Smart Road, digitalizzare l’asfalto e renderlo “intelligente”

Per digitalizzare strade e autostrade occorre puntare su un’infrastruttura tecnologica che garantisca “intelligenza” e guardi verso l’integrazione. Da qui nasce EcoStruxure

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I vantaggi nella digital transformation delle infrastrutture stradali è sì finalizzato a una migliore e più sicura esperienza di viaggio. Garantisce anche una valorizzazione dell’asset stradale. Secondo Research and Market il mercato globale delle autostrade intelligenti, pari a 19,89 miliardi di dollari (dati 2017) si prevede raggiungerà un valore economico di 54,11 miliardi entro il 2023 con un CAGR del 18,15% nel periodo di previsione 2018-2023.

Smart Road, digitalizzare l’asfalto e renderlo “intelligente” con l’AI

Detto questo, le parti in causa per portare la digitalizzazione sull’asfalto sono varie.
Schneider Electric ha cercato di dare una risposta pragmatica al concetto di smart road, concentrandosi sulla migliore gestione dell’infrastruttura e il suo controllo real time, focalizzandosi così sui bisogni del concessionario stradale.

L’approccio del gruppo industriale in tema di Smart Road, concretizzato in EcoStruxure si fonda su:

  • un’unica piattaforma applicativa unificata e scalabile;
  • moduli applicativi funzionali integrati o integrabili;
  • sistemi di campo evoluti facilmente integrabili;
  • strumenti di analisi e la generazione degli eventi e delle procedure;
  • possibilità di rappresentazione cartografia GIS real time;
  • integrabilità con ANAS RMT semplificata;
  • importanza dell’integrazione OT nativa con un campo connesso.

Volontà di integrazione intelligente

In tutto questo l’Intelligenza Artificiale svolge un ruolo importante, permettendo di rendere smart i processi che sovrintendono alla gestione coordinata dell’infrastruttura.

GianMarco SolaMa il punto focale nella visione di Schneider Electric è l’integrazione nativa OT con il campo connesso: «l’insieme da noi concepito non può prescindere da dispositivi di campo nativamente connessi – spiega Gianmarco Sola, Head of Trasportation segment Italy and Europe operations Schneider Electric – Per noi è importante che la connettività del dispositivo fisico, sotto forma di PLC, attuatori o altro, sia in grado di erogare in modo semplice, con protocolli aperti e soluzioni di facile integrabilità tutte le informazioni possibili, digitalizzandole, utilizzandole per finalità diverse, potendo per esempio sapere le sue condizioni di stato del dispositivo e programmando le relative manutenzioni sulla base delle sue condizioni di vita».

L’architettura di Schneider Electric è quindi costituita da un centro di controllo cui vengono demandate funzionalità di machine learning e di intelligence collegate a tutti i sotto sistemi collegati in un tratto stradale, e dei centri di automazione, lungo i tratti stradali, all’interno dei quali sono presenti sotto sistemi indipendenti che a loro volta gestiscono parte della smart road: pensiamo, per esempio, nel progetto Smart Road a Green Island, ovvero la parte deputata alla gestione delle smart grid, oppure a smart tunnel, per la gestione delle gallerie. Ci sono poi varie funzionalità collegate alla gestione della rete dei vari dispositivi intelligenti, che non dovranno essere più cablati; per esempio, le traffic cam, per cui esistono soluzioni ad hoc per la gestione del traffico costituite da piattaforme che elaborano il dato acquisito sotto forma di immagine, e attivando una risposta sulla base di quanto ha visto e riconosciuto.

La prossima frontiera: vehicle-to-infrasctructure

C’è poi una parte suscettibile di uno sviluppo futuro ed è quello che riguarda la parte di comunicazione vehicle-to-infrasctructure, «perché c’è un’evoluzione in atto ed è giusto attendere il consolidamento di un protocollo o di una tecnologia», rileva Sola.

Quello che invece Schneider Electric vorrebbe integrare è la parte IoT dedicata alla sensoristica wireless in campo potendo acquisire informazioni da oggetti non necessariamente connessi fisicamente all’infrastruttura.

Spazio a sensoristica IoT

La sensoristica wireless giocherà un ruolo importante nello sviluppo del progetto Smart Road. Ne è convinta Schneider Electric che nella sua architettura dedicata ha dedicato spazio a questo ambito.

«La nostra idea, basata su quanto già vediamo pronto da questo punto di vista è il protocollo LoRaWan e stiamo facendo in modo che i nostri sistemi di automazione integrino questo protocollo in maniera nativa perché offre potenzialità elevate. Pensiamo ai sensori di monitoraggio strutturale di ponti, volte e cavalcavia che non avrebbero più necessità – per l’esistente ancor di più – di cablare un’infrastruttura: sarebbe sufficiente posizionare un sensore con questa capacità di comunicazione e mettere ai capi del ponte dei sistemi di captazione che consentano di incorporarlo e le informazioni da esso generate», illustra Sola.

Si può pensare a sensori per ottenere informazioni meteo, oppure a centraline per il monitoraggio del terreno in contesti franosi. Pensiamo anche a sensori per controllare il livello di ghiaccio formato sulla sede stradale. «Le possibilità aperte dalla sensoristica “senza fili” sono quindi moltissime: siamo convinti delle opportunità già oggi pronte sul mercato e delle possibilità di sviluppo di questo comparto tecnologico».

In futuro si potrà contare su ulteriori opportunità: basti pensare a sensori da inserire nell’asfalto stradale e comunicanti in LoRaWan, capaci di fornire informazioni sulle condizioni di traffico, sul tipo di veicoli in transito e tanto altro ancora.

Andrea Ballocchi
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Giornalista freelance, si occupa da anni di tematiche legate alle energie rinnovabili ed efficienza energetica, edilizia e in generale a tutto quanto è legato al concetto di sostenibilità. Appassionato praticante di ciclismo, è autore del libro “Una vita da gregario” (La Memoria del Mondo editrice, prefazione di Vincenzo Nibali) e di un manuale “manutenzione della bicicletta”, edito da Giunti/Demetra.