Auto a guida autonoma, il 70% dei consumatori è già pronto

Un'indagine Ansys a livello globale sottolinea la percezione positiva del pubblico sull’auto a guida autonoma. Il sorpasso sulle capacità di guida umane è atteso entro dieci anni

Si potrebbe pensare che l’auto a guida autonoma resti ancora un tema futuribile nella percezione del grande pubblico. Ed invece non è affatto così, come dimostra il “Global Autonomus Vehicles Report” appena rilasciato da Ansys, società leader nella simulazione ingegneristica. Una ricerca a livello mondiale dalla quale, fra l’altro, emerge che ben 7 consumatori su 10 ritengono che la guida autonoma è già paragonabile a quella dei normali piloti, e che comunque è destinata a superare le abilità umane entro il 2029.

La premesi è che Ansys ha commissionato questa indagine “per valutare a livello globale le percezioni dei consumatori riguardo ai veicoli autonomi e meglio comprendere le aspettative per il futuro della mobilità“. E i risultati del rapporto evidenziano come i consumatori ripongono alte aspettative nelle capacità dei veicoli autonomi e si sentono a proprio agio all’idea di utilizzare auto ed anche aerei senza pilota.

Divario generazionale nella percezione della guida autonoma

In particolare, il 71% degli intervistati pensa che le vetture autonome siano meglio degli esseri umani alla guida o che supereranno le capacità umane entro 10 anni. Una percentuale che sale ulteriormente relativamente al coinvolgimento diretto nel ruolo di passeggero su un veicolo di questo tipo. Infatti, il 77% degli intervistati ha dichiarato che non avrebbe problemi a utilizzare un’auto autonoma a un certo punto della propria vita. Al riguardo emerge anche un prevedibile divario generazionale: l’87% degli intervistati tra i 18 e i 24 anni e l’88% di quelli tra i 25 e i 34 anni si sentono a proprio agio all’idea di usare vetture autonome nel corso della loro vita. Per contro, il 43% degli intervistati over 65 dice che mai salirebbe su un’auto a guida autonoma.

Preoccupazione Guida Autonoma
Livello di preoccupazione per la guida autonoma

Come detto, l’indagine di Ansys è stata condotta a livello globale. Emergono quindi significative differenze fra le varie nazioni. Ad esempio, per quanto riguarda il quesito sull’utilizzo di veicoli autonomi i giapponesi hanno mostrato più fiducia nei veicoli autonomi rispetto alla media globale: l’83% ritiene che le auto autonome saranno guidatori migliori degli esseri umani entro 10 anni e il 38% pensa che lo siano già. Ed ancora, il 97% dei cinesi si dichiara disposto a utilizzare nel corso della propria vita una vettura autonoma. Situazione molto diversa in Gran Bretagna, dove soltanto il 57% degli intervistati si sentirebbe tranquillo viaggiando su un’auto senza conducente.

fiducia auto a guida autonoma
La fiducia nei veicoli a guida autonoma

Le attese riguardo i costruttori dei nuovi veicoli

Molto più uniformi le risposte relative alle principali preoccupazioni che suscita l’idea di salire su veicoli privi di un pilota umano. La maggior parte degli intervistati ha citato i guasti tecnologici (59% per le auto, 65% per gli aerei).

Infine, Ansys ha rilevato pure le aspettative riguardo i produttori. Il 24% degli intervistati crede che saranno i marchi delle auto di lusso quelli che offriranno l’esperienza di guida autonoma più sicura, seguiti dalle aziende tecnologiche che potrebbero un giorno offrire auto autonome (20%) e in ultimo dai brand automotive non di lusso (16%).

“La guida autonoma è un vecchio sogno degli ingegneri e dei viaggiatori almeno dagli anni ‘50 – ha dichiarato Sam Abuelsamid, analista di Navigant Research -, ma l’hardware e il software necessari per trasformarla in una realtà concreta hanno raggiunto un livello sufficiente di maturità soltanto negli ultimi dieci anni. Ma per trasformare la guida autonoma in una realtà commerciale, di cui la gente si fida per i propri spostamenti, è necessario convincere i consumatori che gli algoritmi sono in grado di guidare in modo più affidabile degli uomini. Ciò – ha concluso – richiederà un enorme lavoro di simulazione da affiancare alle centinaia di milioni di chilometri di test su strada”.

Marco Ventimiglia
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Giornalista ed esperto di tecnologia