Trasformazione digitale e formazione: questione di competenze

Oltre le tecnologie abilitanti, l’identikit del professionista digitale nell’era di Industria 4.0 si gioca su competenze trasversali e sinergie tra formazione e impresa

competenze formazione Industria 40

Come nascono gli specialisti della trasformazione digitale? La rivoluzione chiamata Industria 4.0 non coinvolge solamente linee produttive, processi e modelli aziendali. Con la fabbrica connessa cambiano anche le competenze che i lavoratori 4.0 devono possedere per ritagliarsi il giusto spazio nel nuovo corso imprenditoriale.

Impossibile negare, su questo punto, le criticità di un sistema scolastico ancora irrigidito da visioni verticalizzanti e di aziende che faticano a individuare la “check list” di necessità che accompagnano gli investimenti. Lo confermano i dati dell’Osservatorio Industria 4.0 del Politecnico di Milano: tra le barriere all’adozione di risorse digitali si segnalano la mancanza di competenze specifiche per gestire la complessità tecnologica e la resistenza al cambiamento.

La soluzione? Intercettare il punto d’incontro tra formazione, impresa e istituzioni per uscire, insieme, dalle rispettive “comfort-zone”. Emblematiche, in questa prospettiva, le riflessioni dei relatori della tavola rotonda promossa da Schneider Electric a Cuneo, nella sede di GAI Macchine Imbottigliatrici, che ha coinvolto i protagonisti di questa rete formativa 4.0.

5 competenze per fare smart manufacturing

tavola rotonda formazione delle competenzaTorniamo all’identikit dei nuovi lavoratori digitali. Le cinque competenze più richieste dall’industria, sempre secondo il Politecnico di Milano, riguardano:

  • lean manufacturing per Industria 4.0;
  • gestione della supply chain digitale;
  • cybersecurity;
  • manutenzione smart;
  • organizzazione del lavoro e relazione uomo/macchina.

Perché sfruttare il bonus formazione 4.0

Industria 4.0 richiede quindi competenze 4.0: per colmare questo gap formativo, le aziende possono ancora contare sul bonus formazione 4.0, prorogato dalla Legge di Bilancio 2019 con qualche differenza legata alla dimensione delle imprese.

Ecco le novità sul credito d’imposta dedicato allo sviluppo di competenze per la fabbrica digitale:

  • 50% per le piccole imprese: limite spesa annuale 300mila euro;
  • 40% per le medie imprese: limite spesa annuale 300mila euro;
  • 30% per le grandi imprese: limite spesa annuale 200mila euro.

Ma il salto di qualità non è fatto di sola tecnica: servono altre soft skill spesso difficili da sviluppare.

Parliamo di capacità manageriali, problem-solving, pensiero creativo e capacità di lavorare in squadra; inoltre, ai professionisti di oggi è richiesto di cambiare pelle al ritmo sempre più rapido dell’evoluzione tecnologica.

Studenti e professionisti in marcia verso la trasformazione digitale

tavola rotonda Schneider Electric GaiColtivare competenze multidisciplinari sembra dunque l’unica risposta alle necessità smart del mondo industriale. Una sfida che unisce pubblico e privato nella necessaria integrazione tra risorse del territorio, come confermato da Ivana Morando, Referente Alta Formazione Regione Piemonte. “In questa visione sinergica vorrei riprendere il concetto di “scuola bottega” – spiega la relatrice -: il post diploma rappresenta il momento ideale per completare la professionalità dei ragazzi in ottica Industria 4.0. Conoscenze tecniche e competenze trasversali si integrano in percorsi formativi dinamici, dove manager e tecnici accompagnano gli studenti in contesti lavorativi reali”.

Fare rete significa dunque tradurre le esigenze delle imprese nei contesti istituzionali e nell’accesso ai progetti formativi. Solo coniugando bisogni e percorsi, secondo la referente piemontese, si costruiscono quelle competenze “su misura” che modellano i lavoratori del futuro sulle leve competitive dell’industria italiana.

