Casa: migliorare la classe energetica in 6 mosse

Migliorare la classe energetica di casa è possibile con alcuni interventi mirati. Così si risparmia, si migliora il grado di efficienza energetica e la casa vale di più

Abiti in una casa in classe G? Non sei l’unico, anzi. In Italia più della metà del patrimonio immobiliare vi appartiene. Mal comune mezzo gaudio? Beh, potresti essere molto più contento vivendo in un’abitazione dalla classe più alta. Significa dare un taglio alla bolletta: passare dalla classe G alla classe A permette, infatti, di risparmiare anche 130 kW/m2 anno. Inoltre migliorare l’indice di prestazione energetica della propria abitazione si traduce in una valutazione immobiliare più alta. Migliorare la classe energetica è possibile. Ecco come.

  1. Sostituire i serramenti
  2. Contabilizzazione calore, caldaie a condensazione e pompe di calore
  3. Pannelli fotovoltaici e autoconsumo
  4. Rendere intelligente la casa
  5. Elettrodomestici a basso consumo
  6. La casa si comanda con una APP

Sostituire i serramenti

La sostituzione dei serramenti è l’intervento più “gettonato” dagli italiani nell’ambito degli interventi di efficienza energetica. Nel 2014-2017, segnala Enea nel Rapporto annuale dedicato, ne sono stati eseguiti complessivamente un milione e mezzo: di questi più della metà è coinciso proprio con il rinnovo dei serramenti. I vantaggi in termini di risparmio energetico sono concreti: sempre Enea registra, a proposito di risparmi da detrazioni fiscali per riqualificazione energetica nel quadriennio considerato, su 0,0403 Mtep annui totali il 40,3% deriva proprio dalla sostituzione dei serramenti.

Per sostituire i serramenti si può contare sugli incentivi fiscali: la Legge di Bilancio 2019 prevede detrazioni Irpef del 50% per le spese sull’acquisto e la posa in opera di finestre comprensive di infissi.

Chi può beneficiare della detrazione? I contribuenti possessori di un immobile nel quale vengono svolti interventi mirati. Occorre ricordarsi di inviare all’Enea una comunicazione per ottenere la detrazione. Per maggiori informazioni vai al sito web dedicato.

Contabilizzazione calore, caldaie a condensazione e pompe di calore

Un altro intervento importante per migliorare la classe energetica riguarda la gestione del riscaldamento. Le possibilità sono molteplici. Partiamo dalla contabilizzazione del calore: permette di gestire autonomamente le esigenze termiche negli stabili con impianto centralizzato o se allacciati a un impianto di teleriscaldamento. È ormai una misura obbligatoria nei condomini con impianto centralizzato.

Per chi invece ha l’impianto autonomo una soluzione interessante è la caldaia a condensazione. Rispetto agli impianti tradizionali assicura un risparmio energetico, in termini di consumi, anche del 30%, e la riduzione delle emissioni. Tutto questo grazie alle sue caratteristiche: al suo interno si condensa il vapore acqueo dei fumi di scarico, il cui calore residuo è sfruttato per riscaldare l’acqua usata per l’impianto di riscaldamento.

Caldaia Daikin D2C
Daikin D2C è la nuova caldaia murale a condensazione compatta, tecnologicamente innovativa, dal design elegante e moderno e connessa.

Anche nel caso della caldaia a condensazione si può beneficiare delle detrazioni fiscali: al 50% se si va a sostituire l’impianto di climatizzazione invernale con una caldaia a condensazione almeno di classe A; al 65% se si va a sostituire il vecchio impianto con un apparecchio ibrido, costituito cioè da una pompa di calore integrata con la caldaia a condensazione.

Oppure si può pensare di installare la pompa di calore che consente di riscaldare la casa in inverno e raffrescarla in estate. La pompa di calore non genera calore ma lo trasferisce: preleva infatti calore dall’aria, dall’acqua o dal sottosuolo e lo porta dentro casa. Allo stesso modo, può portare all’esterno il calore in eccesso durante l’estate.

pompa di calore Mitsubishi
Da Mitsubishi Electric le pompe di calore Ecodan e Zubadan per riscaldamento, raffrescamento e produzione di acqua calda sanitaria per abitazioni singole e interi edifici.

Pannelli fotovoltaici e autoconsumo

Finora abbiamo parlato di risparmio. Ora parliamo di produzione energetica. Una delle possibilità più interessanti è dotarsi di un impianto fotovoltaico, misura possibile sia per chi vive in una abitazione monofamiliare che in condominio. Anche in questo caso sono previste detrazioni, al 50%.

Quanto costa un impianto fotovoltaico? Oggi sul mercato è possibile contare su un costo per kW di potenza anche inferiore ai duemila euro.

