L’Internet of Things è semplice, un Lab lo dimostra

L’Internet of Things Open Lab è uno spazio che si aprirà a Illuminotronica dove mostrare che l’IoT è una possibilità reale per fare business.

L’Internet of Things può risolvere problemi, permettere di creare progetti e occasioni di business ed è alla portata di tutti, grandi aziende o piccole e medie imprese. Già, proprio così. Ormai si è giunti a un grado di maturazione tecnologica che permette davvero di cogliere le potenzialità offerte dall’IoT.

Di recente Fujitsu, attraverso IDG Connect, ha presentato un report in cui emerge che la tecnologia Internet of Things ha concluso la fase sperimentale e le aziende e i responsabili IT prevedono di ottenere risultati concreti entro tre anni o anche meno. Così è possibile passare dalla teoria alla pratica, grazie al fatto che gli oggetti IoT, interconnessi e pilotabili, sono sempre più numerosi e diffusi.

C’è solo un ostacolo: solo l’1% degli svariati miliardi di oggetti che fanno parte del nostro quotidiano sono collegati in rete. Come riuscire a permettere quest’ultimo passo? Una risposta la fornirà L’IoT Open Lab. È uno spazio pronto ad aprire i battenti a Illuminotronica (BolognaFiere, 29-30 novembre / 1 dicembre). Al suo interno si potrà imparare a progettare gli oggetti IoT, realizzarli utilizzando le più diffuse piattaforme, programmarli e integrarli via software.

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Internet of Things Open Lab: cos’è

Fabio Gatti AssodelCome si riuscirà? Cosa permetterà l’IoT Open Lab? Lo spiega Fabio Gatti, esperto IoT Assodel, parte integrante del team di esperti software e hardware presenti nello spazio. «Si tratta di una proposta per capire e padroneggiare l’elettronica e la tecnologia che sta alla base degli oggetti IoT». L’Internet delle Cose è reale, presente e funzionante. Bando agli slogan e largo, quindi, a questa proposta pratica.

Grazie alla collaborazione con Farnell Italia, si darà avvio a questo ambiente dotato di un paio di reti, bluetooth e Wi-Fi, soluzioni hardware quali Raspberry e Arduino: «il visitatore deve solo venire a trovarci con la propria idea o progetto: gli mostreremo come integrarsi nel sistema IoT e sfruttarne le potenzialità», spiega Gatti.

Un laboratorio IoT utile per comprendere la smart city

Sensori, scheda elettronica, parte radio di collegamento, un’applicazione, un server: così si compone l’architettura Internet of Things per attivare il processo che dalla raccolta dati giunge fino alla loro gestione.

«Nel laboratorio ci collegheremo in live a luoghi quali Milano e a Londra, mostrando anche come la smart city sia già realtà. Infatti, esistono sensori diffusi in tutto il mondo da cui raccogliere dati diversi, relativi per esempio a temperatura, umidità e inquinamento dell’aria, o altri potenzialmente utili per chi voglia creare un proprio progetto e modello di business».

Il Lab sarà anche utile a chi espone, come servizio aperto per mostrare una propria tecnologia. «Si vuole abbandonare l’idea di una fiera come evento statico, rendendola invece viva», sottolinea l’ingegnere ed esperto IoT.

Uno spazio di conoscenza, formazione e divulgazione IoT

Quindi, in buona sostanza nell’area Internet Of Things Open Lab è possibile provare un vero ambiente IoT collegando sensori, dispositivi reali e simulati e altri oggetti in un vero ecosistema connesso. I visitatori potranno toccare con mano i vantaggi di un ambiente aperto alla condivisione dei dati e provare a collegare un proprio dispositivo. Non solo: il visitatore potrà persino presentarsi con una propria scheda proof of concept collegabile con l’infrastruttura, sperimentare una soluzione, raccogliere dati e valutare le prestazioni con una tempistica impostata e un budget prefissato.

«Intendiamo far comprendere con la pratica come l’IoT già esista e sia semplice da usare, adottando alcune condizioni, prima delle quali il rispetto degli standard di comunicazione. Solo così tecnologie eterogenee possono dialogare tra loro in un modo codificato. Ragionare e lavorare così è vantaggioso perché non si ha a che fare con soluzioni proprietarie, ma si possono utilizzare e sfruttare soluzioni e conoscenze già sperimentate e fruibili».

Un altro punto a favore del Lab è che ci si staccherà da una visione machine-to-machine e si ragionerà in ottica integrata, dialogando con fornitori eterogenei e contando su ricadute economiche assai convenienti.

Grazie a opportunità come il Lab, Illuminotronica si mostra per quello che è: non solo una fiera di prodotto, ma una vera occasione di conoscenza.

«Ci saranno momenti formativi e nello specifico al Lab chi verrà a trovarci potrà porre domande, fare esperienza concreta – sottolinea l’esperto Assodel – Il Lab così è un’occasione per fare divulgazione non fine a se stessa, ma per creare occasioni di business. Da qui chi verrà potrà uscirne con la consapevolezza reale di poter risolvere problemi».
Chi entrerà nel Lab come ne uscirà? «Ben consapevole di un’idea: l’IoT esiste ed è attuabile», conclude Gatti.

Illuminotronica 2018Scopri come l’Internet of Things entra sempre più a far parte della nostra vita quotidiana: vieni a Iluminotronica (BolognaFiere, 29-30 novembre / 1 dicembre).

Andrea Ballocchi
Informazioni su Andrea Ballocchi 93 Articoli
Giornalista freelance, si occupa da anni di tematiche legate alle energie rinnovabili ed efficienza energetica, edilizia e in generale a tutto quanto è legato al concetto di sostenibilità. Appassionato praticante di ciclismo, è autore del libro “Una vita da gregario” (La Memoria del Mondo editrice, prefazione di Vincenzo Nibali) e di un manuale “manutenzione della bicicletta”, edito da Giunti/Demetra.