Videosorveglianza e PA: come è cambiata la sicurezza

La videosorveglianza in Italia a un anno dall’entrata in vigore del GDPR. Scenari di gestione, sicurezza e opportunità di business nella pubblica amministrazione

sicurezza videosorveglianza

Videosorveglianza per proteggere persone, beni e territorio: il nostro Paese sembra aver compreso l’importanza di questa risorsa tecnologica nella sicurezza pubblica e privata. Un supporto che supera la semplice idea di controllo, entrando a far parte di un sistema collaborativo su più fronti.  Vediamone gli interessanti risvolti in un contesto promettente ma delicato come la pubblica amministrazione italiana.

Cosa fa un sistema di videosorveglianza?

Grazie alle moderne tecnologie video, amministrazioni e forze dell’ordine sono in grado di prevenire eventi criminali o ambientali giungendo a una risoluzione che richiederebbe normalmente molto più tempo.

Ecco cosa è possibile ottenere con buon sistema di videosorveglianza:

  • acquisizione dati video e gestione secondo normative vigenti (GDPR);
  • controllo del territorio pubblico e privato;
  • disponibilità dei dati raccolti;
  • prevenzione e perseguibilità degli atti criminali;
  • prevenzione di eventi ambientali come gli incendi.

Da qui l’esigenza di coniugare le più recenti normative alle finalità della moderna concezione di sicurezza. Se ne è parlato a Secsolutionforum 2019, la giornata di formazione per professionisti del settore e PA promossa il 9 maggio a Montesilvano (Pescara).

Scenari normativi: Patto per la Sicurezza

Tra gli argomenti a favore della videosorveglianza in ambito pubblico, certamente l’entrata in vigore del Patto per la Sicurezza. Le amministrazioni più attente possono infatti predisporre una valutazione sull’impatto territoriale della videosorveglianza, redigere un progetto ad hoc ed entrare nella graduatoria degli enti con diritto alla sovvenzione statale.

Da parte del Governo, riguardo ai comuni interessati viene preso in considerazione anche l’indice di criminalità, per dare la precedenza alle realtà più problematiche.

Le PA cambiano punto di vista, o quasi

Sul fronte tecnologico tutto bene, spesso però la videosorveglianza intelligente e i droni ipertecnologici non bastano a garantire più sicurezza ai cittadini. Il monitoraggio video si rivela vincente solo quando correlato a un’adeguata presenza di risorse umane sul campo.

Anche se comuni e altri enti installano validi sistemi di segnalazione, occorre avere a disposizione un numero sufficiente di agenti capaci di fronteggiare ogni evenienza. Altrimenti, purtroppo, la videosorveglianza rischia di trasformarsi in cura palliativa per una malattia difficilmente gestibile.

Cogliere le opportunità di business della videosorveglianza

Al di là di queste ultime considerazioni “sistemiche”, il settore della videosorveglianza per la pubblica amministrazione rappresenta un grande potenziale di business per i professionisti della sicurezza.

Vediamo perché: le aziende che investono in videosorveglianza possono ottenere crediti di imposta e vantaggi fiscali condividendo con gli enti locali ogni impianto; l’installatore deve cogliere questa importante occasione, aggiornarsi su normative e tecnologie e diventare “imprenditore” della videosorveglianza.

Le realtà che comprenderanno i vantaggi di questa sinergia sulla videosorveglianza, legata alla sicurezza di persone e territori, contribuendo al rilancio di molte zone colpite dalla crisi.

Maria Cecilia Chiappani
Informazioni su Maria Cecilia Chiappani 191 Articoli
Copywriter e redattore per riviste tecniche e portali dedicati a efficienza energetica, elettronica, domotica, illuminazione, integrazione AV, climatizzazione. Specializzata nella comunicazione e nella promozione di eventi legati all'innovazione tecnologica.