La smart city incontra la mobilità urbana sostenibile

Smart city significa interconnettere, mettere a disposizione servizi, pianificare gli spazi e ovviamente gestire la mobilità che diventa il vettore che unisce tecnologie e sostenibilità

Progetti per la Smart City

Smart city, edifici intelligenti e mobilità urbana sostenibile sono alcuni dei trend che stanno cambiando radicalmente il quotidiano e le nostre vite. L’evoluzione tecnologica e digitale è in grado di rispondere a questa trasformazione, ma è necessario un cambiamento culturale che rimetta al centro le persone e i relativi bisogni.

La città del futuro si muove, dunque, di pari passo con la sostenibilità: i cittadini si riappropriano degli spazi e del proprio tempo, mentre smart building e smart mobility si integrano per rendere la vita comoda, connessa e sostenibile.

Sono queste alcune delle tematiche su cui si è sviluppata la tavola rotonda – organizzata dalla start up GaiaGo – Smart City >> Mobility Platform, tenutasi presso lo spazio Copernico Isola di Milano in occasione di Milano Digital Week.

Che cos’è una smart city?

Di smart city si parla ormai parecchio, ma è bene capire cosa si intenda veramente, in quanto è molto più di una città digitale.

tavola rotonda smart city e mobilità“Non è semplice dare una risposta a questa domanda: la smart city rappresenta un nuovo concetto di vivere basato sulla sinergia tra innovazione e sostenibilità, dove l’essere umano non subisce la tecnologia, ma la coniuga attraverso le proprie necessità. – ha sottolineato Massimiliano Mandarini, Consigliere al GBC Italia, nonché professore del Politecnico di Milano e Founder di GreenSmartLiving – La strada italiana è quella di ricondividere, riadattare il patrimonio esistente, ma declinandolo e sviluppandolo secondo ciò che serve alle persone, all’economia, alla società”.

Questo significa che non bisogna puntare unicamente su buoni prodotti edilizi, architettonicamente di qualità, ma è necessario unire la sostenibilità e la smartness, attraverso una visione che le faccia interagire: una visione a 360 gradi, una simbiosi tra natura e tecnologia.
Ma la smart city necessita anche di soluzioni al servizio di comunità connesse ed evolute, di una mobilità urbana efficiente e conveniente, dove l’uomo ha la possibilità di scegliere grazie a un uso consapevole di piattaforme e infrastrutture.

Come sottolinea Massimo Dal Checco – Presidente del Gruppo ICT e Servizi alle Imprese di Assolombarda Confindustria Milano, Monza e Brianza, Lodi – sono necessarie delle regole per disegnare le città del futuro, ma non devono essere complesse poiché l’ingrediente principale è la consapevolezza, l’intelligenza delle persone. Pensiero condiviso da Federico Cassani – Founder di MIC: Mobility in Chain – il quale aggiunge che è necessario pianificare le città on demand, basandosi sulle richieste delle persone.

Una città si considera smart quando gestisce in maniera innovativa le risorse economiche e ambientali, le politiche abitative e i trasporti, le relazioni tra le persone e i metodi di amministrazione. Questo significa che l’effettivo sviluppo implica un percorso continuo di innovazione che si traduca in nuovi servizi con il coinvolgimento dei cittadini nei processi di governo e un monitoraggio dei bisogni reali.

Il ruolo della mobilità

Il concetto di città intelligente si utilizza per illustrare nuove strategie di sviluppo urbanistico, che hanno l’obiettivo di migliorare l’architettura, la mobilità e le infrastrutture.

Smart city significa interconnettere, mettere a disposizione servizi, pianificare gli spazi e ovviamente gestire la mobilità. – ha sottolineato Giorgio Meszely, CEO di GaiaGo e moderatore della tavola rotonda – La mobilità diventa il vettore della smart city. La possibilità di scegliere come muoversi consente di migliorare sensibilmente la qualità della vita”.

