Come realizzare una buona illuminazione industriale

Sicurezza, comfort e benessere, qualità della luce, efficienza energetica e risparmio sono solo alcuni dei requisiti a cui un progetto di illuminazione industriale deve rispondere

In ambito industriale, come in quello domestico, la luce assume un ruolo e una funzione molto importante e ci sono requisiti a cui un progetto di illuminazione industriale deve necessariamente rispondere. Per comprendere meglio le esigenze, ElettricoMagazine ha incontrato Lizzani, responsabile dell’Ufficio Progettazione Illuminotecnica di 3F Filippi, azienda nata nel 1952 e che è diventata un punto di riferimento nell’ambito dell’illuminazione industriale, in Italia e nel mondo.

Lizzani, responsabile dell’Ufficio Progettazione Illuminotecnica di 3F FilippiNel corso della propria storia l’azienda bolognese ha diversificato la propria offerta, espandendosi agli spazi retail, agli uffici e all’architetturale, ma l’illuminazione degli stabilimenti produttivi rimane il suo principale ambito di riferimento. Forte di una progettazione e realizzazione di apparecchi rigorosamente Made in Italy ha permesso da individuare, spesso anticipandole, le esigenze dell’industria e soddisfare le stringenti normative relative ai contesti lavorativi.

L’azienda ha sviluppato, e continua a sviluppare, corpi illuminanti progettati per incontrare le necessità di ogni impresa, questo ha richiesto una notevole flessibilità, adeguando gli apparecchi già a catalogo, implementandone dei nuovi e, quando necessario, sviluppando soluzioni customizzate.

Come si progetta l’illuminazione industriale

Una buona illuminazione industriale non può prescindere dal dialogo fra il cliente e il fornitore. Dato per scontato il rispetto delle normative vigenti, il progetto richiede infatti un preventivo confronto dalle parti, così che l’azienda ottenga quelle informazioni necessarie a fornire le migliori soluzioni tecniche e progettuali. Non esistono soluzioni standard per tutta l’industria e la progettazione varia a seconda di vari fattori.

Aspetti da valutare assolutamente sono: la tipologia di prodotto realizzato, i macchinari utilizzati, le attività operative degli addetti, fino alle caratteristiche architettoniche delle strutture, le condizioni ambientali e la tipologia di ciclo produttivo.

Se un’azienda, ad esempio, è attiva giorno e notte, tutti i giorni, occorre che le future attività di manutenzione/sostituzione degli apparecchi non comportino l’interruzione dell’attività produttiva. Oppure, se l’operatività richiede anche un controllo visuale della qualità dei prodotti o delle finiture da parte degli addetti, come avviene nei più svariati settori (tessile, navale, automotive…), vanno adottate le sorgenti luminose che meglio favoriscono i quality check, oppure creare strutture ad hoc, per facilitare queste operazioni.

Abbiamo parlato degli elementi progettuali da valutare, ci può raccontare un esempio di illuminazione industriale?

Ne ho individuati due, molto recenti e paradigmatici del nostro approccio alla progettazione della luce industriale. Il primo riguarda lo stabilimento di produzione ceramica Gruppo Del Conca, il secondo quello della Pershing Yacht.

Illuminazione e ottimizzazione dei consumi energetici

stabilimento di produzione ceramica Gruppo Del Conca - illuminazione 3F FilippiIl Gruppo Del Conca per continuare a migliorare l’efficienza e la qualità dei suoi stabilimenti si è affidato a Proteo Srl di Spilamberto per un intervento di ammodernamento dello stabilimento Pastorelli (controllata di Del Conca) a Savignano su Panaro.

Oltre alla parte meramente produttiva a Proteo è stato affidato anche l’intervento sull’illuminazione, in un’ottica di ottimizzazione dei notevoli consumi energetici che solitamente caratterizzano le aziende ceramiche.

