Energia e sostenibilità: sfide e opportunità

Una ricerca Schneider Electric rileva i progressi compiuti dalle grandi aziende in ottica di energia e sostenibilità e individua le opportunità e gli ostacoli che incontrano per stare al passo con i tempi per assicurarsi di rimanere competitivi

sostenibilità

Progressi compiuti nella gestione dell’energia e della sostenibilità, riduzione delle emissioni di anidride carbonica delle grandi imprese, barriere, opportunità e trend innovativi, è quanto emerge dal report 2019 Corporate Energy & Sustainability Progress presentato da Schneider Electric.

Lo studio – realizzato da GreenBiz Research – si basa su un questionario che ha coinvolto oltre 300 professionisti, responsabili per l’energia e la sostenibilità in aziende con oltre 100 milioni di dollari di ricavi annuali. L’obiettivo è comprendere come le grandi organizzazioni acquistano energia dalle utility, come gestiscono la domanda, come usano i dati, come sviluppano e finanziano programmi per l’efficienza e la riduzione di emissioni.

“Oggi più che mai chi guida le aziende capisce di dover prendere le redini e far pesare il proprio ruolo in uno scenario energetico e ambientale che è in evoluzione – ha commentato Jean-Pascal Tricoire, Presidente e CEO di Schneider Electric. – Essere consumatori passivi è uno svantaggio operative e competitivo. Per questo, a prescindere da regolamenti e mandate, le aziende stanno adottando in modo aggressivo strategie per tagliare le emissioni, aumentare l’efficienza, mettere l’energia a servizio del pianeta e del loro bilancio”.

Il report rivela che la maggioranza delle grandi aziende ha stabilito pubblicamente obiettivi di sostenibilità nonostante la difficoltà a reperire i fondi necessari e ad analizzare i dati. Questo circolo virtuoso sta stimolando l’adozione di strategie e tecnologie innovative e soprattutto aumentando la percezione del valore della conservazione ambientale e della lotta al cambiamento climatico.

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Sostenibilità ed efficienza per competere

Ridurre energia, emissioni di anidride carbonica e produzione di rifiuti è fondamentale per vincere le sfide di un mercato in continua evoluzione e ovviamente a prescindere dal fatto di doversi adeguare per indicazioni normative e legislative.

Emerge un dato molto interessante: oltre il 60% delle aziende coinvolte si sono impegnate pubblicamente a ridurre il consumo di energia, le emissioni di CO2, i rifiuti e un ulteriore 9% sta prendendo in considerazione di adottare politiche che vanno nella direzione della sostenibilità.

Tra le motivazioni troviamo al primo posto la preoccupazione per l’ambiente, seguono la volontà di essere considerati come un’azienda che fa la differenza in tema sostenibilità e la capacità di diventare più competitivi.

Un bilancio tra opportunità e ostacoli da superare

La ricerca rivela che le aziende stanno cercando soluzioni innovative: l’efficienza energetica resta ancora il target principale, ma stanno guadagnando terreno iniziative come la decarbonizzazione e la decentralizzazione. Tra le tecnologie più utilizzate: energie rinnovabili prodotte onsite o offsite, batterie di accumulo, mobilità elettrica.

Il 52% delle aziende produce energie rinnovabili on-site, il 40% ha contratti di acquisto di energie rinnovabili off-site e il 34% usa certificati di attribuzione energetica – come crediti per l’energia rinnovabile o garanzie di origine – per controbilanciare le emissioni derivate dall’elettricità che comprano e consumano (emissioni di scopo 2).

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L’accesso al capitale è solo in parte una barriera: ottenere fondi per progetti e programmi dipende dalla capacità di dimostrare il ritorno sull’investimento e dal coinvolgimento diretto della leadership aziendale

Solo il 10% ha identificato nella disponibilità di capitale la motivazione primaria per cui i programmi sono approvati e finanziati.

La vera sfida si gioca sui dati condivisi

Ecco qui uno dei nodi da sciogliere: le aziende dispongono di dati in abbondanza, ma la qualità delle fonti e una condivisione non efficace continuano a ridurre la capacità di creare valore dalle informazioni.

Questo significa che il problema si è spostato dal dato al suo utilizzo in maniera concreta, utile e affidabile.

La ricerca, infatti evidenzia:

  • le aziende raccolgono dati da almeno tre fonti diverse;
  • mancanza di competenze interne;
  • strumentazione non efficiente per garantire misure affidabili, il 52% delle organizzazioni usa ancora dei fogli di calcolo e solo il 18% raccoglie dati da device IoT.

Le “bollette” energetiche sono la fonte più comune, seguita dai sistemi di gestione dell’energia; ma solo il 22% delle aziende condivide tutti i dati relativa energia e sostenibilità nei vari dipartimenti, il 58% ne condivide alcuni e il 21% non ne condivide affatto.

Il report mette in luce come la gestione delle risorse e dell’energia sia una leva strategica che offre reali opportunità di cambiamento: nuovi meccanismi di finanziamento per accelerare l’adozione; nuovi fornitori e modelli di business per contribuire a risparmi sostenibili; nuove tecnologie e soprattutto nuovi modi per analizzare e condividere flussi di dati e informazioni.

È un mondo che cambia e le aziende devono stare al passo con i tempi per assicurarsi di rimanere competitive.

Per maggiori informazioni e scaricare il report completo visitare insights.se.com.

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Informazioni su Alessia Varalda 1179 Articoli
Ingegnere elettrotecnico con esperienza come Project Manager presso un'importante multinazionale attiva nel settore dell'energia e dell'automazione. La curiosità verso le tecnologie innovative e le soluzioni all'avanguardia nel mondo delle energie (tradizionali e rinnovabili) mi ha portata a lavorare per 14 anni presso un importante editore di riviste tecniche di settore scrivendo di home&building automation, illuminazione, comfort, efficienza energetica e sostenibilità.