscirci hanno necessità di una formazione specifica e costante. «Parliamo di competenze trasversali che variano da quelle tecniche e tecnologiche ad aspetti di mercato o alla conoscenza dei sistemi di gestione, attinenti aspetti energetici (ISO 50001) ma integrabili con quelli ambientali (ISO 14001)», spiega Francesco Belcastro, responsabile della formazione FIRE, Federazione Italiana per l’uso Razionale dell’Energia, che gestisce da più di 25 anni su incarico ministeriale le nomine degli energy manager ai sensi della legge 10/1991. È con lui che concentriamo l’attenzione verso la formazione necessaria per un esperto di management energetico. Belcastro è anche direttore di SECEM – Sistema Europeo per la Certificazione in Energy Management – struttura interna e indipendente di FIRE, primo organismo in Italia ad aver certificato gli EGE, Esperti in Gestione dell’Energia nel 2010.

Oggi per essere energy manager che tipo di competenze occorre avere?

Ci stiamo spostando sempre di più verso un’attenzione su vari aspetti gestionali, che comprendono anche quelli contrattualistici, da quelli tradizionali agli Energy Performance Contract. Occorrono anche conoscenze delle metodologie di valutazione sia degli aspetti economico-finanziari, sia dei risparmi.

Oggi, infatti, un energy manager deve essere bravo a capire quali strumenti specifici può adottare per proporre ai propri decisori degli interventi di efficienza energetica.

Altrettanto basilare è l’aggiornamento legislativo, necessario non solo per conoscere la materia e i nuovi adempimenti, ma anche per cogliere eventuali opportunità. Un esempio lo offrono gli incentivi che supportano le azioni mirate al conseguimento di un obiettivo di energy efficiency, contando su tempi di ritorno più ridotti.

Oggi l’efficienza energetica è vista come un insieme d’interventi gestionali, mirati alla riduzione dei consumi, che prevedono anche l’opportunità d’impiego congiunto delle fonti rinnovabili, se le condizioni lo permettono. C’è poi un’attenzione ai temi ambientali connaturati all’energia: si parla spesso di economia circolare e quindi l’efficientamento deve avere una connotazione green.

Come si compone la proposta formativa di FIRE per rispondere a queste sfide?

Fornendo gli strumenti più opportuni, ma non solo: stiamo cercando di adeguare la formazione anche guardando alle opportunità del mercato. Oggi per esempio si parla molto di diagnosi energetica, anche per via degli obblighi periodici di rendicontazione specifica, per questo allora stiamo fornendo basi di conoscenza ad hoc, diffondendo cultura.

Le opportunità di formazione FIRE sono anche online?

Certamente. Ci siamo accorti che è uno strumento utile per venire incontro alle esigenze del professionista. Con lo strumento online, più flessibile, l’energy manager ha la possibilità di seguire un corso diluito su un arco temporale più ampio.

Come FIRE, abbiamo messo a punto una formula che contempla tutti i temi compresi in un programma formativo di energy management, con moduli verticali che fanno capo a tematiche specifiche a quelle della norma UNI CEI 11339. Li eroghiamo con cadenza bisettimanale in tempi tali da permettere di essere calendarizzati adeguatamente dal professionista. Le lezioni avvengono solo in diretta, non in modalità videoregistrata, ed è una peculiarità che rende l’offerta della Federazione unica nel panorama. È una scelta che permette un minimo momento di confronto tra docenti e discenti, tramite chat, in cui porre domande e avere una risposta in tempo reale. È un aspetto importante, quello dell’interrelazione, che certamente nella formazione classica frontale è più marcata: aiuta il confronto diretto e a creare maggiori stimoli a chi frequenta oltre a stabilire contatti proficui tra professionisti.

Un’altra peculiarità dell’offerta online è che ogni modulo viene tenuto da un esperto specifico, evitando così di fare riferimento a una sola figura con competenze pluridisciplinari. Per questo FIRE coinvolge un docente che approfondisce un argomento, conferendo un valore aggiunto all’offerta formativa. Nella maggior parte dei casi il docente è un operatore del mercato, in grado di fornire così non solo basi teoriche, ma anche offrendo la propria esperienza pratica sul campo.

Sugli EGE c’è una proposta formativa ad hoc rispetto agli energy manager?

Ci sono attività formative contigue e a beneficio di entrambi. D’altronde la figura dell’EGE nasce all’interno di un progetto europeo (e-Quem) per fornire una risposta alla mancata presenza nella legge 10/1991 a requisiti specifici sulla figura dell’energy manager. È nata da un’indagine sulle esigenze dei professionisti di energy management relative alle competenze necessarie nella qualifica professionale. Quindi la qualifica di Esperto in Gestione dell’Energia nasce dal percorso dell’energy manager. Per questo nell’offerta formativa si individuano temi trasversali, adatti per tutte e due i ruoli professionali.

È bene sottolineare che in un’azienda possono esserci entrambe le figure professionali come pure esserci l’energy manager che è certificato EGE.

Andrea Ballocchi
Informazioni su Andrea Ballocchi 118 Articoli
Giornalista freelance, si occupa da anni di tematiche legate alle energie rinnovabili ed efficienza energetica, edilizia e in generale a tutto quanto è legato al concetto di sostenibilità. Appassionato praticante di ciclismo, è autore del libro “Una vita da gregario” (La Memoria del Mondo editrice, prefazione di Vincenzo Nibali) e di un manuale “manutenzione della bicicletta”, edito da Giunti/Demetra.