Ci sono poi due opzioni per l’impiego dell’energia prodotta: scambio sul posto o accumulo. Nel primo caso, è possibile “compensare l’energia elettrica prodotta e immessa in rete in un certo momento con quella prelevata e consumata in un momento differente da quello in cui avviene la produzione”, segnala il GSE. In pratica, l’energia prodotta in più viene immessa in rete che funziona come un accumulo virtuale. L’utente può recuperare parte dell’energia immessa in rete e non consumata sotto forma di compensazione.
Altrimenti è possibile prevedere l’acquisto di un impianto di energy storage. In pratica l’energia viene accumulata tramite apposita batteria e auto consumata a seconda della necessità e quando l’impianto produce poco o per niente.

accumulo energy storage Fronius
Fronius ha sviluppato un sistema di accumulo trifase che offre al cliente tutta la flessibilità necessaria per soddisfare ogni esigenza, dal residenziale alle realtà alberghiere

Rendere intelligente la casa

La casa intelligente è un ottimo modo di fare efficienza energetica. Occuparsi delle varie esigenze di calore, luce, energia attraverso un sistema tecnologico che connette i vari impianti e permette di gestirli da remoto è un’opzione che consente risparmi in bolletta significativi.

Tra l’altro, si può adottare un sistema di domotica per la casa contando sugli ecobonus. Sono previste, infatti, detrazioni fiscali al 65% a proposito di riqualificazione energetica per acquistare e installare “dispositivi multimediali per il controllo a distanza degli impianti di riscaldamento, di produzione di acqua calda, di climatizzazione delle unità abitative”, segnala l’Agenzia delle Entrate nella guida dedicata.

Rendere intelligente la propria casa conviene e sono in molti a crederci in Italia. Lo conferma il trend in crescita delle soluzioni smart home certificato anche dall’ultimo report dedicato alla smart home dell’Osservatorio Internet of Things del Politecnico di Milano. Si tratta di un mercato che nel 2018 è stato capace di generare un valore di 380 milioni di euro (+52% rispetto al 2017).

smart home
Sicurezza, efficienza e risparmio energetico, comfort, benessere: sono alcune delle esigenze degli utenti. Internet, smartphone e tablet sono le tecnologie a disposizione di tutti che rendono possibile il controllo di tutte le funzioni.

Elettrodomestici a basso consumo

Frigorifero, lavatrice, lavastoviglie, aspirapolvere… chi oggi potrebbe fare a meno di questi elettrodomestici? Però sappi che i loro consumi possono arrivare a pesare anche l’80% sulla bolletta in termini di consumi elettrici domestici. Occorre quindi partire dalla scelta di elettrodomestici a basso consumo.

Per comprendere quali siano, basta far riferimento alla classe di efficienza energetica, riportata mediante specifica etichetta. È una misura adottata da anni a livello europeo per indicare il grado di energy efficiency di ogni apparecchio. Tale classificazione già dal 2010 è stata ampliata e così in classe A sono state introdotte A+, A++ e A+++. La differenza tra loro è sensibile in termini di risparmio energetico.

Anche in questo caso è possibile beneficiare anche per il 2019, per l’acquisto, di detrazione Irpef del 50% prevista per i grandi elettrodomestici almeno A+ (A per i forni) e ottenibile indicando le spese sostenute nella dichiarazione dei redditi. Rientrano tra questi: frigoriferi, congelatori, lavatrici, asciugatrici, lavastoviglie. Per l’elenco completo rimandiamo al sito dell’Agenzia delle Entrate. In questo caso la detrazione riguarda gli elettrodomestici destinati ad arredare l’immobile oggetto di ristrutturazione.

La casa si comanda con una APP

migliorare la classe energetica di casa in 6 mosseAbbiamo parlato di casa intelligente e in particolare di gestione da remoto. Come si attua? Per l’utente finale è tutto molto semplice: basta una app. Tutti ne hanno almeno una installata sul proprio smartphone. Per controllare casa e avere sempre a portata di mano tutto o quasi, l’applicazione mobile permette di gestire più cose ovunque e in qualsiasi momento.

Vuoi programmare il riscaldamento per arrivare a casa con la giusta temperatura? Basta la app. Ma non c’è solo quello. Ci sono soluzioni che permettono anche di rispondere al fattorino che suona al nostro videocitofono per consegnarci un pacco. Oppure è possibile controllare, tramite videocamere, cosa accade in casa e, nel caso di una “presenza non richiesta” di allertare le forze dell’Ordine.

Non mancano poi le app per il risparmio energetico: una delle più recenti è PocketWatt, che permette di scegliere gli elettrodomestici meno energivori. È nata dal progetto europeo DigiLabel, cui partecipa anche l’Italia, per affiancare l’etichetta energetica europea. In pratica PocketWatt legge il QR code del prodotto e così è possibile avere informazioni sulle caratteristiche di efficienza energetica e persino i costi su misura per le proprie abitudini di uso.

Andrea Ballocchi
Informazioni su Andrea Ballocchi 123 Articoli
Giornalista freelance, si occupa da anni di tematiche legate alle energie rinnovabili ed efficienza energetica, edilizia e in generale a tutto quanto è legato al concetto di sostenibilità. Appassionato praticante di ciclismo, è autore del libro “Una vita da gregario” (La Memoria del Mondo editrice, prefazione di Vincenzo Nibali) e di un manuale “manutenzione della bicicletta”, edito da Giunti/Demetra.