Sono però necessarie risposte rapide, efficaci e condivise per trasformare la mobilità abbassando i costi e rendendo le nuove soluzioni alla portata di tutti con l’obiettivo di rendere la mobilità sostenibile non solo da un punto di vista ambientale, ma accessibile a tutti, democratica. In altre parole, fruibile facilmente, a costi contenuti e basata su una piattaforma libera. Per certi versi, è simile all’approccio di Netflix nei confronti della fruizione di contenuti audiovisivi.

Concetto sottolineato da Federico Cassani, che ritiene sia necessario promuovere una mobilità che renda la vita delle persone comoda, connessa e sostenibile. È necessario pensare a una mobilità intelligente sia dal punto di vista urbanistico, sia sociale.

La mobilità sposa lo sharing elettrico

Possedere un’automobile di proprietà non è più un bisogno primario dalle nuove generazioni, e lo sarà sempre meno: si stima che nel 2025 il 35% della popolazione utilizzerà un’auto elettrica per spostarsi, e probabilmente utilizzerà un veicolo con guida autonoma non di proprietà.

Questo stravolge l’idea stessa di mobilità urbana, ma soprattutto cambia il volto delle città in cui viviamo.

Già negli ultimi anni stiamo assistendo a una vera e propria trasformazione in ottica green ed efficiente: in molti centri urbani si è diffuso il sistema del car sharing, ovvero di mobilità condivisa prenotabile in qualsiasi momento attraverso una semplice App. Ma questo è solo l’inizio, perché il prossimo passo è portare lo sharing della mobilità su un piano più vicino al cittadino, una mobilità condivisa condominiale on demand.

Giorgio Meszley GaiaGo
Giorgio Meszley, Ceo di GaiaGo moderatore della tavola rotonda “Smart City – Mobility Platform”

“Siamo davanti a un cambiamento culturale epocale dell’ecosistema mobilità. Il paradigma stesso alla sua base sta cambiando. – ha sottolineato Giorgio Meszely – Si passa dalla proprietà all’uso di veicoli a zero emissioni e iperconnessi con le infrastrutture della città; puntiamo sul car sharing elettrico residenziale per piccole comunità socialmente responsabili, come hotel, aziende o condomini. Spinti dalla rivoluzione digitale, la missione è rendere la vita delle persone comoda, connessa e sostenibile attraverso soluzioni di mobilità elettrica as a service”.

Ma i produttori di automobili cosa ne pensano di questo cambiamento? Lo temono? Secondo Nicola Marsala, Head of After sales Kia Motors Italia, il settore automobilistico sta già rispondendo non solo attraverso lo sviluppo di nuove tecnologie sempre più performanti, ma anche con nuovi modelli di business.

“Le società che offrono servizi di car sharing presentano conti in rosso su quel business. È necessario vendere connettività e pensare a integrare servizi a valore aggiunto come quelli assicurativi e immobiliari. – ha spiegato Marsala – Ciò che cambierà sarà l’acquirente finale: non più i cittadini, ma le amministrazioni, i governi e le piattaforme di condivisione intelligente come GaiaGo”.

La condivisione dei mezzi,supportata da piattaforme digitali, sta cambiando l’approccio all’automobile: la visione proposta da GaiaGo vede nella convergenza intersettoriale il punto di svolta per la smart mobility, creando le basi per la mobilità a misura di cittadino.

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Informazioni su Alessia Varalda 1251 Articoli
Ingegnere elettrotecnico con esperienza come Project Manager presso un'importante multinazionale attiva nel settore dell'energia e dell'automazione. La curiosità verso le tecnologie innovative e le soluzioni all'avanguardia nel mondo delle energie (tradizionali e rinnovabili) mi ha portata a lavorare per 14 anni presso un importante editore di riviste tecniche di settore scrivendo di home&building automation, illuminazione, comfort, efficienza energetica e sostenibilità.