Digital energy, il futuro che offre benefici a tutti

Risparmi in bolletta, ritorni degli investimenti, nuovi spazi di mercato dell’offerta: la digital energy promette opportunità per utenti finali e operatori

Non ci sono dubbi: il futuro passa dalla digital energy. In un domani sempre più vicino, l’architettura digitale sarà lo “scheletro” dell’edificio, il suo vero sistema nervoso centrale, promettendo benefici sensibili in termini di efficienza energetica. Per la Gdo si parla di risparmi in bolletta elettrica fino al 16% e un taglio dei consumi energetici anche fino al 62%, ma anche altri ambiti, tra cui quello residenziale – specie in retrofit – possono goderne.

Non sono scenari visionari, ma previsioni certe. Come quella presentata da Vittorio Chiesa, direttore Energy & Strategy Group del Politecnico di Milano al convegno intitolato “Efficienza Energetica e soluzioni Digital per lo Smart Building del futuro”.

Ed è proprio affrontando la sfida della digital energy per lo smart building, che il direttore del think tank dell’ateneo milanese ha presentato una analisi su questo comparto.

Intelligent building, entra in gioco la digital energy

Vittorio Chiesa_Energy&Strategy Group Politecnico Milano«L’intelligent building può essere definito come la nuova frontiera nel campo energetico che segue due onde di cambiamento molto importanti rappresentate dalla generazione distribuita, in particolare l’adozione delle rinnovabili, e l’efficienza energetica. Questi due temi non hanno esaurito la loro forza, ma la digital energy rappresenta un nuovo paradigma e in qualche modo ricomprende i primi due», sia sotto forma di auto produzione sia volta alla riduzione dei consumi.

L’intervento di Chiesa si è concentrato sugli aspetti strettamente legati al mondo dell’energia e alla digitalizzazione di soluzioni per la produzione, gestione e consumo di energia, con particolare riguardo all’impiantistica presente (riscaldamento, raffrescamento, ventilazione, illuminazione nonché soluzioni di auto produzione), consapevoli che questi ambiti possono essere integrabili con security, entertainment ecc.

Innanzitutto, com’è strutturata un’architettura di digital energy? Fondamentalmente in tre parti, legate ai dati e: alla loro raccolta, alla trasmissione e immagazzinamento, alla valorizzazione.

All’interno di questo framework di riferimento troviamo architetture digitali stand alone, legate puramente all’attività di monitoraggio e controllo dei dati, fino ad arrivare a soluzioni fortemente integrate sia in termini di impianti sia di gestione delle informazioni.

Nel primo caso i benefici apportati sono legati all’identificazione dei consumi energetici e alla capacità di cogliere rapidamente anomalie; con le integrate è possibile gestire utenze energetiche e modificare conseguentemente il comportamento degli impianti in funzione di quanto i dati ci consentono di conoscere, potendo arrivare a prevedere scenari, e stabilire così una regolazione automatica degli impianti alle condizioni determinate.

Architetture digital energy: analisi costi/benefici

Ma a quanto assomma concretamente la sostenibilità economica offerta da soluzioni digital energy? Vittorio Chiesa mostra l’analisi svolta su tre tipi di edifici: GDO, ospedale e palazzina uffici, considerando sia una installazione in una nuova costruzione, sia in retrofit.

Nel caso della Grande distribuzione organizzata, il building tipo (4500 mq di superficie) prevede una bolletta energetica di 4/600mila euro l’anno. Calcolando un investimento tra 35mila e 80mila euro, i benefici previsti vanno dalla riduzione dei costi in bolletta elettrica che va dal 4 al 16% e una riduzione in termini di energia termica tra il 20% e il 62%. Valutando poi i ritorni dell’investimento, le soluzioni digital energy generano un payback attestato tra l’anno e l’anno e mezzo e IRR (tassi interni di rendimento, ovvero il rendimento di un investimento) variabili tra il 60 e l’80%. Sono quindi soluzioni che a fronte d’investimenti relativamente contenuti generano benefici economici notevoli.

Benefici della soluzione digital energy nella GDO
Benefici della soluzione digital energy nella GDO

Lo stesso quadro sostanzialmente lo si ha anche nel caso degli ospedali: risparmi elettrici dal 2 al 12% e termici dal 9 al 36%, payback da poco più di un anno e mezzo a meno di 4 e IRR anche fino al 60%.

Un po’ meno “conveniente” pur mostrando vantaggi interessanti è il caso della palazzina uffici: in questo caso, considerando un edificio da 6000 mq con una bolletta energetica da 150/200 mila euro e investimenti tra 85 e 180mila, il risparmio energetico si attesta dal 6 al 22% per la bolletta elettrica e dal 18 al 56% per la parte termica. Gli effetti di carattere economico sono più diluiti nel tempo proprio perché l’intensità energetica è inferiore ai casi precedenti. Anche i ritorni sono più lunghi: il payback si attesta tra i 6 e i 10 anni e gli IRR variano dal 10% al 25%.

I vantaggi della digital energy per i prosumer

C’è poi uno spazio applicativo legato all’utilizzo di piattaforme digital da parte del prosumer residenziale, in una soluzione abitativa alimentata da pannelli fotovoltaici (50kW), abbinata a un sistema di energy storage (80 kWh), autoconsumo pari al 65% con una disponibilità interna di carichi energetici intelligenti. Bene, in questo caso grazie all’adozione di una soluzione digital energy è possibile incrementare del 10% circa l’energia auto consumata.

Con un investimento iniziale di 2/3mila euro, il payback si attesta in 4 anni e l’IRR è pari al 30/35%. Quindi anche in questo caso c’è uno spazio di applicazione molto interessante, ulteriormente incrementabile se si ragiona in termini di smart community. Ma questo è ancora legato al futuro.

In ogni caso, i benefici in termini di efficienza energetica e i ritorni di investimento sono sempre interessanti, in particolare nel retrofit dove i margini sono ancora più significativi.

E pensando al patrimonio immobiliare italiano, decisamente vecchio ed energivoro, gli spazi di potenziale sviluppo per soluzioni digital energy sono enormi.

Gli attori della digital energy e una partita strategica

Un’ultima considerazione è dedicata agli attori che si stanno affacciando su questo mondo. Provengono da mondi diversi, da quello ICT – per esempio automation provider o software house – fino al tradizionale comparto energy – ESCo e utility, per esempio. È un mondo che si è arricchito con nuove iniziative imprenditoriali, vedi le startup sempre più presenti e si assiste a una grande evoluzione.

«La partita in gioco è molto più rilevante di quanto si pensi, considerando che quanto abbiamo visto s’innesta nella capacità degli operatori di fornire servizi beyond the meter – conclude Chiesa – La grande rivoluzione è legata al fatto che l’energia non sarà più l’oggetto di un trasferimento dall’utility all’utente, ma alla capacità post contatore di gestire i servizi di energia “a tutto tondo” presso l’utente finale, entrando in gioco dove finora ha lavorato l’utility tradizionale. Di attori sul campo che potranno entrare in gioco, sparigliando il panorama attuale dell’offerta».

Andrea Ballocchi
Informazioni su Andrea Ballocchi 97 Articoli
Giornalista freelance, si occupa da anni di tematiche legate alle energie rinnovabili ed efficienza energetica, edilizia e in generale a tutto quanto è legato al concetto di sostenibilità. Appassionato praticante di ciclismo, è autore del libro “Una vita da gregario” (La Memoria del Mondo editrice, prefazione di Vincenzo Nibali) e di un manuale “manutenzione della bicicletta”, edito da Giunti/Demetra.