Per questo secondo, ma non secondario, aspetto di quello che è risultato come un unico intervento, Proteo – per lo stabilimento di Savignano – ha optato per gli apparecchi a tecnologia LED e interfaccia DALI 3F LINDA e 3F LEM. Le prime (versione LED 2X30W) sono state impiegate nelle aree di magazzino, comprese quelle dove sono ospitate le grandi strutture dedicate alle sabbie, le seconde sono invece state installate nell’area produttiva dell’impianto, compresa quella che ospita i grandi forni a rulli.

Tra le varie versioni adottate di LEM figura anche quella HT (High Temperatures). Il corpo illuminante si distingue dagli altri 3F LEM proprio per la sua tolleranza alle alte temperature. Mentre le altre versioni sono state progettate per funzionare correttamente fino a 55°, quella HT arriva a 70°.

Tra 3F LINDA e 3F LEM il progetto ha previsto complessivamente l’impiego di 539 corpi illuminanti, i quali hanno sostituto gli apparecchi a sorgenti fluorescenti e a ioduri metallici. L’intervento, terminato nel 2017, ha consentito una forte riduzione dei consumi. Questo risultato si somma a quello ottenuto per un’altra struttura del Gruppo Del Conca, il centro logistico a Solignano Nuovo.

stabilimento di produzione ceramica Gruppo Del Conca - illuminazione industriale 3F Filippi

Incrementare la performance energetica e la qualità dell’illuminazione

Il nome Pershing è sinonimo in tutto il mondo di eccellenza italiana nel campo della nautica. Visto il prestigio di questa azienda del Gruppo Ferretti, il progetto illuminotecnico sviluppato nello stabilimento di Mondolfo (Ancona) per noi è stato tra i più stimolanti.

La commessa ha previsto un intervento integrale sull’illuminazione di due aree produttive, per incrementare la performance energetica e migliorare la qualità dell’illuminazione. In questo intervento abbiamo impiegato il corpo illuminante 3F LEM 3-210 Ampio, un apparecchio sviluppato in collaborazione con la Facoltà di Ingegneria dell’Università di Bologna.

illuminazione indistriale 3F Filippi per gruppo pershing

La scelta si è rivelata vincente, in quanto ha permesso di migliorare ogni performance, pur adottando un minor numero di sorgenti. A illuminare le due aree produttive erano installate ben 420 apparecchi a ioduri metallici da 430 W l’uno, in seguito all’intervento, ne sono stati installati circa la metà: 209. Vista la migliore resa, i 3F LEM 3-210 Ampio sono stati collocati a “spina di pesce” lungo i binari preesistenti nelle aree produttive, con un incremento dei lumen offerti pari al 5% e un calo complessivo dei consumi annui di circa 512 kWh (da 705 a 193). Per quanto importanti, i consumi non sono però l’unico elemento che viene valutato da un’azienda come Pershing, quando si seleziona un progetto illuminotecnico.

illuminazione indistriale 3F Filippi per gruppo pershingL’altissima precisione necessaria in ogni fase produttiva, dall’assemblaggio dei motori alla creazione degli interni rende fondamentale una illuminazione uniforme, che permetta agli addetti di lavorare con la massima cura di ogni singolo dettaglio.

Anche sotto questo punto di vista, la soluzione proposta ha soddisfatto pienamente le aspettative di Pershing, con il mantenimento degli stessi 600 lux medi su piano di lavoro già raggiunti con il progetto precedente e migliorato l’uniformità della luce.

E, sempre per consentire la massima precisione ai tecnici di Mondolfo anche durante la verniciatura delle imbarcazioni, 3F Filippi sta curando il relamping della struttura dedicata a questa attività, andando a incrementare il rendimento degli apparecchi 3F Beta 4x già precedentemente installati, dotandoli di sorgenti LED di ultima generazione, la cui temperatura colore di 6500 K permette di individuare anche le più piccole imperfezioni.

Andrea Calatroni
Informazioni su Andrea Calatroni 5 Articoli
Giornalista freelance specializzato sulla luce, ha diverse collaborazioni attive con riviste di settore, è contributor per blog con contenuti sulla luce decorativa e di design. Come copywriter ha collaborato con aziende d’illuminazione e lighting designer italiani