Sfatare i falsi miti sul contatore intelligente

contatore intelligente

Secondo le previsioni contatore intelligentedell’Unione Europea, entro il 2020 almeno il 40% dei consumatori europei sarà dotato di un contatore intelligente (smart meter) per il gas. È, quindi, importante che l’utente comprenda l’importanza di questi strumenti e che gli vengano fornite tutte le informazioni per permettergli di sfruttarne completamente le potenzialità. In altre parole, deve diffondersi una vera e propria cultura degli smart meter, soprattutto per sfatare i falsi miti che circolano su questo tema, come emerso dal confronto tra le Associazioni dei consumatori e il Gruppo GS2M (Gas Static Smart Meters), che fa parte dell’Associazione Componenti e Sistemi per Impianti aderente ad Anie Confindustria.

«È fondamentale condurre una campagna divulgativa adeguata», spiega Diego Gajani, Capogruppo GS2M. «Lo smart meter, senza un coinvolgimento attivo dei consumatori e un utilizzo consapevole dei dati a disposizione, rimarrebbe uno strumento innovativo, ma sotto utilizzato. Tramite la diffusione d’informazioni volte a favorire un utilizzo consapevole dello strumento, si riduce la domanda di energia e si possono raggiungere obiettivi di risparmio sia energetico, sia sul costo della fornitura. Solo sgombrando il campo da fraintendimenti si può fare dello smart meter un fattore abilitante per innovare».

Una delle preoccupazioni su cui è importante fornire rassicurazioni, poiché legata alla salute degli utenti, riguarda l’inquinamento elettromagnetico interno collegato alla trasmissione radio dei dati utilizzata dai contatori intelligenti. In rete e sugli organi d’informazione vengono, infatti, riportate notizie contrastanti, che generano allerta sui possibili pericoli derivanti dalla comunicazione in radiofrequenza emessa dall’apparecchio.

Come dimostrano i dati Anie, il contatore intelligente non inquina e, come anche ribadito dai produttori stessi di questa tecnologia, per la maggior parte del tempo “misura e contabilizza” senza produrre nessuna emissione radio. Solo durante la breve fase di trasmissione, trasmette un segnale radio con potenze molto contenute, inferiori a quelle di un telefonino, come testimonia la durata di circa 15 anni della sua batteria.

Il Gruppo GS2M è impegnato nella promozione dello sviluppo delle cosiddette tecnologie “statiche” di misura del gas, che persegue tramite la divulgazione degli aspetti tecnico/scientifici, operativi e normativi. Molti, infatti, sono i vantaggi e le potenzialità offerte da questa tecnologia, che consente di ottimizzare la gestione dei consumi e rappresenta un esempio d’innovazione tecnologica che può portare un miglioramento complessivo alla filiera del gas e ai vari attori coinvolti.

Maurizio Gambini
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Ingegnere elettronico, giornalista pubblicista che da molti anni lavora nel settore della comunicazione tecnica.