Da don Bosco a Industria 4.0: l’approccio formativo salesiano

Quando la formazione tecnica incontra la dimensione creativa, nascono le esperienze didattiche salesiane del CNOS-FAP (Centro Nazionale Opere Salesiane – Formazione e Aggiornamento Professionale). Una storia votata all’innovazione, nella preparazione dei giovani al mondo del lavoro, che affonda le sue radici nella personalità del suo fondatore.

“Vorrei partire da un aneddoto molto significativo – esordisce Don Pietro Mellano, direttore nazionale dell’associazione CNOS-FAP -. Don Bosco aveva partecipato all’Expo del 1884 di Torino con un macchinario per la stampa davvero unico per la tecnologia dell’epoca. Sebbene la proposta meritasse la vittoria, la giuria gli assegnò solo la medaglia d’argento, suscitando la sua ferma reazione di orgoglio. Ecco cosa significa credere nell’innovazione, in campo tecnologico come nell’offerta formativa che noi salesiani sosteniamo, per dare ai ragazzi tutti gli strumenti necessari ad affrontare la trasformazione digitale”.

Un percorso fondato su tre pilastri:

  •  laboratori attrezzati: macchine sempre aggiornate a disposizione dei giovani;
  • via del “duale”: formazione integrata tra scuola e impresa, secondo le esigenze del territorio;
  • aggiornamento dei formatori: comitato tecnico nazionale per individuare puntualmente i processi da inserire.

formazione 4.0 competenze

Che si parli di scuola o di formazione dei lavoratori, l’universo Industria 4.0 sembra richiamare personalità “plug & play”: giovani immediatamente disponibili per l’inserimento in contesti digitali e capacità di comprendere rapidamente le future evoluzioni del settore.

Schneider Electric e la formazione integrata, un impegno polivalente

Come raggiungere questo traguardo formativo? Risponde Laura Bruni, Direttore Affari Istituzionali e Relazioni Esterne di Schneider Electric: “Vogliamo contribuire concretamente alla formazione in chiave 4.0, intercettando i bisogni delle aziende e trasferendoli al mondo educativo. Per implementare questo percorso ci affidiamo nuovamente alla partnership con i Salesiani: 15 anni di visione comune, di operazioni formative a valore e di progetti concreti per giovani e territorio”.

Ecco la proposta lanciata dal tandem Schneider Electric-Salesiani, in partenza entro la fine del 2019:

  • formazione di scenario: percorso per imprenditori e manager sulle opportunità di Industria 4.0, con approfondimenti strategici e tecnologici contestualizzati agli specifici contesti produttivi;
  • formazione di mestiere: dedicata agli operatori del settore e sviluppata insieme ad aziende e istituzioni tramite analisi dei bisogni, identificazione delle competenze necessarie e proposta formativa.

L’ulteriore passo avanti a favore di Industria 4.0 si unisce alle consolidate proposte formative di Schneider Electric: “Il presente è digitale – conclude Gianfranco Mereu, Responsabile Relazioni Scuole e Università dell’azienda -: mettiamo in campo la nostra esperienza di oltre 25 anni nella formazione dei giovani per creare competenze trasversali attraverso le Accademie e i progetti condivisi come quello presentato oggi”.

Solution provider, aziende, enti di formazione e associazioni possono rispondere, facendo rete, alle esigenze di Industria 4.0: qui risiede il futuro della trasformazione digitale italiana.

La scuola del fare: la trasformazione digitale richiede competenze tecniche e soft skill da sviluppare attraverso maggiori sinergie tra scuola e impresa

Maria Cecilia Chiappani
Informazioni su Maria Cecilia Chiappani 201 Articoli
Copywriter e redattore per riviste tecniche e portali dedicati a efficienza energetica, elettronica, domotica, illuminazione, integrazione AV, climatizzazione. Specializzata nella comunicazione e nella promozione di eventi legati all'innovazione tecnologica.