Il comparto elettrico e i sistemi di accumulo

Anie sistemi di accumulo

Anie sistemi di accumuloNato dalla collaborazione tra ANIE Energia e RSE (Ricerca sul Sistema Energetico), con i contributi di Enel Produzione, Enel Green Power e del Politecnico di Milano, il Libro Bianco sui sistemi di accumulo 2.0 presentato mercoledì 5 aprile a Roma, si pone l’ obiettivo di evidenziare le opportunità che l’ implementazione dei sistemi di accumulo elettrochimico è in grado di offrire al comparto elettrico.

Naturale evoluzione della prima edizione (2015), recepisce il significativo sviluppo tecnologico che questi sistemi hanno registrato come risposta alle crescenti richieste di sicurezza ed efficienza che il progresso del sistema elettrico impone. Si tratta, infatti, di una tecnologia che può essere determinante nel garantire stabilità, gestione ottimale dei parametri di rete e flessibilità in un sistema caratterizzato sempre più dalla presenza di operatori che racchiudono in sé la figura sia di produttori, sia di consumatori, i cosiddetti “prosumers”.

Come ha spiegato Matteo Marini, Vicepresidente ANIE e Presidente di ANIE Energia: «Lo sviluppo di reti intelligenti dotate di un elevato contenuto tecnologico, capaci di garantire con efficienza l’ organizzazione dei flussi di energia, è un tema prioritario ed improrogabile. All’ interno di queste smart grid, fortemente caratterizzate dalla presenza di fonti rinnovabili, efficienza energetica e sostenibilità del sistema, quello dell’ accumulo è una grande opportunità, sia dal punto di vista economico che ambientale e sociale. L’ industria italiana sta investendo molto su questo e siamo particolarmente lieti della collaborazione con RSE, un ottimo esempio di sinergia virtuosa tra mondo della ricerca, mondo accademico e mondo delle imprese su temi complessi ma cruciali per lo sviluppo di un settore, quello energetico, che ha un ruolo fondamentale nella crescita dell’ economia del Paese».

Il documento mette in evidenza come i sistemi di accumulo siano entrati in una fase che possiamo definire di “adolescenza”, con una progressiva diminuzione del gap fra i costi d'installazione e i tempi di recupero degli investimenti.

Nonostante questo miglioramento i sistemi di accumulo, in molti casi, non sembrano impianti ancora sostenibili con gli attuali meccanismi di mercato, in particolare per grandi sistemi da inserire in contesti industriali e per utenti dotati esclusivamente di impianti fotovoltaici.

Sostenibilità che, invece, sembra essere più vicina se si considerano sistemi “virtuali” nei quali batterie diffuse fra molti utenti vengano messe in comune per formare un sistema aggregato più economico e vantaggioso: una sorta di “immagazzinamento distribuito”.

I sistemi di accumulo risultano anche convenienti nelle realtà delle piccole isole, non servite dalla rete elettrica nazionale, dove le fonti rinnovabili sono concorrenziali rispetto all’ attuale produzione, come emerge dai due esempi presi in considerazione nel Libro Bianco, quelli di Ustica e Ventotene, che evidenziano l’economicità dell’installazione di sistemi di generazione fotovoltaica abbinati a sistemi di accumulo elettrochimico.

Anche la diffusione di veicoli elettrici e la conseguente realizzazione di un’infrastruttura di ricarica con sistemi di accumulo si è dimostrato un esempio di grande interesse. Una combinazione tra esigenze di mobilità sostenibile e minimizzazione dei costi che potrebbe aprirsi anche ad altre applicazioni di interesse industriale, migliorando ulteriormente le figure di merito dell’intervento.

 

Maurizio Gambini
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Ingegnere elettronico, giornalista pubblicista che da molti anni lavora nel settore della comunicazione tecnica.