I prosumer condominiali: come realizzare mini comunità energetiche

Uno studio realizzato da Energy@Home incoraggia le nuove forme di condivisione dell’energia e presenta i prosumer condominiali

condominio verso i prosumer condominiali

È possibile pensare a comunità energetiche? Secondo l’associazione Energy@home è possibile farle nascere direttamente in assemblea di condominio: una ricerca approfondisce le potenzialità dei prosumer condominiali.

L’analisi individua nel condominio il primo nucleo di energy community: un ecosistema in cui le forme di autoproduzione dell’energia (rinnovabile) contribuiscono a definire un nuovo ruolo dei consumatori. Le energy community sono il primo tassello della transizione che sta vivendo il settore dell’energia che punta dritta a decarbonizzazione, digitalizzazione e decentralizzazione.
Lo studio realizzato da Energy@Home con il contributo scientifico di Elemens, RSE e Kantar analizza le barriere allo sviluppo dell’autoconsumo condominiale e fornisce alcune indicazioni sia normative, sia tecnico-economiche per superare le criticità.

Rinnovabili: obiettivi sfidanti

La nuova direttiva europea 2018/2001 sulle fonti rinnovabili (RED II) ha introdotto il concetto di energy community, il cui obiettivo principale è fornire benefici ambientali, economici o sociali alla comunità.
Entro giugno del 2021, l’Italia dovrà recepire queste norme. Questo rappresenterà il punto di partenza per dare vita alle comunità energetiche e il primo passo potrebbe proprio essere legato al condominio.

Partiamo da alcuni dati: l’Italia ha un potenziale di 6,5 GW di nuovo fotovoltaico da realizzare entro il 2030 per raggiungere gli obiettivi fissati. I condomini possono diventare il fulcro di questo percorso: sono oltre 200.000 gli impianti fotovoltaici che potrebbero essere installati sui tetti condominiali. Questo poterebbe a una riduzione di circa 20 milioni di tonnellate delle emissioni di CO2 e risparmi economici tra i 1,4 e 2 miliardi di euro.

I prosumer condominiali tra vantaggi e ostacoli

evento prosumer condominialiLo studio Energy@Home ha affrontato il tema delle Energy community partendo dalla sua applicazione pratica ai condomini, evidenziando un potenziale interessante così come barriere e soluzioni, a beneficio non solo degli operatori del settore, ma di tutto il sistema Italia

“Per rispettare gli obiettivi sfidanti imposti dalla direttiva RED II, è necessario quintuplicare il numero attuale di installazioni annuali di impianti fotovoltaici. Bisogna sfruttare al meglio gli spazi disponibili, non solo i tetti delle case singole o bifamiliari. E il miglior candidato è proprio il condominio” ha sottolineato Marco Signa, direttore dell’associazione.

A frenare non sono tanto i costi quanto piuttosto l’obbligo di sfruttarli solo per risparmiare sui consumi delle parti comuni dell’edificio (ascensori e luci) senza la possibilità per i singoli utenti di utilizzare l’energia autoprodotta per consumi privati.

Superare queste barriere non solo è necessario ma possibile come evidenziato da Tommaso Barbetti di Elemens, “la nuova direttiva europea RED II si candida a rivoluzionare il mondo dell’autoconsumo, aprendo ai sistemi con più clienti ad oggi non ammessi dalla regolazione italiana. Quello di più immediata applicazione sembra quello dei prosumer condominiali, con l’energia prodotta sui tetti che potrà essere consumata dalle famiglie: i risparmi e potranno essere sostanziosi (circa il 20%). Nei prossimi mesi si aprirà il cantiere normativo che porterà alla definizione delle modalità con cui ciò potrà avvenire”.

Realizzando nuove forme di condivisione della produzione di energia, le comunità potranno soddisfare, attraverso innovativi strumenti digitali, i propri fabbisogni, massimizzando così i benefici per tutto il sistema. Naturalmente una comunità non è fatta solo di regole e soluzioni tecniche, ma delle persone che la vivono e la gestiscono: gli amministratori di condominio sono un attore chiave per l’adozione di nuove soluzioni energetiche.

“Una nuova normativa che permetta di utilizzare l’energia prodotta da un impianto di autoproduzione anche per i bisogni dei singoli condòmini viene accolta in modo positivo, principalmente perché permetterebbe di ridurre i tempi di ritorno sull’investimento. Come ci si attendeva, il risparmio è emerso come il driver primario, ma gli amministratori ritengono vincenti anche altri valori, come la semplificazione e l’aumento del valore del condominio” ha concluso Andrea Corti, Client Partner Tech, Comms, Utilities – Kantar, Insights Division.

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Informazioni su Alessia Varalda 1251 Articoli
Ingegnere elettrotecnico con esperienza come Project Manager presso un'importante multinazionale attiva nel settore dell'energia e dell'automazione. La curiosità verso le tecnologie innovative e le soluzioni all'avanguardia nel mondo delle energie (tradizionali e rinnovabili) mi ha portata a lavorare per 14 anni presso un importante editore di riviste tecniche di settore scrivendo di home&building automation, illuminazione, comfort, efficienza energetica e sostenibilità.