Smart Road, i benefici di digitalizzare le strade

Avviato il progetto Smart Road di Anas, ecco quali saranno i benefici di una digital transformation di strade e autostrade, secondo Schneider Electric

smart Road

Il conto alla rovescia per l’avvio delle smart road ormai è partito in Italia. Stiamo parlando del progetto omonimo, avviato da Anas, tra i primi al mondo al settore stradale e l’unico che si estende su un tracciato autostradale di oltre 2500 chilometri e che vedrà la luce a cominciare dalla Salerno-Reggio Calabria, oggi A2 “Autostrada del Mediterraneo”.

Un’autostrada tecnologica ad alto contenuto innovativo pensata per offrire una migliore esperienza di viaggio a tutti coloro che circolano su gomma, così Anas descrive Smart Road.

Smart Road, vantaggi per tutti

Pensiamo alla possibilità di ricevere informazioni, attraverso lo smartphone, sul traffico, sulle condizioni meteo, su eventuali problemi di circolazione e di riceverle in tempo reale. Bello vero? Ma la smart road è ancora più interessante perché permette di valorizzare un’infrastruttura e di proiettarla nel futuro.

In questa prospettiva che prevede un ruolo fondamentale per la digital transformation Schneider Electric può svolgere un ruolo importante. La sua competenza ed esperienza in ambito IT e in materia di digitalizzazione di infrastrutture le permette oggi di proporre soluzioni espressamente dedicate a portare “intelligenza” su strade e autostrade. Per questo assume interesse comprendere quale sia il suo punto di vista sull’argomento.

Smart Road, il progetto ANAS

Prima di chiarire il punto di vista di Schneider Electric, è bene spiegare da dove Anas sia partita avviando il progetto Smart Road. Si parte dalla volontà di rendere confortevole il viaggio per chi si muove su gomma, garantendo determinate condizioni di sicurezza, in teoria guardando ai veicoli a guida assistita e, più in là, a guida autonoma, ma già oggi permette di offrire elevati livelli di connettività e di efficienza.

Si parla subito di info-mobilità in tempo reale, di monitoraggio intelligente ma anche di integrazione completa delle soluzioni tecnologiche e dei database presenti su unica piattaforma informatica. Per questo entrano in gioco: reti dati multi protocollo, sistemi Wi-Fi, la costituzione di una rete d’interconnessione wireless grazie all’Internet of Things, gestione dei Big Data ma anche di gestione energetica mediante Energy – Green Island.

Smart road, convergenza possibile con l’IoT

GianMarco Sola«Nella realizzazione delle smart road la tecnologia avrà il compito di digitalizzare l’infrastruttura stradale, permettendo di connettere persone, processi, reti e servizi. Perché sia possibile si rende necessario andare verso una convergenza tra Information e Operation Technology, ossia tra IT e OT», spiega Gianmarco Sola, Head of Trasportation segment Italy and Europe operations Schneider Electric.

Questa convergenza prescinde alluvione dell’approccio IT, tipico del mondo business consumer, e passa dai prodotti connessi ai servizi, app e tecnologie mobili disponibili ad ampio spettro e che permettono di velocizzare determinati processi a quello OT. Un approccio caratteristico del B2B, che verte anch’esso su prodotti connessi – PLC, sensori, sistemi di automazione, interruttori, attuatori – ma unita agli edge control, sistemi locali residenti adibiti al controllo di edifici, processi, macchine.

Alla loro convergenza crede Schneider Electric, la cui sfida è quella di integrare i due mondi, facendo diventare l’approccio non solo possibile, ma anche efficiente, efficace e sicuro: questa possibilità è data dall’Internet of Things, che permette di digitalizzare una infrastruttura fisica.

Digitalizzare l’asfalto, ecco perché farlo

Perché attuare la digital transformation sulle infrastrutture stradali? Le ragioni sono molteplici, secondo Schneider Electric. La prima è una migliore gestione dell’infrastruttura stradale, permettendo di distribuire meglio le informazioni e quindi di velocizzare i processi di intervento, aumentando l’efficacia della manutenzione e dei livelli di sicurezza.

Quanto questo sia importante lo esemplifica Gianmarco Sola: «se oggi accade un guasto del sistema d’illuminazione in un tunnel, arriva un segnale alle squadre di intervento che si recano sul posto per comprendere le cause e, se possibile, risolvere il problema, altrimenti devono tornare e pianificare l’intervento. Tutto questo richiede un lasso di tempo considerevole. Con un approccio informatizzato la gestione è possibile in tempo reale, intervenendo in modo puntuale, efficace ed esaustivo».

Un altro motivo è legato alla possibilità di integrare le piattaforme esistenti per una maggiore tempestività di intervento e un aumento del valore intrinseco dell’asset. «L’interconnessione garantisce di avere non solo un’infrastruttura molto più efficiente, ma anche di valorizzare lo stesso asset».

Un altro beneficio della digitalizzazione passa anche dalla possibilità di veicolare servizi ai fruitori della strada.

«Pensiamo alla possibilità di contare su sistemi di navigazione, presente sui nostri smartphone: in un domani sempre più vicino, avremo la possibilità di fornire agli automobilisti informazioni real time quali condizioni traffico, meteo, sulla presenza di interventi sulla carreggiata». La digital user experience aggiunge un ulteriore vantaggio ai fini di una circolazione più confortevole e sicura.

Ultima, ma non meno importante ragione per digitalizzare una infrastruttura fisica è essere “pronti al futuro”: «il mercato dell’auto è in evoluzione, andando verso un’evoluzione che assume sempre più i tratti di una rivoluzione. Parliamo di auto elettrica e ancor più di self-driving car, e di logistica 4.0 che implica una modalità di trasporto merci sempre più automatizzata e flessibile. L’infrastruttura stradale dovrà tener conto di questi fattori e rispondere alle esigenze», conclude il manager Schneider Electric.

Andrea Ballocchi
Informazioni su Andrea Ballocchi 135 Articoli
Giornalista freelance, si occupa da anni di tematiche legate alle energie rinnovabili ed efficienza energetica, edilizia e in generale a tutto quanto è legato al concetto di sostenibilità. Appassionato praticante di ciclismo, è autore del libro “Una vita da gregario” (La Memoria del Mondo editrice, prefazione di Vincenzo Nibali) e di un manuale “manutenzione della bicicletta”, edito da Giunti/Demetra.