L’Internet of Things aiuta le persone anziane

La possibilità di distribuire una grande quantità di sensori sta cominciando a rendere disponibili sistemi che rendono ‘intelligenti’ l’abitazione e gli ambienti di vita

Internet of things migliora la vita

L’Internet of Things può contribuire a una maggiore indipendenza e all’assistenza delle persone che, per età o malattia, necessitano di speciali attenzioni. Vediamo due esempi.

In un articolo apparso su IEEE Computer Society, si dà notizia che alcuni ricercatori hanno sviluppato un sistema di informazione e comunicazione che, utilizzando dispositivi intelligenti, l’IoT e sensori di immagine, permette di aiutare le persone affette da Parkinson o Alzheimer a vivere in modo più autonomo. In particolare, esso comprende funzioni di cattura e combinazione dei dati per estrarre informazioni importanti sullo stato di salute del paziente e fornire raccomandazioni utili. L’analisi dei dati raccolti permette anche di rilevare tempestivamente e prevenire problemi più gravi, come eventuali emergenze.

La nuova piattaforma è stata provata su un gruppo di pazienti per un periodo di dieci settimane. I pazienti sono stati dotati di un certo numero di sensori progettati per monitorarne lo stato di salute, i comportamenti e i movimenti. Tra questi, sono stati impiegati braccialetti multisensoriali, che forniscono dati di salute e moto, e sensori on/off disposti su porte e cassetti che ne rilevano l’apertura o chiusura. Una telecamera RGB-D ha monitorizzato l’attività dell’utente e le sue condizioni, mentre una telecamera panoramica ha permesso una copertura più ampia delle aree interessate. Dispositivi collegati a una rete wireless di sensori (WSN) hanno monitorizzato in modo non intrusivo i segnali radio provenienti dai sensori.

Nel sistema descritto, fra gli eventi che attivano un allarme vi sono movimenti diurni e notturni anomali del paziente, disorientamento o confusione, segnali di apatia (troppo tempo trascorso in poltrona o a letto), numero di visite ai servizi igienici, cadute, incapacità di movimento, perdita di equilibrio e così via.

Progetto HABITAT: Internet of Things per l’assistenza

Un altro interessante progetto è HABITAT (Home Assistance Basata su Internet of Things per l’Autonomia di Tutti), un’iniziativa finanziata dalla Regione Emilia-Romagna che intende sviluppare, implementare e testare una strategia di reingegnerizzazione di oggetti di uso quotidiano, conferendo loro elementi di “intelligenza” per consentire una transizione naturale ed economica verso ambienti di vita adeguati ai requisiti di inclusività ed assistenza. L’obiettivo principale è fornire un sistema di monitoraggio “trasparente” dei comportamenti quotidiani degli utenti.
Per raggiungere questo obiettivo HABITAT impiegherà e integrerà tecnologie IoT quali identificazione a radio-frequenza (RF-ID), elettronica ‘indossabile’, reti WSN e intelligenza artificiale (IA). Essendo a basso consumo energetico, co-operanti, non invasive e distribuibili in grande numero, queste tecnologie si prospettano come estremamente promettenti per raggiungere lo scopo di HABITAT.

In particolare il progetto si propone di arricchire oggetti di vita quotidiana (come radio, poltrone, orologi, ecc.) con elementi d’intelligenza distribuita, rendendoli quindi smart object, tra loro interoperabili, col fine di realizzare ambienti di vita assistiti, anche a lungo termine.

Le soluzioni tecnologiche che verranno integrate in HABITAT hanno infatti l’obiettivo di consentire a persone bisognose di assistenza la permanenza il più possibile nella propria abitazione in condizioni di sicurezza, aiutandole a svolgere in autonomia la maggior parte delle attività legate al soddisfacimento dei bisogni primari.

Nuove tipologie di arredo e nuove funzioni conferite ad oggetti di uso quotidiano, governati da un’infrastruttura trasparente all’utente, daranno all’abitazione potenzialità di inclusività e di socializzazione, sostenendo azioni mirate alla deospedalizzazione e all’home-care. Per esempio, è stata sviluppata una poltrona intelligente che consente di valutare la postura da seduto e di rilevare l’intenzione di alzarsi, al fine di prevenire, specialmente in contesti comunitari, posizione scorrette e potenzialmente pericolose.

Una moderna radio a muro e gli smartphone degli utenti costituiscono la naturale interfaccia di restituzione dei dati monitorati dal sistema, mediante tecniche di intelligenza artificiale che ne consentono l’aggiornamento in maniera trasparente e senza la necessità di procedure complesse da parte dell’utente, sia egli la persona assistita o il familiare.

Valerio Alessandroni
Informazioni su Valerio Alessandroni 9 Articoli
Laureato in Ingegneria Elettrotecnica presso il Politecnico di Milano, ha una lunga esperienza su temi come automazione, digitalizzazione, IoT fino a Industry 4.0. Corsi e seminari per Tallinn Technical University (TTU) in Estonia, Zigurat Global Technology Institute in Spagna, progetti internazionali Erasmus+, partnership con il German Innovation Center for Industry 4.0. Ha contribuito alla creazione di EFCC Estonian Fieldbus Competency Centre, che offre corsi e servizi di consulenza nell'area di Industry 4.0 per favorire innovazione e competitività.